Manifestazione Milano contro Perreras 8 maggio 2011, simultaneamente altre manifestazioni in tutta Italia e in Europa: le bestie non dobbiamo essere noi

È difficile capacitarsene. Soprattutto trattandosi della Spagna, paese vicino allo Stivale per cultura e carattere. Eppure, le parole non bastano a definire qualcosa di tanto semplice quanto terribile: parliamo delle perreras, l’iberica versione del nostrano canile.

 

Prendendo spunto dalle segnalazioni e da un’attività pressoché costante di svariati amanti degli animali, il quadro da tratteggiare è piuttosto disarmante.

 

In Spagna la legislazione in materia, infatti, è quantomeno deficitaria e affida alle Comunidades Autonomas gli atti necessari per prendersene cura. Tuttavia nelle perreras vige un cinismo che si vuole pragmatico oltre i limiti dell’umanità, incentivato dai contributi regionali.

 

Gli “ospiti”, prevalentemente canini, ricevono un trattamento che non ha eguali in Europa. Di fatto, i cani che transitano da queste parti, sono quasi certamente destinati a trascorrervi le ultime ore delle loro vite.

 

In un tempo che va dalla decina di giorni a un mese scorrono le loro speranze in un avvenire diverso o in un padrone che venga a reclamarli e adottarli. Scaduto questo termine vengono condannati a morti terribili, spese sull’altare del guadagno monetario.


In sostanza, il governo spagnolo favorisce la costituzione di simili imprese con investimenti mirati e senza curare le modalità assistenziali o il semplice rispetto di norme etiche elementari:

  • i cani non ricevono né cibo né acqua durante la loro permanenza.
  • Non vengono curati in caso di malattie o ferite.
  • Non viene pulito l’ambiente dove vivono, né considerate le condizioni in cui versano.
  • Tutto è in funzione di un’attività di contenimento e, soprattutto, di eliminazione fisica degli occupanti: la piaga del randagismo una macchia da lavare con efficienza e brutalità.

 

Tante e troppe sono le testimonianze di chi ha avuto la possibilità di osservare direttamente questa barbarie.

 

Molte le petizioni e gli appelli per fermare questo buco nero di senso, nella prospettiva di una legge più umana, che rispetti i diritti di vita, morte e dignità delle specie animali.

 

A fronte di tutto questo è doveroso segnalare che durante il mese di maggio avranno luogo in Italia e all’estero alcune manifestazioni contro le perreras.

 

In particolare, DOMENICA 8 MAGGIO si manifesterà contemporaneamente a Milano, Torino e Madrid.

 

Domenica 15 maggio, invece, le manifestazioni si svolgeranno a Roma ,Napoli, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Chieti, Correggio, Padova, Malaga, Alicante, Tenerife, Valencia, Murcia, e Figueras, mentre anche altre città stanno via via dando la propria adesione.

 

Piace segnalare che a Milano, come mascotte della manifestazione, vi sarà Tito, cane scampato alla morte proprio grazie ai volontari e alla provvidenziale adozione eseguita dall’Italia. Per dire ancora una volta, e con forza, che le bestie non dovremmo essere noi.

 

Per chiunque sia interessato a manifestare per salvare qualche vita da eutanasie oltremodo cruente e vergognose soppressioni legali sostenute a forza di moneta sonante, questo è il momento giusto per farsi sentire. Affinché si possa fermare questa barbarie violenta è il momento di alzare una voce. Quella di oguno di noi.


Per ulteriori informazioni

  • Giuliana Poletti, promotrice della manifestazione e fondatrice di C.C.S.A.  Comitato contro la sperimentazione animale (Italia, Casella posta numero 42-20091,  Bresso-Mi)
  • www.manuamano.it

 

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Daniele Ferriero

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