Chiusura discoteca Cappados viale Monza per violazione misure di sicurezza

Sabato notte si è svolto l’intervento della Polizia Locale, unitamente a Polizia di Stato e Vigili del Fuoco, alla discoteca Cappados di viale Monza.

 

Il locale era stato chiuso fino allo scorso agosto su notifica del Questore, che aveva sospeso la licenza.

 

A ottobre 2010, inoltre, una rissa aveva coinvolto 5 albanesi clandestini che si erano presi a coltellate ed erano finiti in ospedale.

 

Un mese fa poi la Polizia di Stato, a seguito dell’irruzione nella discoteca, vi aveva effettuato diversi arresti per spaccio. Nell’occasione era stato chiesto anche l’intervento dei Vigili del Fuoco, che avevano vietato l’apertura finché non fosse stata applicata la corretta attuazione delle misure di sicurezza.

 

Nonostante tutto ciò, a seguito del controllo di sabato scorso il locale, al momento frequentato da una quarantina di persone, è stato nuovamente sequestrato in quanto risultato, ancora, non ottemperante alle disposizioni già precedentemente impartite dai Vigili del Fuoco, che hanno nuovamente riscontrato l’ostruzione delle uscite di sicurezza.

 

Il titolare e il gestore, entrambi egiziani, sono stati denunciati per violazione all’articolo 681 (apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo ) e articolo 650 (inosservanza a provvedimenti dell’autorità) del codice penale.

 

Questa discoteca, frequentata per lo più da nordafricani ed extracomunitari, – spiega il vicesindaco di Milano e assessore alla Sicurezza Riccardo De Coratoha più volte creato problemi. Non solo alla viabilità, vista la frequenza di parcheggiare macchine in doppia fila fuori dal locale, ma anche alla sicurezza, come dimostra l’ultima rissa che si è scatenata a ottobre e che ha coinvolto 5 albanesi clandestini tutti feriti con arma da taglio. E poi per lo spaccio.

 

“L’intervento congiunto, per cui ringrazio in particolare la divisione Pas della Polizia di Stato – prosegue il vicesindaco – dimostra che la questione movida non si propone né per troppo zelo, né perché si è troppo intransigenti.

 

“Se è stata creata una task force guidata dal procuratore aggiunto Nicola Cerrato – sottolinea De Corato – cui partecipa anche la Polizia Locale, è perché ci sono frequenti abusi e illeciti penali, che vanno contrastati non per gusto del divieto o di una politica improntata alla ‘zero tolerance’, ma perché lo chiede la Legge a tutela innanzitutto dei frequentatori dei locali. Sono proprio gli ignari avventori che, a causa di comportamenti furbeschi, rischiano un giorno di finire intrappolati in luoghi senza autorizzazione per pubblico spettacolo: con capienza limitata, uscite di sicurezza ostruite ed estintori antincendio che non funzionano”.

 

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Di Redazione

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