Presidio comunità siriana Milano corso Sempione, contro lo sterminio dei civili: “Il Comune di Milano prenda delle posizioni a favore della vita e contro lo sterminio di civili"

“I siriani non si piegano al silenzio a cui il regime ci sta costringendo usando bombe grappolo e violenza”, e a dimostrarlo davanti al consolato siriano in corso Sempione, una grande bandiera, rossa, bianca e nera, dove i siriani milanesi hanno scritto “Siria Libera”.

 

“Siamo pochi a causa del Ramadan ma tutta la comunità è solidale” ha spiegato Shady Hamadi, rappresentante della comunità siriana in Italia mostrando mani macchiate di pittura rossa con cui ha appena realizzato uno striscione di impronte di “sangue”, per dire ancora “no” alla violenza.

 

Accanto alle bandiere, Hamid sventola anche un appello “ai politici italiani sia di destra sia di sinistra”, perché “è ora che vengano a parlarci, ora che siamo scesi in piazza dopo i massacri, e siamo andati in prima pagina, sono 5 mesi che ci ammazzano e solo adesso si sta movendo qualcosa”.

 

Solidarietà con bandiere gialle da parte dei radicali italiani e dell’associazione Enzo Tortora, “perché domani, come ogni venerdì probabilmente ci saranno ancora scontri e vogliamo che le persone massacrate sappiano che non sono lasciate da sole” come ha spiegato Francesco Poiré dell’associazione Enzo Tortora.

 

“La nostra società civile e la nostra politica si devono svegliare e chiedere la fine di questa repressione” secondo i radicali che già sperano in un cenno da parte dell’amministrazione comunale a settembre: “La comunità siriana è già da 5 mesi che sta lavorando con le istituzioni cittadine, sicuramente sarebbe il caso che il Comune di Milano prenda delle posizioni a favore della vita e contro lo sterminio di civili“.

 

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Di Redazione

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