Vice sindaco di Milano a festa del Ramadan alla moschea di via Padova, indossa il velo e dice che la sua visita è segno del cambiamento d’aria di Milano; commenti

Si è svolto alle 10 di stamattina l’incontro tra il vice sindaco di Milano Maria Grazia Guida e la comunità islamica milanese, rappresentata alla moschea di via Padova dal suo direttore, Mahmoud Asfa, e numerosi fedeli musulmani. In delegazione del comune di Milano anche l’assessore al Welfare Pierfrancesco Majorino. Tra i presenti non è mancato don Bottoni, legato al Cardinal Tettamanzi.

 

“L’ARIA NUOVA” DI MILANO – Sono state forti e chiare le posizioni espresse durante la visita:

  • Mahmoud Asfa ha spiegato che era da 30 anni che attendevano questo segnale di apertura nei loro confronti, precisando: “Da tempo chiediamo luoghi di culto degni e speriamo che con questa giunta il tempo sia finalmente maturo». «Sento che una nuova aria viene verso la nostra comunità».
  • La vice sindaco Maria Grazia Guida ha risposto confermando a pieno titolo il “cambiamento d’aria” verso le comunità musulmane milanesi, in qualità di rappresentante della nuova Amministrazione comunale di Milano.
  • Don Bottoni, legato al Cardinal Tettamanzi, ha recato i saluti del Cardinale sottolineando ai «fratelli e sorelle» che vivono un cammino religioso diverso, ma «figli dello stesso Dio», «forte ammirazione per la vostra fedeltà».


LE REAZIONI DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE – Non sono mancate le reazioni di maggioranza e opposizione:

  • Alessandro Morelli, ex assessore al Territori, al marketing e all’identità territoriale di Milano, si chiede: «Il futuro delle donne milanesi è col velo?»
  • Guido Podestà, presidente della Provincia, circa l’utilizzo della Fabbrica del Vapore per festeggiare il Ramadan ha dichiarato: «È certamente un diritto poter esercitare la libertà di culto nel nostro Paese e nella nostra città, ma a patto che questo non vada a discapito della libertà di tutti gli altri cittadini di poter usufruire di spazi pubblici pensati e dedicati ad altro scopo (la Fabbrica del Vapore è un luogo concepito come un nuovo laboratorio per far crescere e sviluppare le diverse esperienze giovanili, anche internazionali, nel campo della musica, della fotografia, dei new media, del cinema e della scrittura, ndr). Così come non sono più assolutamente tollerabili i disservizi e la mancanza di sicurezza che sui è venuta a creare in alcuni quartieri di Milano dove si sta svolgendo la festa per la fine del Ramadan. Penso a via Padova, dove purtroppo nelle ultime settimane, e in coincidenza con il raduno della comunità mussulmana e il ritiro dei militari dalle strade a rischio, si è verificato un incremento di furti e violenze. La libertà di culto di una minoranza non deve degenerare in mancanza di sicurezza e spazi pubblici per la maggioranza dei cittadini di Milano».
  • Lara Comi, europarlamentare del Pdl, ha detto: “La Giunta Pisapia ha tutto il diritto a perseguire la propria (a mio avviso) scellerata politica. Ovvero pensare a come spennare i milanesi con altri balzelli, omaggiare musulmani che ritengono l’adulterio punibile con la detenzione, mantenere i rom abusivi promettendogli le case (anche questo era nel libro dei sogni del Pd). Ma dovrebbe rispettare i patti stipulati con i cittadini. Nel programma elettorale si parla di una grande moschea (pagina 27). Ora il vicesindaco Guida rinnega quanto scritto e dice che una grande moschea, virtualmente già morta, metterebbe a repentaglio la pluralità dei luoghi di culto. Il centrosinistra dimostra che quello che è nero su bianco è  in realtà carta straccia. E che il principio di sentire sempre il  polso dei cittadini  è già andato a ramengo. Se si cambia idea già dopo 100 giorni si debbono sciacquare i panni… nel Naviglio. Ovvero  si consultino milanesi con un referendum indicando anche i quartieri dove verranno legittimati i luoghi di culto. Altrimenti Pisapia dovrebbe essere diffidato per inadempienza contrattuale”.
  • Carmela Rozza, capogruppo del Pd, annuncia che «Se c’è un riconoscimento istituzionale va dato a tutte le comunità religiose presenti a Milano».

 

LA REPLICA DEL VICESINDACO MARIA GRAZIA GUIDA –

  • “La svolta non è la mia presenza qui, ma la città che è caratterizzata dal dialogo” ha replicato alle polemiche il vice sindaco, nonostante lei stessa avesse dichiarato stamattina, poche ore prima, al presidente della moschea: «La mia presenza qui vuole rappresentare il cambiamento d’aria in città».
  • Poi il vice sindaco ha anche aggiunto: “Questi sono momenti di festa di una comunità che a Milano è una presenza rilevante e noi cerchiamo di portare avanti questo tipo di iniziative”.

 

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Di Redazione

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