Denuncia amianto uffici Comune Milano via Pirelli 39, dipendenti avviano l’azione legale contro Palazzo Marino

Nella mattina di venerdì 12 aprile 2013, l’avvocato Simonetta Macor dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Milano firmato da oltre 60 dipendenti comunali di via Pirelli 39. La denuncia riguarda una serie di violazioni del Testo Unico della Sicurezza reiterate dal 2002 ad oggi, da parte dell’Amministrazione comunale e dei dirigenti responsabili del palazzo, il più ampio tra quelli del patrimonio immobiliare di palazzo Marino.

 

 

E’ DA UN ANNO CHE ASPETTIAMO UNA SOLUZIONE” – “Le risposte dell’Amministrazione sono state insufficienti e la comunicazione quasi nulla”, dice Riccardo uno dei promotori della denuncia, “E’ da 1 anno che aspettiamo una soluzione, quest’inverno ci hanno lasciato senza riscaldamento per 3 mesi, e non ci hanno ancora consegnato un piano dei lavori con date certe per la bonifica del palazzo e la rimozione delle sostanze tossiche. Sinceramente l’esposto era il minimo che potessimo fare”.

 

LE SOSTANZE CANCEROGENE IN TUTTO L’EDIFICIO – L’edificio infatti, secondo la ricca documentazione raccolta in oltre un anno e mezzo di indagini da parte di un folto gruppo di dipendenti, presenta forti rischi da esposizione a sostanze nocive quali lana di roccia cancerogena, smog e il temibile amianto.

– Quest’ultima sostanza, infatti, è presente in gran parte dei tubi dell’impianto di condizionamento caldo-freddo che corrono lungo tutto l’edificio, negli uffici, nei controsoffitti e nelle stesse strutture del palazzo, intercapedini, pavimenti e linoleum compreso.

 

SINDACALISTI DEL COMUNE E ASSESSORI: CONTRARI ALL’AZIONE LEGALE MESSA IN ATTO DAI DIPENDENTI – “Però c’è da rilevare che almeno questa amministrazione ha preso in considerazione il problema. Ritengo sbagliato l’esposto”, afferma Armando, uno dei sindacalisti più esperti del Comune di Milano. “Del resto, con 437 milioni di euro di buco in bilancio, più di così era difficile fare. Terremo alta l’attenzione ma questi primi interventi sono da giudicare positivamente.”

– Anche la neoassessore Carmela Rozza (PD) avvicinata dai lavoratori durante uno dei tanti volantinaggio organizzati nell’atrio dell’entrata, ha espresso forti dubbi sull’azione legale: “Stiamo pensando di spostarvi, ma non è facile. Un esposto in Procura ora ci mette in difficoltà”.

 

GLI ELEMENTI CANCEROGENI SONO PRESENTI DA 11 ANNI – Gli elementi potenzialmente cancerogeni erano stati già rilevati dal 2002 ma, né i 950 dipendenti comunali, né i cittadini che frequentano quotidianamente i 25 piani del grattacielo, né gli operai della manutenzione, erano stati avvertiti del rischio da esposizione.

– A destare i peggiori dubbi è lo stato in cui si trovano i tubi, con coibentazioni fortemente deteriorate e che rilasciano polveri sospette dentro gli armadi del riscaldamento, a pochi centimetri dalle scrivanie.

– I controsoffitti poi sono formati da grate di ferro forate a diretto contatto con gli ambienti di lavoro.

– Nonostante tutte le rassicurazioni di Asl, dirigenti e del Vicesindaco Lucia De Cesaris, i dipendenti chiedono una indagine indipendente da parte della magistratura per tutelare la loro salute e quella  delle centinaia di cittadini che, ogni giorno, varcano i tornelli del palazzo posto come un ponte sul viale Melchiorre Gioia, a pochi passi della fermata metropolitana di Gioia.

 

LE PROMESSE SNOCCIOLATE DAL VICESINDACO DEL PD, ADA LUCIA DE CESARIS – La Giunta arancione, per bocca dell’allora assessore De Cesaris e del direttore generale Davide Corritore, il 9 gennaio scorso aveva promesso di trovare una soluzione; una promessa mantenuta solo in parte in quanto a fronte delle richieste di sgombero e bonifica avanzate da gran parte di sindacati e lavoratori, ha deliberato un intervento parziale.

– Invece della ristrutturazione del palazzo, la delibera di Giunta del 15 marzo scorso (n. proposta 647, pag 14 del pdf allegato), investe 1,2 milioni di euro per interventi di ‘contenimento’ delle polveri e un non meglio precisato ‘piano di bonifica’.

– In particolare, è prevista la bonifica dei piani interrati, quelli più degradati e pericolosi, mentre parte dei tubi degli altri 25 piani verranno ricoperti di materie plastiche per ‘confinare’ l’asbesto killer.

 

I COMMENTI DEI DIPENDENTI COMUNALI – I pareri dei dipendenti non sono unanimi.

– Buona parte dei comunali, così come i sindacati, giudicano con favore questi primi interventi, mentre il gruppo che ha firmato l’esposto chiede un deciso intervento della magistratura: il loro obiettivo è quello di accelerare i tempi dello spostamento verso luoghi di lavoro più salubri e dignitosi.

– Per tale motivo, a breve, tali dipendenti presenteranno ad assessori e consiglieri comunali una serie di proposte concrete volte ad indcare misure utili a recuperare risorse per promuovere una bonifica programmata, anche da svolgersi nell’arco di 5-10 anni, del palazzo di via Pirelli 39 e di tutti gli edifici comunali, edifici scolastici compresi.

– Seguiranno dunque tutti gli aggiornamenti del caso.

 

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Di Redazione

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