Gatti abbandonati, 80mila i mici abbandonati nel 2010

Sono  stati 80.000 i gatti  di cui è stato stimato l’abbandono nel 2010, con un incremento di circa il 12% dell’anno precedente. Sono stati inoltre 60.000 i nuovi cuccioli nati nello scorso anno in stato di randagismo.

 

LE STIME DEL MINISTERO DELLA SANITA’, OLTRE 1 MILIONE DI RANDAGI – Sono queste le cifre inquietanti che vanno ad incrementare il numero dei gatti randagi presenti in Italia, stimato complessivamente in circa 1.000.000 di esemplari (stima proveniente dal Ministero della Sanità nel 2007), ai quali vanno aggiunti i circa 250.000 mici presenti negli oltre 1.200 rifugi e gattili pubblici e privati italiani,  molti dei quali animali sono già adottabili.

 

UN FENOMENO SOTTOVALUTATO – Quello del randagismo felino è un fenomeno di cui si parla poco, poiché:

  • il gatto viene comunque considerato un animale “libero”;
  • la territorialità del gatto è protetta ai sensi della Legge 281/91 e delle conseguenti Leggi regionali di attuazione, che ne determinano lo status di riconoscimento e la gestione delle colonie sul territorio, demandando le responsabilità sia ai singoli cittadini, che alle associazioni animaliste ed alle amministrazioni locali ed alle asl veterinarie (con metodologie differenti regione per regione).

 

L’ABBANDONO DEI CUCCIOLI – Ciò non toglie che anche per i gatti il pericolo di abbandono, specialmente nella fase in cui sono cuccioli, è molto elevato, e che l’unico sistema per ovviare a questo malcostume è quello di rendere obbligatoria la sterilizzazione delle femmine di gatto.

 

L’ABBANDONO ESTIVO – Un altro momento dell’anno in cui i gatti sono a rischio abbandono è l’estate, quando l’attenzione è concentrata prevalentemente sull’abbandono dei cani mentre, purtroppo, è diffuso in maniera proporzionalmente maggiore anche l’abbandono di micio.

 

LA POPOLAZIONE COMPLESSIVA DEI MICI – Per capire e poter dare un senso ai numeri sopra citati dobbiamo tener presente che la popolazione dei mici presenti sul territorio italiano si aggira attorno ai 9 milioni di esemplari, dei quali, poco meno di 8 milioni, vivono in famiglia o sono comunque accuditi e tenuti sotto controllo in piccoli gruppi o colonie private.

 

I GATTI MORTI OGNI ANNO – Anche il tasso di mortalità è piuttosto alto e, tenendo conto che mediamente i gatti vivono circa 18 anni, possiamo dire che ogni anno:

  • sono mezzo milione i gatti che muoiono per raggiunti limite di età;
  • sono almeno 40.000 i mici uccisi in vario modo tra riti, laboratori vivisezione, incidenti stradali e pellicce, o mangiati dagli umani “bravi e civili” (secondo il dato di Aidaa questa ultima circostanza coinvolge circa 6-7.000 animali annui)

 

IL COMMENTO DEL PRESIDENTE DI AIDAA – “Il fenomeno del randagismo felino – spiega Lorenzo Crocem presidente nazionale di AIDAA – è una circostanza tutt’altro che trascurabile e la cui diffusione è avvertita in tutta Italia senza grosse distinzioni tra nord e sud. Per combatterlo occorre sicuramente procedere alla sterilizzazione delle femmine, in modo da ridurre considerevolmente il numero di cuccioli che nascono ogni anno, ma occorre anche incentivare le adozioni nei gattili o nei rifugi, molti dei quali sono al massimo della capienza ed oltre. Invitiamo anche – conclude Croce – a dare una mano alle gattare che si occupano delle colonie feline e ai responsabili dei gattili che abbisognano sempre di cibo e soldini per le cure veterinarie. Inoltre invitiamo i privati che non possono permettersi di mantenere le cucciolate, a sterilizzare le proprie femmine e castrare i mici maschi di casa, in modo da non avere rischi di aumento indiscriminato della popolazione felina e del conseguente fenomeno di abbandono e randagismo”.

 

 

INFORMAZIONI – Per ulteriori informazioni:

  • 392-65.52.051;
  • 347-888.35.46.

 

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Di Redazione

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