Arresto commercialista milanese per evasione fiscale internazionale, come prestanome reclutava prostitute brasiliane

A.CM., commercialista milanese di 41 anni, è stato arrestato dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Como, Nicoletta Cremona.

 

LA NASCITA DELLE INDAGINI – Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Rose della Procura di Como, hanno preso avvio dagli sviluppi di un’attività già svolta dalle Fiamme Gialle lariane nel mese di aprile di quest’anno, e che aveva portato all’arresto per concussione di un maresciallo del Corpo in servizio a Milano.

 

IL COMMERCIALISTA MILANESE – E’ stato quindi ricostruito il ruolo del professionista, risultato essere la mente di un complesso sistema finalizzato all’evasione fiscale internazionale, specializzato in operazioni di ingegneria finanziaria e in operazioni offshore.

 

LA DINAMICA DELL’EVASIONE

  • Per assicurare l’evasione fiscale, il professionista trasferiva la sede di società italiane nel Delaware.
  • Tali società, in realtà, continuavano ad operare in Italia e ad essere amministrate di fatto, in molti casi, proprio dallo stesso commercialista, risultando, però, formalmente sottratte al fisco ed alla giustizia italiana, ai loro controlli, ed alle procedure previste dalla legge in caso di fallimento.

 

I PRESTANOME, SPESSO PROSTITUTE BRASILIANE

  • Come scoperto dai finanzieri della Polizia Tributaria, i trasferimenti di sede all’estero erano solitamente preceduti da cambi nella proprietà dell’impresa, che spesso finiva formalmente in mano a prestanome, per lo più prostitute brasiliane, reclutate direttamente dal professionista, il quale, dietro compenso, le convinceva a firmare ‘in bianco’ tutti i documenti necessari all’illecito fine.

 

GLI ARRESTI – Oltre al commercialista sono stati denunciati a piede libero, per concorso nei reati tributari:

  • il maresciallo già arrestato in precedenza;
  • altri due professionisti collaboratori di studio di A.CM.;
  • denunciato per favoreggiamento anche il direttore di una banca di Erba, presso la quale venivano aperti i conti correnti delle società coinvolte, ove i componenti del sodalizio, pur non avendone alcun titolo, operavano indisturbati.

 

LE ACCUSE – I reati a vario titolo contestati sono:

  • riciclaggio,
  • omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali;
  • emissione di fatture per operazioni inesistenti;
  • occultamento delle scritture contabili.

 

I BENI SEQUESTRATI AL COMMERCIALISTA – Sulla base delle risultanze investigative, su richiesta del pm, il giudice per le indagini preliminari ha disposto anche il sequestro preventivo dei beni intestati al commercialista fino all’ammontare di 250.000 euro (fonte: Adn kronos)

 

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di Redazione

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