Emergenza uffici comunali Milano via Melchiorre Gioia, 900 lavoratori tra gelo, topi e quintali di immondizia, foto

Rifiuti abbandonatiRiportiamo di seguito la denuncia inviata alla nostra Redazione (redazione@croncmilano.it) sullo stato in cui verte il palazzo degli uffici comunali di Milano, in via Melchiorre Gioia 39. A raccontarci la situazione di grave scarsezza igienica e gelo, è un dirigente sindacale che non usa mezzi termini, e si rende portavoce dei tanti colleghi che si trovano ogni giorno a dover lavorare tra immondizia accumulata a cielo aperto, topi e un gelo intollerabile rispetto al quale non sono servite a nulla le proteste inviate al Sindaco Giuliano Pisapia e al Direttore Generale del Comune di Milano, Davide Corritore (PD). Nel dettaglio:

 

L’EMERGENZA FREDDO

 

DOPO UN MESE AL GELO, LA PROTESTA PUBBLICA – “Di loro, nel piano antifreddo appena messo a punto dal Comune, non si  parla. Eppure la loro emergenza riguarda proprio le gelide temperature che si sono registrate negli ultimi giorni in città – spiega il cittadino. – Così, dopo un mese passato negli uffici al gelo, hanno deciso di rendere pubblica la loro situazione.

 

AL LAVORO COL CAPPOTTO – “Sono una quarantina di dipendenti comunali di via Pirelli 39 costretti a lavorare col cappotto – prosegue il lavoratore.

– “Un’intera ala del palazzo dove trovano spazio i settori Casa- Demanio ed Edilizia – prosegue, – a due passi dalla metrò Gioia, è senza riscaldamento da settimane, nonostante i dirigenti responsabili fossero stati informati della situazione da almeno un mese.

 

LE TESTIMONIANZE DEI LAVORATORI – “Io mi sto ammalando – ha raccontato G., un lavoratore che per evidenti motivi preferisce mantenere l’anonimato. – “ ‘Abbiamo sollecitato più volte i dirigenti responsabili, ma il riscaldamento non è ancora stato riattivato’.

– Alla testimonianza di G, fanno eco le colleghe di un altro piano, anche loro alle prese con uffici-frigorifero: ‘Il riscaldamento non è mai partito da ottobre ad oggi, io mi sono ammalata per due settimane e ora sono sotto antibiotico.

– ‘Pensa che abbiamo chiesto delle stufette nelle scorse settimane, ma dal settore competente ci hanno risposto che quelle in dotazione al Comune erano state date tutte alla Protezione Civile per gestire l’emergenza freddo’, racconta ancora E., nel cui ufficio, alle 8 di mattina, c’erano 12 gradi di termometro.

– ‘Venerdì scorso abbiamo chiamato i numeri per l’emergenza antifreddo, ma ci hanno detto che non potevano far nulla, che le stufette erano solo per i senzatetto’, spiega infine un delegato sindacale attivo nel palazzo.

 

L’IPOCRISIA DEL COMUNE – “La notizia assume risvolti ancor più grotteschi – riprende il nostro lettore, – se si pensa che è proprio in quegli uffici, tra i 23 piani del degradato grattacielo posto a cavallo del trafficato via Melchiorre Gioia, che il Comune si appresta a gestire i cambiamenti del nuovo Piano di Governo del territorio, entrato in vigore giusto lo scorso mercoledì 21 novembre.

 

LA RACCOLTA FIRME INVIATA AL DIRETTORE GENERALE DEL COMUNE DI MILANO, DAVIDE CORRITORE – “I lavoratori – ha aggiunto il cittadino, – stanchi dell’immobilismo dei superiori, si sono attivati con una lettera ufficiale e una raccolta di firme inviata al direttore generale Davide Corritore, in cui si chiede se non la riparazione delle condotte, quanto meno la consegna di stufe in tutte le stanze.

 

L’EMERGENZA SANITARIA

 

A circa una settimana dalla denuncia dell’emergenza freddo, non solo i vertici del Comune hanno fatto orecchie da mercante, ma la situazione si è ulteriormente aggravata per la presenza di pattumiera e topi, avvistati proprio negli uffici dove lavorano i dipendenti dell’Amministrazione Pisapia. Il racconto, ancora, per voce diretta del portavoce dei lavoratori:

 

900 LAVORATORI TRA GELO, DEGRADO E RODITORI – “E’ emergenza sanitaria al palazzo comunale di via Pirelli 39, dove attualmente lavorano circa 900 lavoratori, sede degli assessorati all’Edilizia e ai Lavori Pubblici del Comune di Milano – spiega ancora il sindacalista.

– “Nella giornata di martedì 4 dicembre – prosegue, – mentre assessori e dirigenti erano impegnati a illustrare a decine di giornalisti e videoperatori la ‘riqualificazione’ di cascina Monluè, inserendola in un più ampio discorso di città pubblica e di bene comune, i comunali restati a palazzo erano alle prese con freddo, degrado e da ultimo anche i topi.

 

IL COMUNE DECIDE IL FUTURO DELLA CITTA’, MA I LAVORATORI SONO TRA GLI ESCREMENTI DI TOPO – “Il grido d’allarme lanciato negli scorsi giorni, non è bastato – aggiunge il lavoratore. – Le numerose segnalazioni arrivate da molti dei 23 piani del grattacielo riguardo a cibo smangiucchiato ed escrementi di roditore hanno aggiunto indignazione alla già preoccupante situazione del grattacielo unito al palazzo-ponte su viale Melchiorre Gioia, una delle sedi più simboliche del Comune, là dove si decide il futuro urbanistico della città. La zona è parte del quartiere Volta e in questi ultimi anni è oggetto di un imponente programma di valorizzazione, dalla quale la sede del Comune non è ricompresa.

