Stati Generali del Turismo in Lombardia, nuove prospettive del settore e confronto tra operatori, accademia e politica

All’apertura dei lavori, dedicati alle prospettive del turismo lombardo, la domanda silente sembra unica e molteplice: si invoca una cultura diversa, un anelito al rinnovamento che porti sugli scudi gli elementi migliori, e più alti, del turismo e della cultura lombarda. Lo dice Roberto Formigoni, Presidente della Regione Lombardia, lo ribadiscono il Sindaco Letizia Moratti e il Ministro al Turismo Michela Vittoria Brambilla.

 

Formigoni sottolinea come le istituzioni debbano cogliere le eccellenze e le attività innovative, rendendone concrete le possibilità progettuali, anche a lungo termine. Nella splendida Aula Magna dell’Università Bocconi i presenti sono numerosi, e attenti. Il Sindaco mette in evidenza le potenzialità ancora tutte da sfruttare, facendone esempio concreto sulla scia dei dati forniti. Pur in un momento di crisi, difatti, il settore è cresciuto del 7% e Milano è stata premiata come la quinta meta culturale al mondo. In vista dell’EXPO, poi, ci si aspetta almeno venti milioni di visitatori, da incanalare anche tra le pieghe del turismo enogastronomico, culturale sportivo e d’affari.

 

Con un occhio nuovamente puntato verso progettualità condivise anche a livello nazionale, tra associazioni di categoria e operatori di settore, la politica lascia spazio a Magda Antonioli Corigliano, già professore associato e direttore del Master in Economia del Turismo presso la Bocconi. Molto interessante seguirne gli spunti accademici e i dati da cui derivano. Curioso scoprire che l’Italia è fanalino di coda in Europa per quanto riguarda l’e-commerce e le transazioni online, meno anomalo riscontrare la costante fidelizzazione vacanziera fatta di stagionalità costanti, persino in Lombardia. Cresce l’utilizzo di social network anche sul fronte del turismo, in grado di scatenare interesse e particolarità. A fare da trait d’union i 3,5 miliardi di Euro di REPO (Researched Online Purchased Offline), modalità ibrida tra commercio tradizionale e modernità.

 

Mentre il Ministro Brambilla menziona anche il turismo religioso, sportivo e d’affari, puntando l’accento sulla necessità di uscire dal circolo vizioso delle stagionalità, Stefano Morandi, dell’Università degli Studi di Sassari, ricorda il contesto europeista, post-Trattato di Lisbona. Propone come spunto per l’avvenire il modello dei comuni turistici francesi, con regolazione giuridica particolarmente utile alle potenzialità offerte dal modello lombardo.

 

Tra gli operatori del settore, invece, segnali diversi e da interpretare. Mario Cotelli, consigliere APT di Bormio, indica una forte crescita dei flussi turistici a partire dall’Est Europa. Rimarcando una situazione tutt’altro che rosea invita all’attenzione verso una simile corrente, poco propensa alla fidelizzazione. Propone inoltre una tassa di scopo per aiutare il turismo montano, anche di fronte alla presenza delle regioni a statuto speciale. Filippo Fernè, presidente delle Terme di Sirmione, sottolinea le caratteristiche del settore termale lombardo, promuovendo l’eccellenza del territorio, l’indotto e la ricchezza dell’offerta. Considera però strutturali i problemi del compartimento turistico, evidenziando la necessità di fare sistema tra aziende e operatori, piuttosto che chiedere aiuti allo Stato (ottenendo peraltro un forte supporto dalla platea). Chiude indicando l’Italia come uno dei primissimi paesi per numero di posti letto, rilevando tuttavia uno sfruttamento degli stessi solo al 20%, contro il 50% di buon’impresa.

 

Mentre Alessandro Rosso del Consorzio Turismo Expo 2015 sceglie di aprire al mercato cinese, invitando a puntare sui potenziali visitatori per l’Expo, l’Amministratore delegato Sacbo Renato Ravasio racconta l’esperienza del volo low cost. Uno snodo fondamentale che ha permesso di quadruplicare in otto anni il numero dei passeggeri dell’aereoporto di Orio al Serio. Segnalando le caratteristiche principali di clienti che si riconoscono giovanili e colti, conclude rimarcando la necessità di avere maggior sinergia tra operatori per ampliare e l’offerta e la scelta.

 

Giorgio Caire di Lauzet, presidente Dream&Charme, illustra un segmento di mercato d’eccellenza, costituito da un  network di ville private dotate di ogni necessità, comprese quelle estetiche e culturali. Gualtiero Marchesi, celebre chef, rimarca invece il bisogno di superare le divisioni tra Provincia e Comuni in nome di una cultura universale.

 

L’impressione, a chiusura dei lavori, è quella di un traguardo in corso d’opera e ancora da tagliare.

 

L’intervento di Stefano Maullu, Assessore al Commercio, Turismo e Servizi Regione Lombardia, illustra come nell’ambito nazionale la Lombardia rimanga un esempio fortemente positivo. Basti pensare che negli ultimi dieci anni il flusso dei visitatori stranieri è salito del 58%, e anche solo dai dati provvisori a consuntivo del 2010 risulta come il trend non accenni a fermarsi (+8% rispetto all’anno precedente).

 

Milano si conferma inoltre centrale per l’attrazione turistica, con 11,5 milioni di presenze. Di fondamentale importanza anche il comprensorio dei laghi e quello montano.

 

In conclusione, si osserva, è necessario operare per definire un sistema produttivo e di promozione che coinvolga la capacità di far rete e sistema tra le singole imprese e operatori e le destinazioni turistiche. Orientandosi sempre più all’e-commerce/e-tourism si punta a costituire l’avanguardia del settore turistico italiano. Professionalità preziose che però, aggiungiamo noi, si scontrano ancora in parte con una realtà complessa e non sempre al passo con i tempi. Rimarchevole, a ogni modo, vi siano giornate simili, dedicate al ripensamento del settore, delle sue necessità nonché terreno di confronto sul piano dell’avvenire.


Daniele Ferriero

 

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