Cronaca

Caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, accolta l’istanza di giudizio abbreviato per Mohamed Game e il suo complice

Caserma_Santa_BarbaraTutti ricorderemo l’uomo che, il 12 ottobre 2009, aveva fatto esplodere una bomba nel tentativo di penetrare all’interno della caserma Santa Barbara di piazzale Perrucchetti, provocando il ferimento di un militare caporale di 20 anni. 

Dopo l’arresto dell’uomo e del suo complice, nonché dopo 6 mesi di indagini, il GUP (giudice per l’udienza preliminare), ha accolto l’istanza che farà giudicare, con il rito speciale del “giudizio abbreviato”, i 2 uomini accusati dei reati di fabbricazione, detenzione e porto di esplosivi aggravato dall’aver agito per finalità terroristiche e, solo per Mohamed Game, l’ulteriore imputazione di attentato per finalità terroristiche.

 

Il procedimento, quindi, avrà luogo presso il Tribunale di Milano il 26 giugno 2010.

 

COSA SIGNIFICA “RITO ABBREVIATO”? – Il giudizio abbreviato è un “rito speciale” che consente di saltare una fase del processo (precisamente la fase “dibattimentale”, centro nevralgico e sede naturale della formazione della prova), dando valore di prova agli elementi raccolti durante le indagini preliminari.

 

L’IMPUTATO DEVE ESSERE D’ACCORDO? – Tra i presupposti necessari, imprescindibile è il consenso dell’imputato, che deve procedere alla richiesta di accoglimento presso il GUP. La domanda nasce da una valutazione discrezionale dell’imputato, determinata da ragioni di opportunità e convenienza.

 

 

QUALI SONO LE CONSEGUENZE PER L’IMPUTATO? – L’imputato rinuncia ad una fase nevralgica del processo, il momento del dibattito tra le parti, durante il quale normalmente si formano le prove necessarie per la formulazione della sentenza.

 

QUALI SONO I VANTAGGI? – Il giudizio abbreviato ha chiara natura “premiale”. Ciò significa che, poiché si rende più rapido e snello il procedimento processuale, il “premio” conseguente è la riduzione di un terzo della pena da erogare in concreto. Ciò, comunque, non significa che l’imputato abbia compiuto un’ammissione di colpe: significa solo che acconsente affinché vengano utilizzate come prove gli elementi emersi durante le indagini preliminari, rendendo più rapido l’iter processuale. Il giudice, all’esito del procedimento, potrà quindi emanare sia una sentenza di condanna, sia una pronuncia di assoluzione o di non luogo a procedere.

 

Valentina Pirovano
 
 

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