Equitalia, da chi è diretta, quanto guadagna, a chi vanno i soldi, qual è l’interesse sulle somme da riscuotere, tutte le info

In un momento così delicato per l’economia italiana sono in molti ad additare ad Equitalia tutte le colpe della recessione che sta colpendo il nostro Paese. Dopo aver visto chi è Equitalia ed avervi illustrato dei dettagli tecnici utili semmai si dovesse ricevere una cartella esattoriale, cerchiamo di mettere in luce temi più o meno oscuri.

 

CHI CONTROLLA EQUITALIA? – Nell’articolo precedente abbiamo evidenziato che Equitalia è un’azienda pubblica con capitale pubblico detenuto per il 51% dall’Agenzia delle Entrate e per il 49% dall’Inps.

– Il gruppo è poi diviso in sei società; c’è la capogruppo Equitalia Spa, Equitalia Servizi ed Equitalia Giustizia, oltre alle tre agenzie che coprono la riscossione del territorio nazionale (Equitalia Nord, Equitalia Centro ed Equitalia Sud),

– Fin dal 2007 il presidente di Equitalia è Attilio Befera, ossia colui che è anche direttore dell’Agenzia delle Entrate.

– Il bilancio del 2010 ha visto equitalia generare 1,29 miliardi di euro di ricavi; tra questi 1,22 miliardi ammontano all’incasso di commissioni sull’attività di riscossione conto terzi. Nello stesso periodo ha riscosso crediti per 8,87 miliardi di euro: 4,61 miliardi per conto dello Stato, 2,83 miliardi per conto dell’Inps/Inail ed 1,42 miliardi per conto di Enti non statali (Regioni, Comuni e Consorzi).

 

QUANTO GUADAGNA EQUITALIA? – Dai dati sopra esposti si comprende agevolmente che gli unici ricavi che Equitalia genera sono quelli relativi alle commissioni sull’attività di riscossione. In sostanza stiamo parlando dell’aggio, già accennato nel precedente articolo.

– Dal glossario inserito nel sito internet di Equitalia troviamo la definizione di aggio: “Somma che l’Agente della riscossione (Adr) percepisce per la sua attività di riscossione dei crediti. Entro 60 giorni dalla notifica della cartella l’aggio è a carico del debitore per il 4,65%, mentre il restante 4,35% è a carico dell’ente creditore. Oltre i 60 giorni l’aggio è totalmente a carico del debitore nella misura del 9%”.

– A Equitalia, in sostanza, va il 9% del totale delle somme incassate. Questi soldi, secondo il direttore Attilio Befera, servono per coprire i costi di gestione. Il resto delle somme incassate vanno alle amministrazioni a cui è dovuta l’imposta.

 

E GLI INTERESSI SULLE SOMME DA PAGARE? – Oltre che per la sua lentezza amministrativa, una delle maggiori critiche che viene da sempre rivolta ad Equitalia riguarda gli interessi di mora. Questi, in molti casi, fanno lievitare gli importi da pagare rendendo piccole somme a debiti non comuni.

– Dal 1° ottobre 2011, tuttavia, gli importi di questi interessi sono stati ridotti e si è arrivati alla percentuale del 5,0243% annua. Gli interessi di mora sono calati rispetto al passato; nel 2010 erano pari al 5,7567%.

– Rimanendo sul tema degli interessi di mora c’è da registrare un’importante novità: in base alle ultime disposizione legislative (dl 70/2011, convertito con modificazioni dalla legge 106/2011), a partire dai ruoli consegnati dal 13 luglio 2011, gli interessi di mora non sono più calcolati anche sulle sanzioni pecuniarie tributarie e sugli altri interessi.

– Gli interessi di mora scattano decorsi i 60 giorni dalla notifica della cartella/avviso sulle somme richieste e vengono applicati giornalmente, a partire dalla data di notifica e fino alla data del pagamento. È bene sottolineare che, quindi, non partono dal 61esimo giorno, ma dal giorno in cui si è ricevuta la cartella/avviso. Quindi, non pagando entro i 60 giorni previsti, si ha maturato interessi di mora per l’intero periodo.

 

MA ALLORA QUANTO SI PAGA? – Le soluzioni sono due. Pagando nei termini previsti dal documento ricevuto, l’importo dovuto sarà pari alle somme richieste da Equitalia nella cartella/avviso più l’aggio ridotto del 4,65% sulle stesse.

– Decorsi i termini indicati nella cartella/avviso, l’Agente della riscossione ha la facoltà di avviare procedure esecutive/cautelari per recuperare le somme.

– Nel caso di accertamento esecutivo le procedure esecutive vengono sospese per 180 giorni dalla data di affidamento in carico all’Agente della riscossione.

– Scaduti i termini per il pagamento, l’aggio fissato per legge al 9% è interamente a carico del contribuente ed, a questo, vengono aggiunti anche altri oneri:

– Interessi di mora maturati giornalmente dalla data di notifica

– Eventuali spese che derivano dall’attivazione delle procedure di riscossione come, ad esempio, l’iscrizione e la cancellazione di ipoteca.

 

IN CONCLUSIONE, UN COMUNICATO – Per concludere questa rassegna su Equitalia riteniamo giusto, visto il momento, porre l’attenzione su questo comunicato emesso da Equitalia:

– “È inaccettabile continuare a scaricare irresponsabilmente su Equitalia la colpa di gesti estremi e situazioni drammatiche, che hanno invece origini diverse e lontane e che stanno esplodendo solo oggi a causa della crisi economica. Eventi tragici da non spettacolarizzare, per i quali Equitalia esprime profonda vicinanza alle famiglie coinvolte. La troppa superficialità con cui negli ultimi tempi si è associato a Equitalia il termine suicidio sta avendo come effetto di alimentare tensioni sociali, oggetto di facili strumentalizzazioni, che sfociano in vere e proprie guerriglie, come quella odierna organizzata contro gli sportelli di  Napoli, in minacce, come l’ennesimo pacco bomba intercettato nella sede della capogruppo a Roma, e in aggressioni fisiche a dipendenti impegnati nel proprio lavoro, come accaduto stamane a Melegnano. Nel sottolineare la propria preoccupazione per questi episodi, Equitalia esprime massima solidarietà a tutto il personale e auspica  che tutti, istituzioni, media, società civile e mondo imprenditoriale, si impegnino per ripristinare quel clima di dialogo e collaborazione indispensabile per placare tali tensioni”.

 

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Matteo Torti

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