Centri sociali Milano: Paolo Limonta, braccio destro di Pisapia, scrive al Questore Savina di non sgomberare le villette occupate in via Apollodoro, ecco il quadro della situazione

Centri sociali & Comune: un binomio non così insolito a Milano da quando, con la Giunta Pisapia, gli antagonisti sono diventati “ragazzi volenterosi” rispetto ai quali è addirittura il braccio destro del Sindaco, Paolo Limonta (storico attivista del Leoncavallo), a scrivere (di suo pugno??) un’amabile lettera rivolta direttamente al nuovo Questore di Milano, Luigi Savina.

 

I RUOLI ASSEGNATI A LIMONTA E MIRKO MAZZALI, STORICO AVVOCATO DEI CENTRI SOCIALI MILANESI – Del resto il caso di Limonta, al quale il Sindaco ha affidato l’incarico di “responsabile dell’ufficio Relazioni con la città”, non deve stupire ma, al contrario, chiarire il quadro generale, se si considera ad esempio che il ruolo di Presidente della Commissione della Sicurezza di Milano è stato assegnato a Mirko Mazzali, dal 1990 avvocato dei centri sociali milanesi.

– Proprio Mazzali è stato tra i principali fautori del ritiro dei pattugliamenti misti in città, in nome della frase “Milano non è Beirut”.

 

IL CASO DELL’AMBULATORIO MEDICO POPOLARE DI VIA DEI TRANSITI, CHE SI ERA APPELLATO DIRETTAMENTE A PISAPIA PER NON ESSERE SGOMBERATO –  Inoltre, la posizione della giunta arancione rispetto ai militanti dei centri sociali e dei 16 palazzi da loro occupati in città (sia di proprietà pubblica che privata), era stata chiara fin dal principio, come si è visto a settembre 2011 quando, alla vigilia dello sgombero dell’ “Ambulatorio Medico Popolare” stabilitosi abusivamente da 17 anni in un palazzo di via dei Transiti, gli attivisti si erano rivolti direttamente al Sindaco Pisapia scrivendo: “Rischiamo di chiudere, che ironia sarebbe proprio quando cambia il vento a Milano”.

– E difatti il vento è cambiato e, tra i festeggiamenti degli antagonisti, lo sgombero non c’è stato.

 

L’ASSESSOREA ALLA SICUREZZA GRANELLI: “VALORIZZEREMO LA POSITIVITA’ DEL LEONCAVALLO, CHE POTRA’ RICEVERE CONTRIBUTI” – Anche l’assessore alla Sicurezza di Milano, Marco Granelli, aveva detto la sua, quando a luglio 2011, appena insediata a Palazzo Marino la nuova Giunta, si era recato personalmente ad un incontro con gli antagonisti del centro sociale “Corsari”.

– In tale occasione, il portavoce degli antagonisti aveva enunciato le pretese del gruppo («Primo punto: Non voglio più gli sgomberi. Penso a Roma e Bologna, dove le amministrazioni hanno erogato contributi di 800mila euro agli autonomi per realizzare centri sociali. Non si tratta di regalìe, ma di rendersi conto che i centri sociali vanno fatti. Secondo punto: non vogliamo mai più vedere o sentire di patrocini e contributi a circoli di estrema destra. Terzo punto: mai più vigili a sgomberare i campi rom.).

– A questo punto era stato proprio Granelli a rassicurare i militanti circa l’impegno del Comune per attribuire contributi al Leoncavallo: «L’obbiettivo – aveva dichiarato l’assessore Granelli – è valorizzare la positività di questo luogo che in futuro potrebbe anche ricevere contributi per determinati progetti».

– E detto fatto, proprio in favore del Leoncavallo è in atto la trattativa per la quale Palazzo Marino dovrebbe “sborsare” ben 8 milioni di euro per la permuta di aree e stabili comunali all’Ex Porto di Mare con le aree della famiglia Cabassi in Via Watteau, mettendo in atto un’operazione urbanistica al fine di “legalizzare” il noto centro sociale.

 

SODDISFATTO ANCHE DANIELE FARINA, EX PORTAVOCE DEL LEONCAVALLO E ORA COORDINATORE ROVINCIALE DI SEL – In tutto ciò, Limonta affermava: “Vogliamo diminuire le forze dell’ordine in strada, rimettere i vigili a dirigere il traffico e non a fare gli sgomberi”.

– Si mostrava molto soddisfatto anche Daniele Farina, ex portavoce del Leoncavallo, grandissimo sostenitore della campagna elettorale di Pisapia e ora coordinatore provinciale di Sel (partito proprio del sindaco di Milano).

 

LA LETTERA INVIATA LUNEDì DA LIMONTA AL QUESTORE: “LA QUESTURA NON INTERVENGA NEGLI STABILI OCCUPATI DA QUESTI RAGAZZI VOLENTEROSI!” – E’ infine di lunedì scorso l’accorata lettera inviata personalmente da Paolo Limonta al nuovo Questore di Milano, Luigi Savina, ponendosi da intermediario nel tentativo di convincere la Questura ad evitare gli sgomberi delle 4 villette di via Apollodoro e piazza Ferravilla, occupate abusivamente dal 20 aprile 2012 dai Casc (Coordinamento autonomo studenti e collettivi), di cui fa parte anche il più noto Collettivo Lambretta.

