Protesta commercianti ambulanti Milano Apeca: “Il Comune dia le soluzioni promesse circa abusivismo, Cosap, regolamenti e pulizia stradale”. Dettagli

Anche gli ambulanti milanesi non ne possono più: troppe cose non vanno. Dopo uno stato d’agitazione già proclamato dal Comitato direttivo, Apeca, l’Associazione milanese del commercio su aree pubbliche, ha indetto in Confcommercio Milano (corso Venezia 47, sala Colucci, dalle ore 10) un’assemblea domenica 5 maggio che deciderà le iniziative della prima giornata di protesta da attuarsi già il giorno successivo, lunedì 6 maggio, nei confronti dell’Amministrazione comunale. “Un volantino – spiega il presidente di Apeca Giacomo Errico – è già in distribuzione nei mercati: troppi problemi sono irrisolti e il combinato disposto abusivismo-indecisione-burocrazia minaccia la sopravvivenza di molte imprese”. Numerosi i punti di denuncia da parte di Apeca:

 

LAGOSTA: IL MERCATO MUTILATO – Milano, mercato di piazzale Lagosta: due appuntamenti settimanali il martedì con 190 banchi e il sabato con più di 200. Per consentire la realizzazione della Metropolitana 5 era stato chiesto agli operatori ambulanti un importante sacrificio con l’abbandono di via Volturno.

– Il Comune (con l’Amministrazione Moratti) aveva garantito formalmente il ritorno del mercato nella sede originale. Tuttavia, adesso, con la nuova Amministrazione, questo non è più avvenuto.

Terminate le opere per la metropolitana, infatti, il Consiglio di Zona 9 si è opposto al ritorno del mercato in via Volturno ed ha adottato un provvedimento per lo spostamento del mercato in viale Zara, con un progetto che riduce in modo drastico l’organico del mercato stesso.

– Apeca, anche contro la volontà della base associativa, esasperata dalle difficoltà e da questo venir meno agli impegni presi, ha accettato un confronto e di aver pazienza per trovare una soluzione.

Incontri su incontri senza concludere nulla. Risposte interlocutorie e inconcludenti anche da parte dell’Assessorato al Commercio del Comune. Nell’incontro che l’Associazione ha avuto con l’assessore Franco D’Alfonso (nella foto, ndr) il 23 aprile 2013, su Lagosta è stato risposto che si era ancora in attesa di alcuni pareri.

– Un incontro per altri versi preoccupante perché, rileva Apeca, è emersa chiara la volontà del Comune di avere mercati con orari più ristretti, con meno bancarelle, con più oneri sull’occupazione del suolo pubblico.

– Sul mercato di piazzale Lagosta Apeca vuole intanto una cosa semplice e di immediata realizzazione: che l’Amministrazione comunale arancione – il cambio di colore politico non esime dagli impegni presi –  aiuti operatori in grande difficoltà e che stanno fallendo, ricostituendo un percorso commerciale adeguato – quello originariamente esistente con le opportune correzioni – fino a quando non vi sarà un progetto credibile per lo spostamento, se necessario, del mercato.

 

REGOLAMENTO MERCATI: UNA BABELE DI INCONGRUENZE CON SANZIONI ASSURDE. GLI AMBULANTI DEVONO SOLO SPERARE SUL BUON SENSO DI CHI E’ ADDETTO AI CONTROLLI – Il Comune ha approvato un Regolamento per la disciplina del commercio su aree pubbliche – strumento sollecitato peraltro dalla stessa Apeca – pieno (spiega l’Associazione) – di lacune, incongruenze, norme vessatorie, sanzioni onerose e assurde. Il risultato pratico è che l’ambulante deve solo sperare sul buon senso degli organi di vigilanza addetti ai controlli. Solo alcuni esempi:

Nell’articolo 34, prima comma, è scritto che l’autorizzazione commerciale deve essere esibita ad ogni richiesta degli addetti alle attività di controllo assieme a documento d’identità e carta d’esercizio con relativa attestazione aggiornata. Al secondo comma è fatto obbligo di esporre in modo visibile durante la vendita il cartello identificativo rilasciato dal Comune, corredato di autorizzazione commerciale, carta d’esercizio e attestazione. Delle due l’una: o l’autorizzazione si esibisce ad ogni richiesta o la si rende visibile. Ma ancora più assurda è la sanzione per la mancata esposizione: 160 euro. Se invece un ambulante vende articoli diversi da quelli autorizzati, fatto certamente più grave di una mancata esposizione, la sanzione è di 150 euro.

