Sgombero stabile via Brunetti, De Corato: I giudici puniscano i recidivi

Continuano i “pellegrinaggi” degli antagonisti che, sgomberati da uno stabile, si infilano puntualmente in un altro.

 

Lunedì 14 febbraio la Polizia era intervenuta alla Bottiglieria Occupata di via Giannone 8, e già ieri 7 degli stessi “okkupanti” si erano installati in un palazzo in via Brunetti, una traversa di via Varesina.

 

Oggi, dopo il conseguente, nuovo sgombero eseguito dalla Polizia, alcuni degli antagonisti si sono comunque rifugiati sul tetto dello stabile, costringendo quindi a sopraggiungere sul luogo anche i Vigili del Fuoco. Lo sgombero non si è quindi fermato.

 

“Questa è la risposta che aspettavamo – ha commentato il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato. – Replicare colpo su colpo e sgomberare nel giro di 24 ore, perché la Legge va rispettata. Ringrazio in proposito il questore Alessandro Marangoni e il prefetto Gian Valerio Lombardi per la brillante operazione. Non è accettabile che si possa occupare a tempo determinato o indeterminato, poco importa la formula, stabili pubblici e privati. Ancora meno che a rioccupare siano le stesse persone già sgomberate da via Giannone e già denunciate. I magistrati dovrebbero tenere conto della recidiva e agire di conseguenza: ovvero istruire al più presto i processi. Solo così si avrà un  maggiore effetto deterrente”.

 

“C’è da mettere in conto – aggiunge De Corato – che gli antagonisti cercheranno a breve nuove occupazioni, ma questo tira e molla con gente che sale sui tetti e inscena pagliacciate deve finire.

 

La proprietà è tutelata dalla Costituzione, punto e basta – sottolinea ancora il vicesindaco, – non siamo nell’ex Urss. Ma Pisapia e compagni fingono, colpevolmente, di non accorgersi delle malefatte dei no global.

 

“Mi auguro che a questa azione ne seguano altre – conclude De Corato, – a cominciare dagli sgomberi di edifici comunali per cui ci sono sentenze pendenti di rilascio decise dal Tribunale di Milano, come lo stabile di via Torricelli (la sentenza è di ben 11 anni fa), per arrivare a quella del centro sociale Cox per il quale si stabiliva, nell’ottobre 2010, il rilascio immediato”.

 

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Di Redazione

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