– Gli antagonisti in questione sono definiti da Limonta “giovani volenterosi”, e l’ex leoncavallino braccio destro di Pisapia si è sperticato per descriverne l’ottimo operato civico, finalizzato esclusivamente a creare momenti di incontro culturale e di socializzazione con i residenti della zona.

– Altrettanto garbata ma chiara la risposta del Questore: “Il fine giammai giustifica i mezzi e il loro operato nasce da un atto illegale. Le chiedo, pertanto, di farsi interprete presso l’Amministrazione Comunale affinché le iniziative dei gruppi di giovani volenterosi vengano tenute in considerazione con la concessione legittima di spazi utili e la invito a sensibilizzare i ragazzi del Collettivo Lambretta affinché lascino libere le strutture occupate evitando alla Questura interventi coattivi, mi creda, non desiderati da nessun poliziotto”.

 

LA RISPOSTA DEL QUESTORE – Segue nel dettaglio la risposta del Questore Savina:

“Con riferimento alla Sua lettera riguardante gli immobili Aler di Via Apollodoro, inoltrata quale responsabile dell’Ufficio Relazioni con la Città del Comune di Milano, nel prendere atto della Sua richiesta e pur comprendendone lo spirito propositivo, devo comunque sottolineare che, come da Lei stesso evidenziato, le occupazioni sono illegali in quanto reato e sono una pratica politicamente sbagliata”. Così il questore Luigi Savina in una lettera a Paolo Limonta. “Aggiungo – scrive Savina – che gli immobili sono di proprietà dell’Aler, Ente Pubblico Economico del Sistema Regionale, e che la direzione di tale Istituto ha presentato formale querela per riaverne il possesso. Le iniziative di ripristino della legalità prescindono dalle dichiarazioni politiche degli amministratori (Sindaci, Assessori Comunali, Provinciali e Regionali) in quanto l’operato della Questura dipende soltanto dal rispetto e da un’osservanza della Legge. Prendo atto dello sforzo fatto da questi giovani, come Lei ha sottolineato nella missiva, per recuperare gli spazi in argomento e soprattutto – prosegue Savina – del loro impegno nel quartiere finalizzato a creare momenti di incontro culturale e di socializzazione con i residenti, ma ricordo che il fine giammai giustifica i mezzi e il loro operato nasce da un atto illegale. Le chiedo, pertanto, di farsi interprete presso l’Amministrazione Comunale affinchè le iniziative dei gruppi di giovani volenterosi vengano tenute in considerazione con la concessione legittima di spazi utili e la invito a sensibilizzare i ragazzi del Collettivo Lambretta affinchè lascino libere le strutture occupate evitando alla Questura interventi coattivi, mi creda, non desiderati da nessun poliziotto”.

 

INTANTO, I CASC HANNO GIA’ FATTO UN BLITZ AGLI UFFICI ALER – Nel “garbato dialogo” tra Questura e Comune, sono stati tuttavia i protetti di quest’ultimo a dare un sferzata “fattiva” alla situazione,  introducendosi ieri nella sede di Aler di viale Romagna 26. Nel caos del blitz il messaggio è stato chiarissimo:«Non ce ne andiamo dagli spazi occupati».

 

E I CITTADINI COSA NE PENSANO? INVIATECI I VOSTRI COMMENTI – A questo punto chi risponderà? Questura o Comune? In attesa di saperlo, noi diamo la parola ai cittadini: diteci cosa ne pensate esprimendo la vostra opinione.

 

INVIATECI LE VOSTRE FOTO E SEGNALAZIONI – Per le vostre segnalazioni circa incidenti, emergenze, autovelox nascosti, strade dissestate e buchi sul manto stradale, disagi sociali, odissee burocratiche, truffe, rapine, aggressioni, zone carenti di sicurezza, aree preda di degrado o spaccio, problematiche sui mezzi pubblici, borseggi, maltrattamenti sugli animali o altro, scriveteci e mandateci le vostre foto a redazione@cronacamilano.it

– Il nostro Staff riserverà la massima attenzione ad ogni caso, per dar voce direttamente ai cittadini, senza “filtri politici”.

 

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Di Redazione

3 COMMENTI

  1. Secondo me l’abusivismo e l’occupazione prepotente è da combattere: quindi gli abusivi dovrebbero sgomberare. Ma la questione è che le istituzioni, come consuetudine, non sono mai tempestive e giuste.
    E’ vero e sacrosanto che gli spazi per i giovani e i centri sociali vanno assegnati loro. Di conseguenza il Comune doveva da tempo regolarizzare o assegnare gli spazi sufficenti e non lasciar incancrenire una situazione difficile.

  2. Ottenedo gli spazi con l’abusivismo passano dalla parte del torto, visto che il comune è dalla loro che li tirino fuori loro i “giusti” spazi!

  3. Quei ragazzi volenterosi li ho tra le scatole da più di dieci anni e più che ragazzi volenterosi sembrano un branco di fancazzisti con il senso civico di una suola di scarpa e il senso della democrazia degno del miglior fascista. 8 milioni di euro che potrebbero essere spesi per chi ha davvero bisogno.

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