Rotaie verdi WWF, ecco il progetto di connettivita' ecologica che sfrutta le rotaie dismesse S.Cristoforo-Porta Genova

Il progetto “Rotaie verdi” del WWF propone una vision di insieme nella quale l’anello ferroviario milanese diverrebbe una rete ecologica urbana e in sintonia con il PGT della città, un Parco Lineare sull’asse San Cristoforo / Porta Genova di circa 130.000 metri quadri, pari a ben 13 ettari.

 

Lo sviluppo di corridoi ecologici urbani lungo le linee ferroviarie, dismesse o in attività, permetterebbe la connessione ecologica di popolazioni e specie, la cui la rigenerazione biologica troverebbe asilo nella vaste aree degli scali in dismissione, attraverso una gestione naturalistica del verde pubblico. Questo permetterebbe di aumentare le aree dedicate alla Natura in città e di valorizzare quelle in abbandono, aumentando nel contempo la fruizione degli scali così rinnovati da parte dei cittadini, grazie ad un restauro e a una valorizzazione architettonica con elevati standard ambientali.

 

Favorire la presenza di biodiversità autoctona potrebbe inoltre fornire importanti servizi ambientali a livello locale, come la regolazione del microclima e il contenimento delle piante alloctone e dannose, come ad esempio l’Ambrosia. Il progetto porterebbe anche l’aumento delle aree di fruibilità da parte dei cittadini, la riqualificazione del paesaggio storico urbano, il restauro dell’archeologia industriale e ferroviaria in architettura d’avanguardia secondo standard elevati di  risparmio energetico. In più, gli spazi di fruibilità potranno essere valorizzati con opere di design innovative e con la creazione di “musei all’aperto” e diffusi. La sostenibilità del progetto è garantita dal coinvolgimento sociale e dal marketing territoriale.

 

Lo stesso PGT di Milano, per le “Greenway Sud, cita: “continuità ambientale lungo tutto il tratto da San Cristoforo fino a Rogoredo, passando per Porta Romana, collegando tutti i parchi che si attestano lungo questo asse est-ovest.” Inoltre il Comune di Milano ha il progetto Raggi Verdi per il  recupero di aree degradate in una rete di parchi lineari e di percorsi ciclo-pedonali che potrebbe essere connesso alle rotaie verdi.

 

La novità introdotta da Rotaie verdi, però, è la gestione naturalistica del verde urbano, condizione necessaria per fare di una linea verde un corridoio ecologico funzionale.

 

Il WWF propone quindi una nuova forma di verde cittadino, viva e ricca di biodiversità e contemporaneamente fruibile da parte di tutti i cittadini: secondo gli estensori del progetto, la convivenza tra un verde non addomesticato e ricco di vita non è in contraddizione con la presenza di struttura di avanguardia che permettano la fruizione degli spazi per le persone

 

Il progetto ipotizza inoltre  una connessione con via d’acqua e di terra della Darsena con il Parco Sud Milano, che nasce dalle potenzialità di oasi urbana che la darsena stessa ha dimostrato nei mesi passati. Vuole arrivare a definire una “vision” di scenario: una infrastruttura ecologica nella città, alla definizione di “linee-guida” per la gestione naturalistica delle fasce di rispetto in collaborazione con i gestori ferroviari, fino ad ipotesi progettuali da realizzare in collaborazione con partner interessati al marketing territoriale di specifiche aree della città.

 

Per questo, nella realizzazione del progetto andrebbero coinvolti diversi attori istituzionali e non, tra i quali gli uffici competenti per il territorio e il verde pubblico, l’arredo urbano e il marketing territoriale  del Comune di Milano e Comuni limitrofi, la società EXPO 2015 SpA, la Camera di Commercio e i gestori Ferrovie Nord Milano, Rete Ferroviaria Italiana, Ferrovie dello Stato Real Estate.

 

Inoltre per garantire il coinvolgimento dal basso le attività imprenditoriali e commerciali sarebbero coinvolte le associazioni di categoria, i proprietari bordo ferrovia, le associazioni culturali, quelle di quartiere, quelle ambientaliste, i consigli di zona, gli asili e scuole di ogni ordine e grado, la ricerca e tutti coloro che sono attivi e vivi sul territorio.

 

Il progetto del WWF Italia è a cura dell’avvocato Enrico Murtula, dell’ecologa Marina Trentin e del biologo Guido Trivellino, ed è stato incubato presso THE HUB Milano, centro per l’innovazione sociale.

 

Le esperienze all’estero già consolidate sono visionabili ai seguenti link:

 

Di Redazione

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