Moschea Milano, incontro musulmani – Comune: un luogo di culto in ogni quartiere è l’obiettivo di Palazzo Marino, ma dal dialogo sono stati esclusi i musulmani moderati; soddisfatto Abdel Shaari, interlocutore del Comune e portavoce di viale Jenner, ex braccio destro di un Imam condannato per terrorismo e sostenitore dell’utilizzo della detenzione come punizione dell’adulterio

Si è svolto ieri mattina a Palazzo Marino l’incontro tra i rappresentanti della giunta e quelli delle comunità musulmane milanesi.

 

 

 

 

 

 

L’OBIETTIVO DEL COMUNE

  • La priorità emersa e sostenuta dal Comune Pisapia è stata quella di conferire il “riconoscimento dei tanti piccoli luoghi già esistenti, riferimenti territoriali importanti che meritano di avere dignità”.
  • Confessando di essere rimasta “un po’ stupita”, il vicesindaco Maria Grazia Guida ha detto che “stiamo parlando di una Milano che cambia, ed è stato anche ipotizzato che la moschea sia stata utilizzata in passato come spauracchio, è uno schematismo da cui bisogna uscire al più presto”.

 

L’ASSESSORE AL BENESSERE: DAL 14 SETTEMBRE INIZIERA’ LA MAPPATURA DELLA CITTA’ PER CREARE UNA MOSCHEA IN OGNI QUARTIERE

  • L’assessore al benessere Chiara Bisconti, inoltre, ha aggiunto che il 14 settembre si inizierà a tracciare una mappatura degli spazi, da cui il tavolo di confronto individuerà le priorità delle varie comunità e dei quartieri.
  • “Ci occuperemo della ricerca di un luogo di culto che sia integrato in ogni quartiere” ha aggiunto l’assessore Bisconti” che ha concluso: “le palestre servono a fare ginnastica”.

ESCLUSI DAL DIALOGO GLI ISLAMICI MODERATI – Il tavolo indetto dalla giunta comunale non ha visto posto per i rappresentanti degli islamici moderati, la Consulta per l’Islam istituita del Viminale.

  • Il gruppo islamico, guidato da Gamal Bouchaib, ha quindi chiesto “come può un esponente delle istituzioni, come il vicesindaco di Milano, che vorrebbe dialogare con tutti i musulmani, portare avanti trattative private con un gruppo piuttosto che con un altro?”.

 

LA SODDISFAZIONE DI ABDEL SHAARI, INTERLOCUTORE DEL COMUNE E BRACCIO DESTRO DI UN IMAM CONDANNATO PER TERRORISMO E SOSTENITORE DELLA DETENZIONE PER PUNIRE L’ADULTERIO – Grande la soddisfazione del portavoce di viale Jenner Abdel Shaari, che è stato braccio destro di un Imam condannato per terrorismo e sostenitore dell’utilizzo della detenzione come punizione dell’adulterio.

  • “Il dialogo va fatto con chi rispetta le leggi italiane – ha commentato il vice coordinatore lombardo del pdl ed europarlamentare Lara Comi – e non strizza l’occhio alla sharia; con chi crede nei valori dell’Occidente, nella libertà dell’individuo, nella parità tra uomo e donna, e dimostra di volere l’integrazione. Se gli interlocutori per la moschea sono sempre le stesse facce screditate, come il portavoce di viale Jenner, Abdel Shaari, ieri braccio destro di un imam, Abu Imad, condannato dopo tre gradi di giudizio per terrorismo internazionale, è difficile pensare che il vertice con gli islamici a Palazzo Marino possa essere foriero di non so quali rosee prospettive per Milano”.
  • “Non mi sembra – sottolinea Comi –  che finora gli attuali presunti portavoci delle comunità islamiche milanesi, a cominciare da quella di viale Jenner, abbiano dimostrato a sufficienza di aderire ai valori occidentali, di rispettare le donne secondo quanto prescrive la legge italiana.
  • “Sulla legge anti-burqa  che è in dirittura di arrivo, a differenza del Comitato per l’islam presso il Viminale che si è schierato per il provvedimento, non si è levata una parola da Milano – ha aggiunto Lara Comi. – Come sulla passata vicenda di Sakineh, silenzio. Salvo il fatto che il signor Shaari si fosse espresso, a titolo personale, in caso di adulterio, non per la lapidazione ma per la detenzione (!). A dimostrazione che confonde ancora il peccato con il reato”.
  • “La questione – conclude Comi – non è quella della libertà di culto, che a Milano è garantita. Ma è il pericolo che una moschea, con tanto di minareto, possa sedimentare e infiammare il fondamentalismo. E purtroppo in Europa abbiamo avuto diverse riprove, dalla moschea di Finsbury Park, a Londra, ad analoghe zone grigie in Austria. E il fatto che la giunta Pisapia voglia (è scritto nel programma) edificare una grande cittadella islamica, che rischia di calamitare gli integralisti, pone più interrogativi”.

 

VENDOLA L’AVEVA ANNUNCIATO: ORA ABBRACCIAMO I NOSTRI FRATELLI ROM E MUSULMANI – D’altra parte, tutto questo non deve giungere inaspettato per gli elettori di Pisapia che, nel suo programma, si era espresso chiaramente in tema di costruzione della Grande Mosche di Milano.

  • Il progetto era stato anche suggellato dall’ormai immortale frase di Nichi Vendola (SEL): “Ora abbracciamo i fratelli rom e musulmani”.

 

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di Redazione

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