Quattro omicidi Brega Massone clinica Santa Rita, nuova accusa per ex primario

La sentenza era giunta il 28 ottobre 2010: i giudici del Tribunale di Milano avevano condannato Pier Paolo Brega Massone, ex primario di chirurgia toracica della clinica Santa Rita di Milano, a scontare 15 anni e 6 mesi di reclusione. Le accuse contemplavano i reati di lesioni gravissime, falso ideologico e truffa ai danni del servizio sanitario nazionale. Ma c’è di più. E alla notifica giunta ieri dalla Procura circa la chiusura delle indagini, spunta anche una contestazione per 4 omicidi volontari “aggravati dalla crudeltà”.

 

Le parole dell’accusa avevano definito Brega quale «un soggetto con un’indole particolarmente malvagia e a cui manca il senso di umana pietà», e d’altra parte, sono stati 83 i casi di lesione acclarati durante le indagini, uno su tutti quanto accaduto a una ragazza di soli 18 anni alla quale Brega asportò parte del seno intervenendo su una patologia tumorale benigna curabile senza l’utilizzo di un così drastico intervento.

 

Inoltre si parla di circa 50 casi di lesioni gravi o gravissime, con operazione eseguite su pazienti terminali: vittime di età compresa tra i 65 e gli 89 anni operate «contro ogni indicazione clinica».

 

Come sostenuto dall’accusa, lo scopo di tale operato era ottenere rimborsi e premi dalla Regione, elargiti in base al numero di asportazioni effettuate ai pazienti.

 

Per questo, sia per l’ex primario che per i suoi collaboratori, Fabio Pietro Presicci e Marco Pansera, l’accusa ha chiesto anche l’aggravante della crudeltà, poiché il numero spropositato di interventi non necessari era volto solo ed esclusivamente a motivi di interesse economico, che portavano gli stipendi a raggiungere fino a 27mila euro contro i 1700 realmente dovuti, senza minimamente considerare i diritti del paziente.

 

Tra i 4 casi di omicidio volontario attribuiti a Brega Massone le indagini si sono focalizzate sul decesso di un uomo di 89 anni che, secondo gli Inquirenti, sarebbe stato operato dal medico nonostante avesse in corso un infarto del miocardio, venendo ad integrare una «relazione causale tra l’intervento e il decesso».

Gravissima anche la posizione dell’equipe di Brega Massone e del personale medico della clinica:

  • Fabio Presicci, collaboratore di Brega, dovrà rispondere di 2 omicidi,
  • Marco Pansera, chirurgo, dovrà rispondere di un omicidio e per interventi «crudeli e abnormi» eseguiti «in totale disprezzo delle condizioni di estrema fragilità dei pazienti».
  • Un’infermiera è accusata di favoreggiamento per aver cercato di far sparire le prove.
  • Due anestesisti sono accusati di omicidio colposo.

 

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Di Redazione

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