Fondo Nasko per mamme, tutte le info per fare domanda e ottenere il contributo fino a 4500 euro per non abortire

E’ stato fatto il primo bilancio di risultati raggiunti con il fondo Nasko, il fondo creato dalla Regione Lombardia per aiutare le mamme in difficoltà a non abortire, ma a tenere il proprio bimbo. Secondo il bilancio stilato, circa 1.000 bimbi sono nati grazie al Fondo Nasko, ed è stato lo stesso Presidente Formigoni a dichiarare che entreranno altri 5 milioni di euro per continuare a sostenere l’iniziativa. “Il contributo va a coprire le spese a cui le madri vanno incontro nei primi mesi di vita del bambino e i fondi erogati dalla Regione sono fino a 4.500 euro nell’arco di 18 mesi”

 

REQUISITI PER OTTENERE IL CONTRIBUTO – Per poter beneficiare del contributo le mamme devono:

  • essere residenti in Regione Lombardia,
  • ottenere certificazione sanitaria, rilasciata dal consultorio, che attesti una gravidanza entro il 90 giorno,
  • sottoscrivere progetto di aiuto concordato tra il consultorio familiare pubblico o privato, accreditato e il centro di aiuto alla vita iscritto nell’elenco regionale,
  • dimostrare che la gravidanza comporti un effettivo disagio economico.

 

COME VIENE EROGATO IL SOSTEGNO

  • Il sostegno economico, erogato nell’ambito del progetto di aiuto personalizzato, ammonta a € 4500 per ogni donna.
  • L’importo verrà erogato, attraverso un sostegno mensile di € 250, per un massimo 18 mesi, suddivisi tra il periodo precedente il parto ed il periodo successivo alla nascita del bambino.
  • La madre riceverà l’aiuto economico attraverso una carta prepagata ricaricata mensilmente di 250 euro e gestita dai consultori familiari pubblici e privati accreditati e dai CAV iscritti all’elenco regionale.
  • L’erogazione mensile sarà sospesa in caso di mancato rispetto, da parte della madre, degli impegni concordati nel “progetto di aiuto personalizzato ” o nel caso di risoluzione delle cause che hanno determinato il progetto.

 

PROGETTO PERSONALIZATO PER OGNI MAMMA –

  • La futura mamma concorderà con il Cav o il consultorio un progetto personalizzato che tenga conto dei bisogni effettivi, contingenti e futuri, della donna e del bambino.
  • Il progetto iniziale verrà in seguito integrato alla luce dell’evoluzione della gravidanza, degli eventi personali, lavorativi, economici della donna, delle caratteristiche del neonato e del contesto ambientale di vita.

 

COME FARE DOMANDA – Per informazioni e per presentare la domanda  rivolgersi ai CAV più vicini o ai consultori familiari pubblici e privati accreditati da Regione Lombardia.

  • Per scaricare l’elenco dei consultori pubblici o privati accreditati in tutta la Lombardia, con i relativi indirizzi e numeri di telefono, CLICCA QUI

 

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Di Redazione

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