Bilancio Comune di Milano, la lettera aperta dei sindacati: “Così non va”

Pisapia“Così non va proprio: le misure individuate penalizzano i redditi medio bassi e, inoltre, manca il confronto con le parti sociali”. E’ questo, in sintesi, il giudizio espresso dai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil – Graziano Gorla, Danilo Galvagni e Walter Galbusera – in merito alla discussione del bilancio comunale. Un giudizio rivolto direttamente al sindaco Giuliano Pisapia e ai rappresentanti dell’Aula di Palazzo Marino mediante una lettera aperta dai toni piccati ma anche propositivi. Sono nove, infatti, i punti individuati dalle tre sigle sindacali “su cui occorrerebbe intervenire”. Vediamoli insieme.

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1) Evasione fiscale. La nota esordisce con il tema della lotta all’evasione fiscale, vero punto debole della catena, che andrebbe fronteggiato massicciamente con la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza. Il potenziamento dei controlli atti a contrastare la dilagante frode nei confronti del Fisco andrebbe a beneficio del Comune, il quale si aggiudicherebbe l’incameramento dei proventi.

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2) Revisione tariffe Isee. Fondamentale, poi, sarebbe anche rivedere le tariffe di tutti quei servizi – prestazioni sociali o ai servizi di pubblica – che oggi vengono erogati ai cittadini mediante dichiarazione la Isee (indicatore economico basato sull’ultima dichiarazione dei redditi). Per fare questo, però, sarebbe necessario adottare l’”Isee istantanea”, ovvero la fotografia aggiornata del reddito che si percepisce nel preciso momento in cui si richiede il servizio. La verifica per il diritto d’accesso alle prestazioni assistenziali andrebbe poi estesa anche ai canoni e ai contratti ad equo canone di tutti i locatari di abitazioni di proprietà del Comune la cui condizione economico-sociale non fa ancora riferimento, però, ai parametri Isee.

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3) Anticipi dividendi società controllate. Inoltre, per il Comune di Milano, sarebbe utile un “maggior ricorso agli anticipi sui dividendi futuri distribuiti dalle società partecipate“, garantendosi così ulteriore liquidità. Anche se, a onor del vero, negli ultimi anni Palazzo Marino, per far quadrare i conti del proprio bilancio, ha attinto dalle casse delle sue partecipate, a mo’ di Bancomat, per centinaia di milioni di euro…

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4) Atm e polemiche. Da rivedere, urgentemente, anche la reale equità ed efficacia dei provvedimenti già assunti per Atm. La manovra d’agosto, infatti, che aveva introdotto rincari per le tariffe degli abbonamenti, oltre che da pendolari ed anziani (questi ultimi, in taluni casi, si erano visti raddoppiare il costo dell’abbonamento), era stata fortemente criticata anche dai sindacati, i quali l’avevano giudicata iniqua, a tutto svantaggio delle categorie sociali più deboli.

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5) Proprietà immobiliari del Comune. Maggior ricorso, anche in considerazione dell’imminente Esposizione universale del 2015, non solo alle numerose proprietà dismesse o ancora in attesa di utilizzo di proprietà del Comune, ma anche di tutti quei siti di pregio che potrebbero garantire cospicue entrate a fronte di un più razionale e opportuno utilizzo.

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6) Revisione Patto di stabilità interno. In questo punto della nota si parla, sempre in vista dell’Expo 2015, della revisione del Patto di Stabilità interno, così come era stato richiesto dai Comuni. Del resto, a giugno, lo stesso sindaco Pisapia aveva chiesto la revisione del Patto di stabilità per i Comuni poiché “agli enti locali deve essere riconosciuta una reale autonomia finanziaria”. Per le tre sigle sindacali, poi, fondamentale risulta la richiesta di un contributo straordinario per tutti gli improrogabili investimenti del Comune di Milano in attesa dell’Esposizione universale.

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7) Ottimizzazione entrate per oneri di urbanizzazione. Necessaria anche un’ottimizzazione delle entrate per gli oneri di urbanizzazione, ovvero tutti quegli interventi per nuove costruzioni, ampliamento di edifici già esistenti o ristrutturazioni edilizie, volti a riqualificare le aree cittadine, alla luce però di un progetto più generale che tenga conto di quello che è il reale “fabbisogno abitativo sociale“.

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8) Rilancio società partecipate dal Comune di Milano. Valutare il ruolo di tutte le società partecipate (le società nelle quali il Comune ha partecipazioni dirette – che vanno dall’1,5% al 100% – sono 16, per un totale di circa con 10.450 dipendenti e un fatturato che si aggira sui 2,5 miliardi di euro), mettendo in atto, laddove necessario, processi di concentrazione industriale fondamentali per il rilancio delle infrastrutture e dei servizi necessari al rilancio dell’incontestabile vocazione produttiva della città.

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9) Applicazione accordi su politiche della casa. E, per ultimo, si richiede l’applicazione degli ultimi accordi sottoscritti tra i sindacati degli inquilini e le organizzazioni sindacali confederali riguardo le politiche per la casa. L’attenzione è da puntare soprattutto sulla richiesta di maggiori controlli che permettano di ridurre al minimo il numero degli inquilini morosi, pur in possesso dei mezzi economici per pagare l’affitto per le proprie abitazioni.

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LA REPLICA DI PALAZZO MARINO. La risposta di Palazzo Marino non si è fatta però attendere. Ed è avvenuta con le parole dell’assessore al Bilancio, Francesca Balzani: “Non è mai venuta meno la volontà di ascoltare e dialogare nella difficile ricerca del punto di equilibrio fra la scelta di continuare a garantire i servizi e la necessita di risorse che compensino i tagli ai trasferimenti”. L’assessore ha sottolineato di essere disponibile a ulteriori confronti, in particolare “sulle spese che oggi stiamo finanziando nel contesto di un bilancio estremamente rigido”.

– Sul tema dell’evasione Balzani è categorica: “Ricordiamo che abbiamo rilanciato con forza la lotta all’evasione con un nuovo accordo tra Comune, Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza e che Milano è la prima città italiana nella lotta all’evasione”. Sul tema Isee, invece, l’assessore ha fatto presente che il Comune sta già mettendo a punto una proposta per semplificarne la procedura e per razionalizzare le tariffe proprio “attraverso un suo più diffuso ricorso”. Il tutto dovrebbe essere presentato ai sindacati nel giro di qualche settimana.

– Nella replica che Francesca Balzani indirizza alle tre sigle sindacali, però, c’è spazio anche per un elogio: “Giudico positivo il fatto che i sindacati abbiano ribadito il loro appoggio alla giunta per quanto riguarda il confronto con il governo per la revisione del Patto di stabilità interno e, al tempo stesso, riconoscano la straordinaria gravità della situazione per la finanza locale che impone, prima di tutto, la massima responsabilità e concretezza”. E di responsabilità politica, negli ultimi tempi, se ne sta vedendo davvero poca.

 

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S.P.

 

 

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