Acqua pubblica e di rete, ecco la scheda e i dati riportati da Amici della Terra Lombardia e da Gaia Onlus che ne comprovano i benefici all’ambiente e alla salute

Fonti tecniche del Ministero dell’Ambiente ricordano come: “In Italia ogni anno vengono consumati pro capite 270 litri di acqua minerale e bibite, che equivalgono a 180 bottiglie da un litro e mezzo a persona. L’impatto ambientale è pari al consumo di 22 litri di petrolio e all’emissione di 23 chilogrammi di CO2. Sono necessari infatti circa 90 milioni di litri di petrolio per produrre un miliardo di bottiglie di plastica, e ognuna impiega circa 7 secoli prima di decomporsi completamente”.

 

 

“Un ottimo aiuto per risolvere il problema”, spiegano i rappresentanti di Amici della Terra Lombardia e da Gaia Onlus, “è rappresentato da strutture chiamate ‘Case dell’Acqua’, che distribuendo acqua refrigerata e gassata incuriosiscono e avvicinano i cittadini, diminuendo sensibilmente l’acquisto di acqua imbottigliata. Il passaggio conseguente e successivo,” spiegano, “è l’utilizzo della normale acqua di rubinetto, controllata e con parametri rigorosi: la stessa acqua che sgorga dalle Case”.

 

 

Le Case dell’Acqua in Italia oggi sono quasi 250. La stragrande maggioranza si trova in Lombardia: si tratta di 160 strutture, una sessantina delle quali nella sola provincia di Milano, dove le prime sono nate negli anni ’90.

 

 

Tra le principali aziende idriche che hanno contribuito alla nascita e alla diffusione delle Case dell’Acqua sono presenti due società pubbliche lombarde, CAP Holding e TASM, e successivamente anche Amiacque.

 

In seguito le Case dell’Acqua sono state “messe in rete” insieme ad altre società pubbliche: IANOMI e TAM.

 

Oggi ogni Casa dell’Acqua eroga in media 2.500 litri d’acqua al giorno, che equivalgono a un risparmio quotidiano di circa 1.700 bottiglie da un litro e mezzo.

 

Nei mesi estivi, ovviamente, i consumi di acqua delle “Case” aumentano; abbiamo chiesto a CAP di fornirci i dati dei consumi delle sue Case dell’Acqua, in quanto l’azienda è dotata di un sistema di telelettura. Ne emergono numeri significativi:

  • il picco di consumi si è registrato lunedì 5 luglio 2010, uno dei giorni più caldi dell’estate, quando la Casa dell’Acqua di Sesto San Giovanni ha erogato 6.862 litri, e quella di Rozzano 6.575 litri.
  • Due giorni dopo, mercoledì 7 luglio 2010, la Casa dell’Acqua di Cornaredo ha distribuito 6.517 litri.
  • Generalmente le giornate di maggiore afflusso sono il sabato e la domenica.
  • Complessivamente, nel mese di luglio le sole Case dell’Acqua di CAP Holding hanno distribuito circa 1 milione e 200mila litri d’acqua.
  • I benefici per l’ambiente sono imbattibili: meno plastica da smaltire, ma anche meno bottiglie in circolazione sulle strade e meno emissioni di CO2.

 

Nel mese di luglio, a Pozzo d’Adda è stata inaugurata la prima Casa dell’Acqua a Impatto zero, realizzata recuperando una vecchia torre dell’acquedotto.

 

Oltre ad erogare acqua liscia e frizzante “a chilometro zero”, è anche attrezzata con pannelli fotovoltaici per produrre l’energia elettrica, e con illuminazione a led.

 

E’ disponibile anche una vasca di raccolta dell’acqua piovana che viene destinata all’irrigazione del verde pubblico circostante, il tutto per far sì che l’acqua di rubinetto non si sprechi, e venga usata solo per “nobili scopi”

 

(Dati Cap Holding Spa – agosto 2010 – elaborati da Amici della Terra Lombardia e da Gaia Onlus)

 

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Di Redazione
 
 
 

1 COMMENTO

  1. Conosco da anni l’esistenza delle Case dell’acqua. e le trovo una splendida istituzione.
    Peccato che nella zona dove abito, Palmanova-Padova, non ne esistano. Mi ero illusa, quando hanno sistemato l’acquedotto in via Don Orione ….Ma evidentemente gli affari legati all’acqua in bottiglia sono più forti. Allora uso di preferenza l’acqua del rubinetto.

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