Il Regolamento individua un mercato quando vi siano almeno tre posteggi. Quindi, solo per citarne alcune, le attività di vendita su area pubblica a Lambrate, piazza Lima, piazza Santa Maria del Suffragio, piazzale Baracca sono veri e propri mercati e come tali – sollecita Apeca – il Comune li deve trattare e gestire con atti conseguenti che non ci sono (delibera in Consiglio comunale). L’Associazione chiede chiarezza: che certezze hanno, altrimenti, gli operatori?

Dimensioni della tenda o degli ombrelloni nei mercati: il Regolamento non dà alcun indirizzo e l’unico indirizzo di controllo che può seguire l’Annonaria è dettato dal principio che non si intralci un altro operatore, o dalla sicurezza. Apeca chiede che vengano meglio chiarite le norme: la prassi, in caso di maggiore occupazione, è quella di compiere una proiezione presunta dello spazio in più occupato dal tendone. Spazio, però, che gli operatori non utilizzano. E le sanzioni non sono di poco conto: 160 euro più due giorni di sospensione e, se si supera di un terzo l’area autorizzata, il sequestro più il pagamento della maggior occupazione per tutto l’anno.

– Ai limiti dell’incredibile l’articolo 9 del Regolamento dove si introduce il concetto che il posizionamento del mezzo di supporto debba avvenire previa apposita concessione. Tradotto: l’autoveicolo dell’ambulante che si posteggia alle spalle della bancarella per parcheggiare, deve avere una concessione che però non c’è. Tutti gli automezzi sono a concreto rischio multa perché per essi vige il divieto di sosta – come per un privato – durante le ore di mercato.

Chi ha scritto il Regolamento considera di fatto la Commissione commercio su area pubblica – dove le associazioni possono esprimere il loro parere – una fastidiosa perdita di tempo. Come nel caso delle autorizzazioni temporanee e manifestazioni tematiche che devono passare dalla Commissione, così come lo prevede una legge dello Stato (la Bersani). Ma la dicitura “sentire la Commissione Commercio” non c’è. Se si rispettassero, invece, le regole, si potrebbero conoscere in tempo utile le miriadi di mercatini che spuntano come funghi nelle varie zone (il Regolamento valorizza il ruolo dei Consigli di Zona) recando un danno ai mercati regolarmente istituiti.

 

PULIZIA DEI MERCATI: L'”INCOMPIUTA” DEI COMPATTATORI – da diversi mesi il comune ha noleggiato da amsa dei compattatori e nello stesso regolamento si fa obbligo di depositare i rifiuti negli appositi contenitori.

– i compattatori nei mercati non ci sono e là dove è iniziata una sperimentazione – come in viale papiniano senza neanche prendersi la briga, lamenta l’associazione, di comunicare la data d’inizio –l’amministrazione comunale non ha provveduto all’installazione delle prese di corrente necessarie per il completo funzionamento dei compattatori stessi. e intanto sugli ambulanti ricade la solita accusa: quella di essere “sporchi”.

 

TARIFFE E PAGAMENTO COSAP: BUROCRAZIA E DISUGUAGLIANZE – Con l’attuale amministrazione comunale la cosap (suolo pubblico) per le occupazioni permanenti è aumentata in media del 15-17%.

– un aumento forte, ma contenuto rispetto alle premesse iniziali. ma è il sistema che non funziona: le richieste di pagamento – rileva apeca – sono spesso errate. dagli uffici non si ottengono risposte alle segnalazioni compiute e il pagamento viene richiesto in tempi fiscali difformi, precludendo la possibilità di detrazioni e mettendo l’operatore in posizione irregolare.

– inoltre, lamenta apeca, non vi è un equilibrio fra le tariffe richieste all’interno di uno stesso mercato. esempi: via catone (anche vie crema-piacenza) dove vi sono tre coefficienti diversi fra bancarelle a pochi metri di distanza.

 

ABUSIVISMO: COME PRIMA, PIU’ DI PRIMA – A Milano ci sono 93 mercati settimanali. Sono 4-5.000 gli abusivi che circolano durante i mercati. Controlli? In viale Papiniano, in via Fauché, poco altro.

