Guardia di Finanza Milano, fatture false per 500 milioni di euro, arrestate 13 persone e smantellata frode fiscale basata su società di comodo

E’ in corso dall’alba, su tutto il territorio del nord Italia, un’imponente operazione della guardia di finanza di Milano.


LA FRODE DA 500 MILIONI DI EURO – L’attività ha messo fine ad un sodalizio criminale che operava attraverso un articolato sistema di frode, per complessivi 500 milioni di euro, sviluppato mediante l’emissione e l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, coinvolgendo a vario titolo una cinquantina di società.


200 I MILITARI IMPEGNATI NELL’OPERAZIONE – Le operazioni di Polizia giudiziaria, svolte da parte delle Fiamme Gialle e coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, vedono impegnati circa 200 uomini che stanno eseguendo perquisizioni nei confronti di decine di imprese.


LE ORDINANZE ESEGUITE – Allo stato sono state eseguite 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 7 custodie presso il domicilio e 6 provvedimenti relativi ad obbligo di firma.


IL SETTORE DEI ROTTAMI METALLICI – L’organizzazione criminale, fortemente ramificata nel settore del commercio dei rottami metallici, attraverso società attive riusciva a riciclare ingenti somme di denaro, garantendo lauti guadagni ai membri del sodalizio.


LA DINAMICA DELLA TRUFFA – Il sistema di frode prevedeva la creazione di società c.d. di “comodo” (o cartiere) intestate a prestanome, quasi sempre persone indigenti, che provvedevano a predisporre fatture false relative ad acquisti e trasporti di rottami metallici, in realtà mai avvenuti.


LE FATTURE AD AZIENDE INSOSPETTABILI – Puntualmente le fatture finivano nella contabilità di importanti ed insospettabili aziende realmente operanti nel settore, coprendo in tal modo acquisti effettuati in “nero” a prezzi notevolmente inferiori a quelli praticati sul mercato.


I FLUSSI FINANZIARI – Certosino è stato il lavoro di ricostruzione dei flussi finanziari. Infatti, per evitare qualsiasi problema, i pagamenti avvenivano tutti con bonifici bancari e postali sui conti intestati alle società cartiere.


GLI INCASSI PER CONTANTI – Gli amministratori delle stesse, una volta effettuati i pagamenti, incassavano rapidamente, per contanti, i relativi importi, trattenendo per sé una percentuale variabile dell’importo e restituendo il restante ammontare ai titolari delle aziende clienti che, trattenuta la parte di guadagno, rimettevano il denaro rimanente nel circuito.


I SEQUESTRI PER 3 MILIONI DI EURO – Le indagini, in corso da parte dei militari della compagnia di Magenta, oltre ad aver consentito l’accertamento di emissione ed utilizzo di fatture false, ha portato al sequestro di decine di conti correnti, automezzi, beni immobili e denaro contante per oltre 3 milioni di euro.

 

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Di Redazione

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