Arresti 'ndrangheta Milano, 35 arresti per droga e smaltimento rifiuti e beni sequestrati per oltre 2 milioni di euro

È in corso da parte dei finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Milano, dei Carabinieri del Ros di Milano e della Polizia Locale meneghina l’esecuzione di 35 misure cautelari in carcere disposte dal gip Giuseppe Gennari nei confronti di altrettanti affiliati alla ‘ndrangheta lombarda, indagati a vario titolo per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, minaccia, smaltimento illecito di rifiuti, spaccio di sostanze stupefacenti. Le indagini, coordinate dalla D.D.A. di Milano (pubblici ministeri Boccassini, Dolci, Storari e Proietto), hanno permesso di ottenere anche il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

 

L’INFILTRAZIONE DELLA ‘NRANGHETA NELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI MILANESI – I soggetti arrestati, come emerso dalle indagini coordinate dalla D.D.A. di Milano, avevano nel tempo anche “occupato” il territorio attraverso la gestione diretta o indiretta di interi settori imprenditoriali e commerciali, tra gli altri in particolare:

  • quello edilizio,
  • il movimento terra,
  • i parcheggi e i servizi di sorveglianza di locali pubblici,
  • la gestione di negozi presso le fermate della metropolitana.
  • Contestualmente agli arresti, sono in corso anche i sequestri preventivi di immobili, autovetture, esercizi commerciali, un noto locale di intrattenimento, quote societarie per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro.

 

LA COSCA ‘NRANGHETISTA DEI FLACHI E I LOCALI DELLA MOVIDA – Le complesse ed articolate indagini condotte dalla Guardia di Finanza, in collaborazione con la Polizia Locale (Unità Centrale Polizia Giudiziaria), hanno permesso di ricostruire la mappa delle attività illecite della nota cosca ‘ndranghetista dei Flachi.

  • Tale organizzazione criminale era in grado di esercitare un capillare controllo del territorio nell’area Comasina/Bruzzano, ed era fra le più attive e presenti all’interno di numerosi locali d’intrattenimento di Milano, talvolta gestiti direttamente e/o comunque di loro proprietà.
  • Tale “presenza” si manifestava anche con il controllo della “security” di tali locali, cui conseguiva la gestione dello spaccio di stupefacenti all’interno ed all’esterno degli stessi esercizi pubblici e la riscossione del “pizzo” dai venditori ambulanti di panini che si appostavano nei pressi.

 

LA CAPACITA’ ECONOMICA DEL CLAN MALAVITOSO, L’ACQUISTO DELLA DISCOTECA ‘DE SADE’

  • A dimostrazione della capacità di penetrazione economica del clan malavitoso, è stata la scoperta dell’acquisizione ad opera dello stesso – attraverso intermediari fittizi – della discoteca “De Sade” di via Valtellina.
  • Inoltre, a testimonianza della sua natura mafiosa, gli appartenenti al clan agivano nel territorio di loro competenza sempre scortati da giovani picchiatori inclini alla violenza, ed avevano costretto gli spacciatori a versare una “tassa” mensile per poter commercializzare la droga.

 

LE DUE MATRICI ‘NRANGHETISTE – La manovra investigativa del Ros ha concentrato l’attenzione su due componenti ‘ndranghetiste:

  • una di matrice “africota”, il cui principale esponente è risultato essere  Giuseppe Romeo;
  • una matrice “reggina”, con al vertice Flachi Giuseppe, detto “Pepè”, e  Paolo Martino.

 

IL CONTROLLO DIRETTO DELLA AUTOTRAPOSTI ALMA SRL E DEL “MOVIMENTO TERRA” – Nello specifico, agli inizi del mese di ottobre 2008, un controllo eseguito all’interno di un cantiere per la costruzione della linea ferroviaria Tav, sito in Milano, consentiva di verificare come Romeo, attraverso il controllo diretto della “Autotrasporti AL.MA. s.r.l.”, si era inserito nell’attività di “movimento terra”, relativamente ad una serie di lavori pubblici e privati.

 

L’INTENZIONE DI SUBENTRARE IN ULTERIORI SOCIETA’ – L’approfondimento delle dinamiche societarie e delle attività svolte dai due soggetti, già dalle fasi iniziali dell’indagine, ha fatto emergere che la ‘ndrina africota, rappresentata da Romeo, manifestava forti interessi per il subentro nelle cooperative che gestiscono i servizi per conto della “T.N.T. Global Express s.p.a.”.

 

I RAPPORTI TRA LE DUE MATRICI

  • La consequenziale attività svolta in tale ambito dimostrava che dette cooperative erano già “controllate” da altro gruppo criminale di matrice ‘ndranghetista capeggiato dal noto Giuseppe Flachi.
  • L’investigazione ha evidenziato, quindi, la rinuncia di entrambi i gruppi nell’evitare lo scontro frontale preferendo la gestione univoca dell’affare, a favore di una cogestione dello stesso.
  • Tale soluzione si è resa possibile grazie alla mediazione di  Paolo Martino, storico esponente della cosca “De Stefano” di Reggio Calabria.

 

Sono in atto le indagini.

 

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Di Redazione

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