– Apeca si chiede: come si fa ad andare avanti così? Soprattutto in un momento di calo dei consumi e mancanza di soldi che ha cominciato a farsi sentire anche sui mercati.

– E poi vi è la ricordata proliferazione di mercati e mercatini, “truccati” da eventi, che mettono in difficoltà un’intera categoria. “Siamo – conclude il presidente di Apeca, Giacomo Errico – all’emergenza. I nostri operatori sono al limite: bisogna porre un freno a questa incontrollata illegalità. E questo è uno dei motivi forti della nostra protesta”.

 

INVIATECI LE VOSTRE SEGNALAZIONI – Per le vostre segnalazioni e foto circa incidenti, emergenze, autovelox nascosti, strade dissestate e buchi sul manto stradale, disagi sociali, odissee burocratiche, truffe, rapine, aggressioni, zone carenti di sicurezza, aree preda di degrado o spaccio, problematiche sui mezzi pubblici, borseggi, maltrattamenti sugli animali o altro, scriveteci a redazione@cronacamilano.it

– Il nostro Staff riserverà la massima attenzione ad ogni caso, per dar voce direttamente ai cittadini, senza “filtri politici”.

 

VISIBILITA’ ALLA VOSTRA ATTIVITA’ – Se siete interessati a dare visibilità alla vostra attività commerciale, scriveteci a info@cronacamilano.it

– Il nostro Staff sarà a vostra disposizione per proporvi, senza alcun impegno, le migliori soluzioni pubblicitarie a partire da pochi euro.

 

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Di Redazione

4 COMMENTI

  1. Piove? E’ colpa di Pisapia. Un asteroide è in rotta verso la Terra? E’ colpa di Pisapia. Terremoto in Cina? E’ colpa di Pisapia.
    Siete un pessimo esempio di giornalismo. Un giornaletto online a senso unico che vive di notiziucole utilizzate ad hoc per infangare, a testa bassa, quanto si può infangare di questa giunta. Mai una segnalazione positiva riguardo lodevoli iniziative, solo fango. Qualcuno l’ha chiamata la macchina del fango. Forse vale anche per voi!

    • Siamo ben lieti di accogliere le notizie positive, della giunta e non: se ce le segnalassero sarebbe ancora meglio. Forse sarà che certe persone si prefiggono solo di darci il peggio. Altrimenti, noi diamo comunque voce a tutti

      • IL PEGGIO DEL PEGGIO DEL PEGGIO…
        è semplicemente il voto “arancione” che permette a questa giunta, di sedersi nella sala del potere.

        E’ vero, non è colpa del Pisapia, sarebbe assurdo dire che è colpa del Pisapia.

        Il Pisapia ha proposto, I MILANESI VOTARONO !!!!!!

        Anzi…. per dirla più precisamente, VOTARONO BEN N° 2 VOLTE !!!!!!! ha ha ha ha

        1a volta il vento che cambiava
        2a volta il quesito referendario, proposto dai “sciurassi” milanesi, che i milanesi, credevano e…
        credono tuttìora che sono moralisticamente ecologisti.

        Fatto salvo il fatto, anzi: I FATTI

        1° fatto: Milano, sembra la corte dei miracoli di Luigi XVI
        2° fatto: i milanaesi, pagano pagheranno, intanto molte attività, stanno lasciando i milanesi
        per l’hinterland.

        Ai milanesi, condannati al pendolarismo di massa e…. “pagare !!!”

        non resta che andare in bicicletta con la schiscetta nella borsetta
        e pa-ga-re i mezzi di trasporto sempre più cari

        BILOT MILANES PAGA E SUBIS E TAS
        ulla bilòtt suta a chu biòtt !!!!

        perchè a Milano questa è la realtà dei fatti: presente e soprattutto
        FU-TU-RA !!!!!!!!

        buon divertimento a tutti e auguri per lo squallore sociale, nel quale i milanesi
        sono praticamente ormai sommersi.

    • E’ VERO !
      NON E’ COLPA DEL PISAPIA !!!!!!!
      la colpa è dei milanesi BILOTTI “arancioni”
      che hanno permesso al Pisapia & co
      di fare lo sfracello che il Pisapia sta facendo

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