Inquinamento Milano e blocco circolazione Euro 3, il punto della situazione

SmogCon il maltempo e i riscaldamenti a pieno ritmo ormai da 20 giorni, la guerra allo smog cittadino è più aspra che mai. Nell’occhio del ciclone, come sempre, gli Euro3 diesel, che a Milano contano circa 90mila veicoli circolanti sono circa 90mila, aumentati a 230mila se si contano anche le vetture dell’Hinterland.

 

Ha fatto discutere, in questo senso, la proposta dell’assessore provinciale all’Ambiente, Cristina Stancari, di estendere il blocco degli Euro3 diesel da 3 a 5 giorni nel caso in cui il Pm10 superasse la soglia di 50 microgrammi per metro cubo per 10 giorni consecutivi

 

Il progetto, secondo palazzo Isimbardi, dovrebbe essere introdotto nel protocollo di collaborazione ‘per il miglioramento della qualità dell’aria ed il contrasto all’inquinamento atmosferico locale’ tra la Provincia e i Comuni del milanese.

 

Il divieto di circolazione degli Euro3 diesel (non dotati di sistemi di riduzione della massa di particolato allo scarico), che potrebbe dunque passare da 3 a 5 giorni, viene confermato nelle fasce orarie 8.30-18 per i veicoli privati e 7.30-10 per quelli commerciali.

 

Nel protocollo, inoltre, vengono confermate anche altre misure, come la riduzione di un grado delle temperature dell’aria negli immobili; la riduzione di due ore della durata massima giornaliera di attivazione degli impianti termici e il potenziamento dei controlli, relativamente alle fonti veicolari.

 

L’assessore Stancari ha commentato l’iniziativa affermando: “Il blocco degli Euro3 diesel ci sarà solo in situazioni di emergenza, anche se sappiamo che per combattere lo smog servono interventi strutturali, soprattutto su edifici e caldaie“.

 

Alla proposta della Provincia sul blocco degli Euro 3 si unisce anche quella del blocco sperimentale, sempre dei medesimi veicoli, a Milano, dal 15 gennaio al 15 febbraio.

 

Critica, in questo senso,  Confcommercio Milano, la cui posizione parte dall’affermare che già esiste il Protocollo di collaborazione fra Provincia di Milano e Comuni dell’hinterland: “Questa misura – ha spiegato Simonpaolo Buongiardino, presidente Assomobilità (e componente di Giunta di Confcommercio Milano)– ha una sua logica, perché si applica quando diventa effettivo il problema dell’inquinamento atmosferico. Inoltre si distingue opportunamente, nelle modalità del blocco, tra la circolazione dei veicoli privati (stop dalle 8.30 alle 18) e quella dei veicoli commerciali (blocco dalle 7.30 alle 10)”.

 

“Nel periodo di gennaio-febbraio – continua Buongiardino – potrebbe esserci una maggiore criticità dovuta alle condizioni atmosferiche tipiche dell’inverno padano, ma il punto è che ora non lo sappiamo. Stabilire, perciò, un blocco sperimentale indistinto di tutti i diesel Euro 3 senza fap, con un’azione di monitoraggio degli effetti di questo stop poi tutta da verificare nella sua reale efficacia, avrebbe come risultato di fatto solo quello di penalizzare a priori la mobilità, privata e di servizio”.

 

“Il Protocollo della Provincia – conclude Buongiardino – contempera in modo più corretto le esigenze ambientali con quelle della mobilità. Sia la Regione a farsi carico di estendere in modo omogeneo le modalità del Protocollo provinciale a tutti i Comuni, di modo che non vi siano situazioni di squilibrio con fette di territorio dove il blocco si applica ed altre no”.

 

Critico sulle strategie antismog come condotte finora anche Riccardo De Corato, vicepresidente del Consiglio Comunale.

 

L’ex vicesindaco di Milano si è pronunciato circa i dati dello smog rilevati dalle centraline Arpa, sostenendo che “L’Agenzia europea dell’ambiente nei giorni scorsi ha sentenziato che Milano è una delle zone più inquinate d’Europa. Già lo scorso inverno sia i livelli di Pm10 sia quelli di biossido di azoto hanno superato il  numero massimo di  giorni consentiti dalla legge”.

 

Immancabile, quindi, una stoccata contro Area C, considerata dalla Giunta Pisapia come soluzione per eliminare il problema dello smog a Milano, balzello per fare cassa secondo i residenti e lavoratori della capitale meneghina.

 

Negli anni passati succedeva molto raramente che già a ottobre le centraline rilevassero un inquinamento così alto, tanto più di domenica – ha aggiungo De Corato, riferendosi alle rilevazioni Arpa sui livelli di Pm10 registrati a fine ottobre. – E meno male che c’è l’Area C e le domeniche a piedi: non viene in mente a nessuno che, dati alla mano, siano strumenti assolutamente inutili e

inadeguati?”

 

“Contando che i riscaldamenti sono accesi da pochi giorni e che il rilevamento è stato eseguito di domenica, giorno in cui il traffico è notevolmente ridotto – conclude il vicepresidente del Consiglio Comunale, – vuol dire che l’allarme è preoccupante.

 

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Di Redazione

2 COMMENTI

  1. Mi piacerebbe sapere se quanti fanno leggi sull’inquinamento sanno che l’euro 3 e 4 senza antiparticolato emetto pm10 ed euro 4 con antiparticolato emette pm2,5 a scendere cioè pm2 -1 ed anche più fini, se sono a conoscenza che il pm10 può essere bloccato da mascherine che filtrano l’aria ma che più il PM è fine e più passa attraverso un eventuale filtro ed entra nei polmoni e va a finire nel sangue; quindi sono meglio gli euro 4 e forse anche gli euro 3.

    In oltre mi domando se chi fa le leggi ha mai fatto un minimo controllo su internet per capire i danni del fitro antiparticolato sul corpo umano; quindi si permette di circolare alle auto con filtro antiparticolato e si bloccano quelle che emettono pm10.

    In ultimo vorrei dire che un conto è bloccare il traffico a Milano un altro è bloccarlo in provincia, a Milano ci sono i mezzi pubblici che girano in continuazione in provincia bloccato il traffico si può solo andare a piedi e per finire come mai non si parla dell’inquinamento degli aerei che quando uno parte è come se partissero 100 euro3?

  2. Io ho un furgone Ford diesel del 1990 con su 168,000 Km (il motore arriva tranquillamente a 400/450.000 senza essere rifatto) il mio meccanico dice che inquina meno dei diesel di nuova generazione però la legge mi dice che devo cambiarlo perchè non catalitico: non vi si può nemmeno applicare il filtro antiparticolato perchè non previsto nella costruzione del veicolo. e io comunque sono senza lavoro e non ho la possibilità di cambiarlo: I signori governanti dovrebbero tenere conto anche che la gente non ce la fa ed è inutile che varino delle leggi per incrementare la vendita dei veicoli quando siamo alla fame. Inoltre ho visto un servizio in TV dove si diceva che nel Texas, dopo vent’anni di uso del filtro antiparticolato che scarica a terra invece che in aria, hanno dovuto bonificare tutte le falde aquifere inquinate dagli scarici delle macchine. D’accordo che di questi filtri ne avranno prodotti in quantità stratosferiche e che ora vengono proposti sul mercato europeo, ma perchè ora noi dobbiamo fare gli stessi conprovati errori? Cos’è che conta di più quindi, il bisness o la salute.? E’ chiaro, il bisness.

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