Arresto ladri di tombini, ne ha rubati 150, dei quali 14 in via Forze Armate

Prima la perlustrazione, effettuata durante le prime ore del mattino. E dopo qualche ora il furto, per racimolare solo qualche decina di euro al giorno ma creando, però, gravi problemi alla circolazione stradale. Ora il ladro di tombini è stato catturato: grazie a un appostamento e un successivo pedinamento, la Polizia locale di Cesano Boscone è riuscita a cogliere in flagranza di reato S.C., 32 anni, cittadino italiano di origine eritrea, senza alcun precedente penale. Denunciato a piede libero, il 32enne è ora in attesa di processo.

 

L’auto utilizzata, una Fiat Punto, è stata sequestrata, così come parte della refurtiva. Per ricettazione è finito nei guai anche il proprietario di una ditta di recupero rifiuti industriali e speciali che quotidianamente portava i tombini rubati in una fonderia di Sesto San Giovanni. “Un danno enorme per le casse pubbliche – sottolinea il Sindaco Vincenzo D’Avanzo – provocato soprattutto da coloro che speculano su ladruncoli, forse sapendo che il più delle volte la passano liscia. Una cosa inaccettabile, perché così si ruba dalle tasche dei cittadini in un momento in cui le casse degli enti locali sono già ridotte al lumicino”.

 

S.C. è una delle persone che negli ultimi tre mesi hanno razziato circa 150 chiusini stradali in tutto il sud Milano. L’ultimo colpo nella notte: ne sono stati sottratti 14 lungo via Forze Armate.

 

L’operazione, coordinata dal neo-vicecomandante della Polizia locale di Cesano, Costantino La Selva, è stata condotta insieme al Nucleo di controllo del territorio (Nct). Venerdì scorso, verso le 14.30, un cesanese ha telefonato al comando della Polizia locale avvisando che un uomo stava portando via i tombini presenti in piazza Falcone, a poche decine di metri dalla stazione dei Carabinieri. Il cittadino ha descritto i tratti somatici e ha fornito anche il numero della targa. “Ha dimostrato senso civico – sottolinea il Sindaco Vincenzo D’Avanzo – perché spesso è proprio grazie ai cittadini, a chi non si volta dall’altra parte quando si accorge che qualcuno commette un reato, che le forze di Polizia riescono a individuare e prendere i responsabili”.

 

Grazie alla targa è stato identificato il proprietario del veicolo, anche se l’auto è risultata rubata. I poliziotti cesanesi si sono ugualmente recati a Milano, in via Noale, per verificare se effettivamente la denuncia fosse o meno veritiera e, così facendo, si sono accorti che l’auto ricercata era proprio parcheggiata sotto l’abitazione di S.C. Qualcosa, insomma, non andava.

 

La denuncia era falsa? Era stata sporta per riuscire a sottrarsi a eventuali accuse?

 

Per fugare ogni dubbi gli agenti hanno deciso di effettuare un appostamento, fin dalle prime ore di sabato.

 

Hanno visto l’uomo uscire verso le 7.00,  compiere una perlustrazione a Settimo Milanese, nel Villaggio Cavour, e poi tornare a casa. S.C. ha quindi ripreso la propria auto, una Fiat Punto, verso le 10.00, ed è tornato nella stessa zona controllata in precedenza dove, uno dopo l’altro, ha caricato sulla vettura 7 tombini.

 

La tecnica usata per prelevare i chiusini era decisamente originale: aprire entrambe le portiere anteriori e il baule e, con rapidità, afferrare il chiusino a grate mettendolo nella macchina.

 

Due auto civetta della Polizia locale di Cesano, a questo punto, hanno intercettato e bloccato S.C., facendo scattare le manette nonché l’identificazione al comando di via Turati. Qui l’uomo è rimasto per alcune ore, in attesa che il magistrato ne disponesse la denuncia a piede libero. Intanto, però, gli agenti hanno perquisito il veicolo scoprendo alcune ricevute e indirizzi di aziende che smaltiscono i metalli, e rintracciandone in particolare una in via Teramo, in zona Barona.

 

Alle 7,00 di oggi è scattato il blitz con l’ausilio di alcuni agenti di Milano. Un rapido controllo del capannone e sono stati trovati 6 tombini pronti per essere spediti in fonderia; ironia della sorte solo uno di Cesano. Gli altri sono di Settimo Milanese e di Milano. Il titolare della ditta, A.M.G., 52 anni, è stato denunciato per ricettazione.

 

Secondo le indagini condotte dal comando cesanese, ogni tombino in ghisa, che pesa circa 10/12 chili, viene rivenduto a circa 1,50 euro l’uno ma, il danno per i Comuni è ben più ingente: il chiusino, infatti, costa dai 50,00 ai 100,00 euro, e spesso occorre anche rifare completamente il telaio, di modo che i costi lievitano ad almeno 200,00 euro per ciascuno.


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Di Redazione

2 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    tralasciando l’atto in sè (che è veramente triste e pietoso), non si potrebbe pensare di progettare tombini o chiusini costruiti con materiali diversi rispetto ai soliti fabbricati in ghisa o ferro?
    Dico questo perchè, oltre ad evitare problemi legati ai furti dei tombini, si potrebbero risolvere anche questioni riguardanti ad esempio la rumorosità, la sicurezza per i lavoratori nei cantieri o problemi inerenti alla scivolosità in caso di pioggia…

  2. In Honduras dove vivevo il furto di tombini era normale. Dalla notte alla mattina scomparivano tutti i chiusini di una strada (bande giovanili, le cosidette maras) e a volte le auto che passavano rimanevano imprigionate nel buco con una ruota. Pensavo che fosse un problema di un paese in via di sviluppo (o si puó dire terzo mondo?) peró vedo che anche qui non si scherza…
    Visto dove andiamo (verso il terzo mondo) possiamo prendere perlomeno le buone idee. In africa e in centroamerica si segnala il pericolo con un ramo. Politici e sindaci, non lo avevate pensato, vero? Potete assumere anche giardinieri per un lavoro socialmente utile.

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