Approvazione Senato Legge di Stabilità 2015: analisi e sintesi punto per punto

ParlamentoSono da poco passate le 5 del mattino di sabato 20 Dicembre 2014 quando arriva la notizia del via libera del Senato alla fiducia posta dal Governo sul maxi emendamento alla Legge di Stabilità 2015. 162 i voti favorevoli, 37 i contrari e nessun astenuto. In queste ore è atteso anche il via libera di Montecitorio. Analizziamo, punto per punto, tutte le misure definitive contenute nella Legge di Stabilità 2015.

 

FIDUCIA CON POLEMICHE – Un via libera che non è passato inosservato. Forza Italia ha abbandonato l’aula e ha invitato le altre forze dell’opposizione a fare altrettanto. Ancora più deciso il MoVimento 5 Stelle, che per bocca di Giuseppe Vaccaro afferma: “Ci chiedete di votare Topolino”.

– Di tutt’altro avviso il premier Matteo Renzi, che alle 7.49 del 20 Dicembre ha annunciato via Twitter: “Grazie a senatrici e senatori che su stabilità e legge elettorale hanno dato stanotte lezione di politica a ostruzionismi #lavoltabuona”.

– Dopo il Senato la palla è passata alla Camera, che ha iniziato ieri l’esame definitivo del testo. Un ultimo passaggio che non dovrebbe presentare alcun tipo di ostacolo; assicurazione data anche da Laura Boldrini, presidentessa di Montecitorio: “Qui alla Camera c’è un clima positivo sulla Legge di Stabilità”.

 

TUTTE LE NOVITA’ – Si va dallo stop all’aumento delle tasse sulla casa, fino al canone Rai; dal pugno duro sulle società partecipate, alla conferma definitiva del Bonus da 80 Euro. Di seguito l’analisi di ognuna delle novità introdotte:

Bonus edilizia: il credito di imposta per i lavori di recupero abitativo e di efficientamento energetico sono stati confermati ai loro livelli massimi, rispettivamente il 50 e il 65%. Anche i lavori di prevenzione antisismica godranno, per tutto il 2015, del bonus del 65% che in precedenza era stato portato al 50%.

Bonus Irpef: il Bonus Irpef di 80 euro introdotto con il Dl 66/2014 per i lavoratori dipendenti aventi reddito lordo annuo inferiore ai 26mila euro è diventato una misura strutturale.

Bonus Bebè: confermato il Bonus Bebè da 960 euro per quelle coppie con un Isee familiare inferiore ai 25mila euro che avranno un figlio nato o adottato dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. Un Bonus che raddoppierà qualora l’Isee familiare dovesse essere al di sotto dei 7mila euro.

Bonus Mamma: nella Legge di Stabilità troviamo anche un platfond nel 2015 di 45 milioni di euro per quelle mamme che hanno almeno 4 figli e un Isee familiare non superiore agli 8.500 euro.

Bonus Ricerca: non ci sono state modifiche al Bonus Ricerca che si applicherà sul 25% delle spese incrementali sostenute rispetto alla media di medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Canone Rai: per il 2015 Canone Rai congelato con l’obbligo di mantenerlo allo stesso importo del 2014, ossia pari a 113,50 euro. Inizialmente si era parlato di una possibile modifica radicale del Canone Rai con l’eventualità di legare lo stesso all’Irpef o alla bolletta energetica. Tuttavia, la complessità della materia in questione ha obbligato l’accantonamento momentaneo di una riforma strutturale. Per ora c’è solo il congelamento dell’importo.

Regime Fiscale delle Fondazioni: dal 1° gennaio aumenterà la tassazione sugli utili distribuiti da fondazioni ed enti non commerciali. La quota del 5% su cui applicare il prelievo viene infatti elevata al 77,74%.

Fondi e casse pensione: il Governo ha varato un credito di imposta con tetto prefissato a 80 milioni di euro per Casse Previdenziali, 6%, e Fondi Pensione, 9%, se decideranno di investire nell’economia reale. Questa è una misura che cerca di compensare l’aumento della tassazione, portata rispettivamente al 26 e al 20%.

Irap e cuneo fiscale: il Senato ha approvato la totale deducibilità dalla base imponibile Irap del costo del lavoro per gli assunti a tempo indeterminato.

Partecipate: nella Legge di Stabilità 2015 previsto anche l’obbligo di definire un piano di razionalizzazione delle società partecipate da parte di Enti locali; piano che servirà a chiudere quelle micro-società e quelle aziende “doppione” attive in campi analoghi.

Partite Iva: dal 1° gennaio 2015 il regime dei minimi sarà sostituito da un regime semplificato che vieterà di poter essere utilizzato dai dipendenti che hanno un reddito prevalente rispetto a quello autonomo e complessivamente al di sopra dei 20mila euro. L’aliquota sostitutiva di Irpef, Ires e Irap passa dal 5 al 15%.

Province: è stretta sui dipendenti delle Province. Il Governo dichiara in esubero il 50% dei dipendenti del sistema provinciale e il 30% di quelli delle città metropolitane. Questi due enti avranno tempo sino al 1° Aprile per compilare la lista delle persone che manterrà per gestire le funzioni rimaste; le altre saranno messe in mobilità o saranno assorbite presso regioni, comuni o amministrazioni statali. Dal 2017, poi, partirà il collocamento in disponibilità con taglio in busta paga del 20%.

Tagli alle Regioni: il 2015 per le Regioni non inizia con buoni auspici. Il Governo ha deciso di tagliare loro 4 miliardi di euro; una misura che rischia di avere un impatto soprattutto sulla sanità che rappresenta l’80% dei bilanci regionali.

Local Tax: per tutto il 2015 sono state congelate l’Imu e la Tasi; questo provvedimento è volto ad evitare l’innalzamento previsto del tetto al 6 per mille per Imu e Tasi. Il tutto in attesa che venga definita la nuova Local Tax.

Tfr in busta paga: confermata la sperimentazione per i lavoratori del settore privato di anticipare il Tfr in busta paga nel periodo dal 1° marzo 2015 al 30 giugno 2018. Anticipazione su cui vigerà la tassazione ordinaria. L’aliquota di rivalutazione del Tfr è stata poi alzata dall’11,5 al 17%.

 

IN ATTESA DELLA CAMERA – Il premier Matteo Renzi si è detto soddisfatto perché il Governo è riuscito a fermare l’assalto alla diligenza. Esulta anche il Ministro dell’Economia Padoan, secondo cui “l’Italia ha dimostrato all’Ue di essere affidabile”.

– Ora non resta che attendere il via libera della Camera; un via libera atteso per la serata di oggi o, al più tardi, per la mattinata di domani.

– Un obiettivo, questo, che il Governo vorrebbe fortemente per presentarsi al meglio al delicatissimo Consiglio dei Ministri di mercoledì 24 Dicembre, quando dovranno essere approvati i decreti attuativi del Jobs Act.

 

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Matteo Torti

Foto: wikipedia.org