– “Intanto – sottolinea il cittadino, – al terzo piano di un palazzo che ospita ben 900 persone è stato visto un topo aggirasi tra gli uffici, in altri piani sono state trovate tracce evidenti della loro presenza mentre, al piano terra del palazzo, gli addetti alla portineria hanno più volte cercato di scacciare gli animali penetrati nell’atrio.

QUINTALI DI PATTUME A CIELO APERTO – “Un primo intervento di bonifica dell’aiuola antistante il grattacielo ha messo a nudo – spiega inoltre il sindacalista, – sotto gli arbusti presenti, due quintali di pattume, ma il problema topi non sembra essere passato. La presenza dei roditori, secondo alcuni, sarebbe da imputarsi ai clochard che di notte dormono negli anfratti esterni al palazzo, lasciando numerosi residui di cibo.

 

IL PEGGIORAMENTO DELL’ALLARME FREDDO: PISAPIA & CO NON HANNO ASCOLTATO LE RICHIESTE DI INTERVENTO LORO INOLTRATE –  “Nella serata di mercoledì 5 dicembre, anche il lato settentrionale del corpo basso del palazzo si è arreso ai vetusti impianti di riscaldamento – ci ha anche aggiornati il lettore, – ed è stato subito gelo viste le rigide temperature esterne.

– “Giovedì mattina quindi – aggiunge, – i progettisti hanno trovato i dipendenti comunali imbacuccati e arrangiati alla meglio con stufette elettriche, alcune delle quali portate da casa.

 

– “Nemmeno le denunce a mezzo stampa sono bastate – protesta indignato il lavoratore. – Dopo un mese passato al gelo e una lettera con richiesta di intervento indirizzata a Sindaco, Direttore generale e assessori competenti, nessuna distribuzione di stufette è stata messa in campo dal Comune, mentre in un ufficio dove erano accese 3 stufette è saltata la luce, visto il sovraccarico elettrico agli impianti.

 

CI MANCAVA SOLO L’AMIANTO – “L’inquietante presenza di amianto nella coibentazione dei tubi dell’impianto di areazione – riprende a spiegare il sindacalista, – testimoniata dalla mappatura dell’amianto ottenuta dai lavoratori dopo 9 mesi di insistenti richieste, potrebbe essere il motivo dei ritardi nella manutenzione dell’impianto, anche se i vertici di Palazzo Marino non hanno rilasciato comunicazione ufficiali a riguardo.

– “Nonostante – stigmatizza, – i lavoratori avessero più volte sollecitato i dirigenti responsabili (alcune mail risalgono ai primi di novembre), il riscaldamento non è mai stato riparato, provocando enormi disagi.

 

ALMENO, C’E’ STATA LA CONDIVISIONE DELLE INFORMAZIONI – “I primi articoli di denuncia – abbozza il cittadino, – se non sono serviti a smuovere i responsabili, hanno almeno portato diversi lavoratori a condividere informazioni che disegnano una situazione di grave degrado. Infatti, i dipendenti delle aziende in appalto che svolgono abitualmente la manutenzione di ascensori e impianto di aerazione, così come del resto i dipendenti e i cittadini presenti negli uffici, non sono mai stati messi al corrente della presenza delle sostanze nocive nei luoghi di lavoro.

 

LA PRESENZA DI ELEMENTI POTENZIALMENTE CANCEROGENI – “Decine di testimonianze, relative a un periodo di almeno 10 anni – precisa il dipendente, – parlano di lavori di manutenzione agli impianti e nel controsoffitto, dove sono presenti elementi potenzialmente cancerogeni, svolti a mani nude, senza nessuna protezione e soprattutto intervenuti durante le normali attività d’ufficio.

– “In tale caso – sottolinea ancora il sindacalista, – la Legge (il testo unico per la sicurezza L. 81/2008) prevede, oltre a dispositivi di sicurezza per i lavoratori, finestre aperte per il ricambio dell’aria e misure di pulizia a protezione di sedie e scrivanie.

 

LA DOMANDA PER IL SINDACO E I VERTICI DELLA GIUNTA DEL COMUNE DI MILANO: I DIRITTI VALGONO PER TUTTI? “I lavoratori sono stanchi di veder calpestata la loro dignità ed eluso il loro diritto a lavorare in un ambiente salubre e sicuro – conclude il sindacalista. – Lavorano consapevoli del valore intrinseco di far rispettare le norme edilizie igieniche e sanitarie, ma questo deve valere per tutti. Anche e soprattutto per la Pubblica Amministrazione. Intanto preparano altre proteste.

 

INVIATECI LE VOSTRE FOTO E SEGNALAZIONI – Per le vostre segnalazioni circa incidenti, emergenze, autovelox nascosti, strade dissestate e buchi sul manto stradale, disagi sociali, odissee burocratiche, truffe, rapine, aggressioni, zone carenti di sicurezza, aree preda di degrado o spaccio, problematiche sui mezzi pubblici, borseggi, maltrattamenti sugli animali o altro, scriveteci e inviate la vostre foto a redazione@cronacamilano.it

– Il nostro Staff riserverà la massima attenzione ad ogni caso, per dar voce direttamente ai cittadini, senza “filtri politici”.

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Di Redazione

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