Temporali: rimaste senza nettare 57 milioni api che non possono produrre il miele né impollinare le piante. La loro opera vale 2,5 miliardi di euro

Ape_al_lavoroLe principali regioni di produzione del miele nel nostro Paese sono la Lombardia, il Piemonte, l’Emilia-Romagna e la Sicilia, ma in tutte le regioni italiane vi sono produzioni non irrilevanti, sia in termini quantitativi che qualitativi, anche per le diverse fioriture interessate.

 

La pioggia torrenziale ha fatto rimanere le api senza nettare, e impedisce ai piccoli insetti anche di impollinare le piante. Il danno economico, oltre che naturalistico, è gravissimo.

 

Lo ha denunciato la Coldiretti: la violenza e l’abbondanza delle precipitazioni di questi giorni stanno ostacolando il lavoro delle api che, a causa dell’acqua devastante, non riescono a raggiungere il polline dei fiori indispensabile per la produzione del miele e per la riproduzione delle piante.

 

In pericolo – sottolinea la Coldiretti – ci sono 57 miliardi di api italiane che trovano alloggio in quasi 1,2 milioni di alveari, dove producono ogni anno 20 milioni di chili di miele, e offrono “gratuitamente” un servizio di impollinazione alle piante agricole lungo tutto lo Stivale, per il valore complessivo di 2,5 miliardi di Euro all’anno.

 

Nonostante la stagione ricca di fioriture l’effetto più immediato del maltempo è – continua la Coldiretti – quello di una probabile riduzione della produzione di miele di circa 5 milioni di chili rispetto al 2009. Il rischio è l’aumento delle importazioni di minor qualità per soddisfare i consumi che in Italia – conclude la Coldiretti – sono in aumento (circa 600 grammi pro-capite), ma rimangono comunque inferiori a grandi consumatori come ad esempio i tedeschi (1,5 kg pro-capite).

 

Di Redazione