Foto manifestazione animalisti via Montenapoleone Milano, Gaia Onlus ha distribuito carbone a negozianti e fashion victim

Con il ritualistico inizio del novello anno, si celebrano al contempo cerimonie più schiettamente pagane, se non proprio materialistiche. L’occasione è lo “struscio” di Gennaio, innalzato sull’altare del saldo meneghino nonché materializzato nei luoghi iconici per il genere. Si pensa a via Montenapoleone, rinomato pertugio topografico nel quale contrabbandare sguardi e invidie fatue nell’acquisto o nel sogno di capi d’abbigliamento, ornamenti e preziosi di varia natura. La Moda in essenza, che qui diventa commercio e sbocco sul tessuto stesso della città.

 

Quali giorni migliori che non quelli dei saldi, dunque, per far accorrere poco festanti interessati a manifestare, declamare e attirare l’attenzione sul massacro compiuto per diletto, deriva sartoriale e fantomatica eleganza nel senso della pelliccia? La domanda, retorica, vede in primo piano l’azione compiuta  giovedì 5 gennaio 2012, da Gaia animali & ambiente, ONLUS dedita, come si evince, a battaglie in favore di quanto s’immagina.

 

L’obiettivo in questo caso è la classica sensibilizzazione sul tema: la prospettiva, quella di aprire occhi, neuroni e orecchie sull’incessante e barbaro massacro seriale per questioni d’estetica in forma di pelliccia. Prodotti che – riferendoci ai dati forniti da Gaia  – prevedono numeri abnormi di animali uccisi (si parla di 40 milioni di animali), oltre a risultare piuttosto  dispendiosi sul versante delle materie e dell’energia utilizzate per la lavorazione.

 

Piacevole, gaia ed educata, la manifestazione ha visto tre “befane” agghindate per l’occasione e munite di striscione, prese nel cavalcar Montenapoleone distribuendo carbone a negozianti e pellicciai, nonché a signore di pelliccia vestite. Le varie fermate sono un momento per declamare al megafono dati, battute e orrori; lo sfondo è agitato dalle mani guantate delle tre moire che lanciano poche manciate di carbone davanti a usci e all’entrata di qualche negozio.

 

Detto dell’encomiabile intento dei Nostri, però, bisogna pur tuttavia riferire che l’operazione riesce solo in parte. A rispondere, purtroppo, sono soprattutto i video e i flash dei giornalisti presenti, più raramente qualche passante, informato sull’argomento. Le signore a passeggio, e munite di pelliccia, spesso danno mostra (vero o meno che sia) di indossare lasciti famigliari o peccati fatti con poca coscienza. Piuttosto, è amaro constatare quanto tutto venga facilmente visto e digerito nell’ottica della produzione televisiva: la domanda ricorrente è “Chi c’è?”, come se le macchine fotografiche e le videocamere richiamassero inevitabilmente il muso famoso sui tabloid, rotocalchi e sub-programmi tv.

 

Sarebbe anche una questione marginale, se non fosse che la curiosità intellettuale, l’empatia, il realismo e un po’ di umanità si rispecchiano nella loro mancanza anche sugli schermi e i tubi catodici d’oggi e di domani. Dove mancano l’interesse e le sinapsi, anche il cuore fa fatica ad arrivare. Poveri animali, poveri umanità.

 

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Daniele Ferriero

 

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