Prostitute picchiate Rho via De Gasperi perché sconfinavano dalla loro zona, arrestati un uomo italiano e una donna romena

I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Rho hanno tratto in arresto due soggetti responsabili di sfruttamento della prostituzione, lesioni, sequestro di persona e rapina. Si tratta di:

  • B.P., 57 anni, novatese, nullafacente, incensurato;
  • P.M., 30 anni, romena, da tempo residente a Bollate, nullafacente e incensurata.

LA GESTIONE DELLE ZONE DELLA PROSTITUZIONE – I due, risultati gravitare nello sfruttamento della prostituzione, intervenivano con violenza nei confronti di quelle “lucciole” che a loro dire “sconfinavano” indebitamente in zone da loro controllate. Due gli episodi accertati con sicurezza dagli investigatori, risalenti al 13 aprile ed al 5 maggio scorsi:

  • Gli autori dei reati avevano caricato “a forza”, a bordo della Citroen C3, guidata dall’italiano, con il quale erano soliti spostarsi per “controllare” il loro territorio, due prostitute romene di 24 anni, portandole in una periferia appartata al confine tra Rho e Milano, picchiandole con un bastone, rapinandole dei circa 500 Euro incassati e scaraventandole quindi in strada sotto minaccia di minaccia di morte.
  • Le donne sono state quindi obbligate a lasciare la zona di via De Gasperi, sotto la diretta gestione dei due arrestati.

DENUNCIA E IDENTIKIT – Conducendo le indagini, i Carabinieri sono riusciti a conquistare la fiducia delle due vittime, ottenendo in questo modo la precisa denuncia dei malviventi e di quanto da loro subìto, facendo seguire l’identikit e il riscontro fotografico.

LE ACCUSE –  I due dovranno rispondere di:

  • sequestro di persona,
  • lesioni, rapina,
  • sfruttamento della prostituzione.

AGGIORNAMENTO del 16 marzo 2012: Si comunica il seguente aggiornamento circa la posizione giudiziaria del sig. P.B.: “L’imputato è stato scarcerato per ordine del Tribunale di Milano a seguito della escussione delle presunte persone offese”. In data 29 febbraio 2012 è “altresì intervenuta sentenza assolutoria con formula ampia da tutti i capi di accusa contestati” nonché la “revoca della misura cautelare custodiale”. Si dà inoltre atto “del contestuale provvedimento con il quale il Tribunale di Milano ha ordinato la trasmissione degli atti alla Procura della Repubblica presso il medesimo – avendo ravvisato indizi del reato di falsa testimonianza – con riferimento alle due presunte persone offese”. Si precisa infine che, a differenza di quanto emerso dalle primissime informazioni riportate in articolo, il sig. P.B. non è nullafacente, bensì era ed è un libero professionista.

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Di Redazione

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