Rom Milano, l’assessore alla sicurezza: Vogliamo promuovere l’integrazione delle famiglie rom

L’assessore alla Sicurezza, Polizia Locale e Coesione Sociale, Marco Granelli, si è pronunciato sulla “questione rom” a Milano.

 

I RISULTATI DEGLI SGOMBERI DAL 2006 ALL’11 MAGGIO 2011 – La precedente Amministrazione, infatti, aveva portato avanti una serrata operazione di sgomberi che aveva portato ai seguenti risultati:

 

  • Al 31 dicembre 2006 la Mappa del Rischio di Milano presentava 56 insediamenti complessivi nella nostra città;
  • aggiornata al maggio 2011, la mappa riporta 17 insediamenti critici di nomadi tra autorizzati e irregolari.
  • Più in dettaglio i campi autorizzati sono scesi da 12 a 8, mentre quelli abusivi da 45 a 9.
  • Gli sgomberi effettuati durante il periodo considerato dalla Mappa sono 535, mentre 2600 sono state le costruzioni abusive abbattute.
  • Si può notare quindi un diradamento che conferma quanto aveva dichiarato il prefetto Gian Valerio Lombardi lo scorso ottobre, cioè che da una situazione di circa 8.000 nomadi abusivi in città raggiunta nel 2007 (in concomitanza con l’entrata della Romania nella Ue) i rom sono scesi a 1500 presenze non più solo a Milano, ma tra Milano e provincia.

 

INSEDIAMENTI ABUSIVI E CAMPI STANZIALI – Dopo la delegazione accolta a Palazzo Marino, dove il sindaco Pisapia ha parlato personalmente con i rappresentati dei campi regolari e irregolari della città, ora l’assessore Granelli ha parlato della linea che il Comune manterrà in merito, parlando di “interventi preventivi per impedire che insediamenti abusivi di rom si trasformino in veri e propri campi, soprattutto nelle aree più pericolose come quella in via Marocchetti 142, nei pressi della tangenziale est, e in via Vittorini e via Fortezza Breda”.

 

L’OBIETTIVO DEL COMUNE: L’INTEGRAZIONE DELLE FAMIGLIE ROM

  • “Il nostro obiettivo è quello di superare la politica dei campi e promuovere l’integrazione delle famiglie rom nel rispetto delle regole e delle leggi.
  • Per farlo, insieme all’assessore alle Politiche Sociali Majorino, abbiamo iniziato un confronto permanente con tutti i soggetti che a Milano si occupano di queste tematiche. La questione è complessa, richiede tempo, capacità di ascolto e sensibilità. Non ci interessa la polemica politica, ma risolvere i problemi.

 

IL RITORNO DEI NOMADI SGOMBERATI DAL CAVALCAVIA BACULA – Nonostante vari esponenti della comunità rom fossero stati, durante la precedente Amministrazione, sgomberati dal Cavalcavia Bacula con il seguente ripristino dell’area e la pulizia dai rifiuti e dal degrado lasciato, ora i nomadi sono tornati ad occupare abusivamente la medesima area.

  • “Per quanto riguarda i rom che si sono insediati nei pressi del cavalcavia Bacula, in zona Bovisa – ha precisato Granelli – abbiamo fatto diversi sopralluoghi nei giorni scorsi e insieme alla Polfer stiamo studiando un intervento che impedisca definitivamente l’accesso alle persone in spazi ferroviari pericolosi. Solo così si può risolvere il problema, non mostrando i muscoli come in passato”.

 

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE: PER AVERE INTEGRAZIONE I ROM DEVONO TROVARSI CASA E LAVORO, CON GLI STESSI SACRIFICI SOSTENUTI DAI CITTADINI –  Sulla questione-rom si è pronunciato anche Davide Boni, Presidente del Consiglio regionale, sostenendo come l’unica strada per ottenere una vera integrazione non sia una “corsia preferenziale” quale l’assegnazione, proposta dal Comune, delle case popolari, quanto invece la buona volontà di trovarsi un impiego e una casa:

  • “La presenza dei campi nomadi sul territorio milanese si supera solo smantellando gli stessi accampamenti senza regalare gli alloggi Aler che devono essere messi a disposizione delle famiglie in difficoltà.
  • Per questo sarebbe inaccettabile se la Giunta Pisapia continuasse su questa strada, sostenendo una politica fatta di aiuti a pioggia ai nomadi senza chiedere in cambio neppure un briciolo di rispetto della legalità.
  • Le stesse cascine, che sono patrimonio della nostra cultura e della nostra identità, non possono diventare il rifugio di disperati, ma vanno recuperate e fatte rivivere in maniera dignitosa.
  • L’unica soluzione ragionevole è quella che vede i nomadi compiere un percorso di integrazione serio, senza godere di corsie preferenziali. Chi vuole restare sul nostro territorio deve trovare un lavoro e una casa, compiendo gli stessi sacrifici che in tutti questi anni hanno accomunato migliaia di famiglie milanesi e lombarde”.

 

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Di Redazione

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