Occupazione via Savona 18, i militanti antagonisti riusciti a penetrare nello stabile rivolgono un appello tramite internet ai minifestanti esterni

Via_Savona_18Il vespaio scaturito dallo sgombro “apparentemente” pacifico del Lab Zero non è ancora concluso. E dopo i violenti scontri avvenuti la scorsa notte con la Polizia, alcuni giovani sono riusciti a penetrare nello stabile al civico 18 di via Savona, luogo dal quale hanno fatto un appello tramite internet, rivolto a tutti quanto rimasti all’esterno.

 

 

Tra ieri e oggi, infatti, un gruppo pare di una 40ina di giovani appartenenti all’area degli Antagonisti è riuscito a penetrare nel palazzo vuoto.

 

Gli occupanti rimangono in contatto con l’esterno grazie agli aggiornamenti pubblicati su un sito di schieramento antagonista, tramite il quale hanno rivolto un appello a tutti i manifestanti a partecipare a un’assemblea convocata questa sera nello stesso stabile.

 

I manifestanti chiedono il supporto dei militanti rimasti all’esterno e in un post si legge: “Chiunque voglia contribuire in qualsiasi maniera o voglia far parte degli abitanti del posto è invitato. Servono cibo, sacchi a pelo e robe per pulire“.

 

Di Redazione
 
 
 

4 COMMENTI

  1. Andate via dal nostro quartiere.
    Nessuno vi vuole. Qui c’è gente onesta che lavora per permettersi un affitto o un mutuo.
    Non ci fermeremo finchè non vi avremo cacciati via e riportato tutto alla legalità.

    Non capisco come sia possibile nel 2010 a Milano che dei facinorosi occupino qualcosa che non appartiene a loro, rovinino un quartiere e pregiudichino gli inveatimenti di tanta gente onesta.

    Firmate la petizione, mandiamoli via:

    http://www.petizionionline.it/petizione/via-savona-18-i-cittadini-contro-loccupazione-abusiva/1508

    Un abitante di via savona disgustato

  2. Fortuna che siete arrivati nel nostro quartiere!
    Nessuno ha mai voluto questa manica di speculatori che, arrivati dai loro investimenti, hanno messo davanti a una scelta i vecchi abitanti: o aprire un mutuo sanguinoso per ristrutturare le vecchie case popolari in vista delle varie settimane della moda (fiumi di cocaina e di soldi che girano) oppure sloggiare fuori dal quartiere. Qui c’è gente onesta che lavora per permettersi un affitto o un mutuo, ma che è proprio stanca di farlo.
    Non ci spaventeranno certo questi ragazzi. Non siamo certo imprenditori noi, che lavoriamo o viviamo gli anni della pensione dovendo sborsare i quattrini frutto di tante fatiche a una manica di prepotenti.

    Non capisco come sia possibile nel 2010 a Milano che degli speculatori odiosi occupino qualcosa che non appartiene a loro, rovinino un quartiere e pregiudichino la vita di di tanta gente onesta.

    Non firmate la petizione! mandiamo via gli schifosi strozzini!

    Un abitante di via savona disgustato dalla speculazione

  3. E’ assurdo sostenere la giustezza dell’oKKupazione: gente che ha occupato una proprietà non loro e getta nel degrado una zona per la cui riqualificazione si è fatto tanto. E non solo attraverso la settimana della moda (che mi pare davvero riduttivo identificare con qualcuno che sniffi o meno cocaina, cosa che semmai avviene ogni giorno e in qualunque luogo), ma soprattutto trasformando l’intero quartiere in un polo di massima importanza per il design, l’arte e la vita culturale, creando tanti laboratori e spazi artistici dove i giovani possono trovare visibilità e occasioni di affermazione personale e professionale, esponendo le proprie opere e le proprie creazioni, frutto di fatica e studio condotti nei licei, nelle Università e nelle Accademie d’Arte non solo italiane ma anche di tutto il mondo. Certo, questi sono giovani che si impegnano a fondo per crearsi una carriera, un nome, un avvenire: sono i designer, gli scultori, gli stilisti e gli artisti ‘di domani’, che perseguire obbiettivi culturali che mettono Milano al centro di una vivace attività artistica e culturale, per vivere la quale studenti e ragazzi vengono da ogni contineti (vedi gli innumerevoli concorsi, stage e bandi di partecipazione per eventi che si svolgono ogni giorno nel quartiere). Questi, di giovani, non hanno nulla a che fare con quelli che, invece, si sentono ‘grandi’ nell’occupare appartamenti non loro, facendo precipitare la zona nel degrado, nella sporcizia e nelle risse con la polizia. Che tornino a scuola, al lavoro o, comunque, CHE TORNINO A CASA LORO. FIRMATE LA PETIZIONE!!!!!!!!! Andrea B.

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