Militari a Milano, eliminati a luglio ora potrebbero tornare, dettagli

Torna di massima attualità la questione dei pattugliamenti dei militari eliminati dal Sindaco Pisapia lo scorso luglio, alla vigilia dell’agosto: dopo che  i crimini si sono abbattuti su Milano, e in particolare sugli anziani, con una crudeltà mai vista prima, forse i pattugliamenti misti verranno ripristinati.

 

 

L’INIZIO DI TUTTO, LA RICHIESTA DELL’ELIMILAZIONE DEL NUCLEO “STRADE SICURE” AD OPERA DEL CONSIGLIERE COMUNALE MIRKO MAZZALI – La richiesta, poi accolta dall’allora neo-sindaco Giuliano Pisapia, era stata sollevata dal consigliere comunale di SEL (partito di Pisapia) Mirko Mazzali, autodefinitosi nel suo stesso sito “avvocato dei centri sociali milanesi dal 1990”.

  • «Milano non è Beirut e non ha bisogno di militari nelle strade”, aveva affermato Mazzali, chiedendo al sindaco di avviare un’interlocuzione con il ministero della Difesa per un progressivo disimpegno dei militari.

 

L’OPERAZIONE “STRADE SICURE”: I SUOI RISULTATI E IL SUO SMANTELLAMENTO –

  • L’operazione Strade Sicure è un progetto nato nell’agosto del 2008, creato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa e dal ministro della Giustizia Roberto Maroni.
  • In base a tale progetto, sono stati istituiti nei quartieri ‘a rischio’ di Milano pattugliamenti dinamici misti, di militari e forze dell’ordine.
  • E’ stata la Questura di Milano a certificare ufficialmente che “nelle vie pattugliate dall’esercito e presidiate per obiettivi sensibili, i reati si sono ridotti del 40% e, il servizio ‘Strade sicure’, ha contribuito alla diminuzione, su tutta Milano, del 48% dei reati nel biennio 2008-2010.
  • Alla linea voluta da Mazzali, il sottosegretario alla Difesa Guido Corsetto ha risposto: «Se da Milano ci dicono che non hanno più bisogno dei nostri militari, saremo ben contenti, coordinandoci con il ministero degli Interni e con altri sindaci, di trasferirli in altre zone dove la loro presenza è considerata importante».
  • A seguito di una serie di polemiche, Pisapia ha comunque mantenuto fede alla richiesta di Mazzali, al quale nel frattempo ha assegnato il ruolo di Presidente della Commissione Sicurezza di Milano.
  • In questo modo, proprio alla vigilia dell’agosto 350 militari sono stati eliminati da 34 strade a rischio della città, tra le quali viale Monza e via Padova.
  • Per le spietate aggressioni ai cittadini, gli scippi e i furti in appartamento riscontrati proprio a partire da agosto, CLICCA QUI

 

GUAI ANCHE PER LA POLIZIA LOCALE: IL COMUNE SOTTRAE 6,5 MILIONI DI EURO DAI SUOI FINANZIAMENTI –  Ad aggravare la situazione dei cittadini milanesi, sempre meno al sicuro nelle strade della loro città, ci si mette ora anche la manovra da 54 milioni di euro voluta dalla Giunta Pisapia. Nel dettaglio:

  • 6,5 milioni di euro tagliati alla Polizia locale;
  • 2,8 milioni in meno per l’illuminazione pubblica;
  • 5,9 milioni eliminati dai finanziamenti ai servizi per l’assistenza agli anziani;
  • 3 milioni tagliati ai servizi di prevenzione e riabilitazione;
  • 1,8 milioni cancellati per le case popolari;
  • 4,6 milioni tagliati alle scuole secondarie superiori;
  • 4,9 milioni cancellati per attività culturali e teatrali;
  • 1,5 milioni in meno per le piscine comunali;
  • 5,6 milioni cancellati ai servizi per la viabilità e circolazione stradale;
  • 3 milioni tagliati agli asili nido e ai servizi per l’infanzia.

 

ORA I MILITARI POTREBBERO TORNARE – Dopo i disastrosi accadimenti degli ultimi mesi, giorni e settimane, ora i militari potrebbero tornare a pattugliare la città. Sulla questione, infatti, è stato fissato un incontro tra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi.

  • E’ stato proprio il Prefetto, infatti, a chiedere il ripristino dei militari; in merito, La Russa ha già dichiarato: «Non c’è problema, possono tornare. Ma a una condizione: che sentano l’accoglienza della città. Quella dei cittadini c’è, ma se manca quella del sindaco e della giunta, i militari non possono operare al meglio delle loro potenzialità».
  • Il ministro ha anche aggiunto che «le richieste di militari, da parte di altre città, anche di sinistra, sono tante. Da cittadino milanese vorrei che venissero qui, ma se c’è una preclusione ideologica non posso farci niente»;
  • Dura, in proposito, la reazione di Mirko Mazzali, che ha chiaramente sostenuto: «La nostra posizione è sempre quella: siamo contrari al ripristino delle pattuglie miste. La sicurezza dei cittadini è fondamentale. Sviluppiamo però la prevenzione potenziando i vigili del quartiere».

 

LA QUESTIONE COLLATORALE: LA POLEMICA TRA PISAPIA E IL COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI, SERIGIO PASCALI – Ultimo, solo cronologicamente, nel contesto “Sicurezza a Milano”, il botta e risposta tra il sindaco Pisapia e il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Sergio Pascali, tecnico qualificato con varie azioni anti-mafia nel suo curriculum, che ha fondato il suo operato su cifre e fonti certe per ogni dato annunciato e portato alla cittadinanza.

  • Era stato proprio il Comandante Pascali ad auspicare che il Comitato richiedesse il ritorno dei militari a partire dal primo ottobre, «indipendentemente dalla politica locale, a Milano o in provincia», ritenendoli utili sul piano della prevenzione.
  • Tale richiesta giungeva proprio nel momento in cui Pisapia aveva dichiarato che “A Milano un negoziante su 5 paga il pizzo”.
  • Da qui il parere del Comandante dei Carabiniere, che giudicava i dati dichiarati dal sindaco inattendibili e, del resto, senza fonte certa: il Primo Cittadino non ha infatti riferito da dove abbia tratto un tale, grave e allarmistico dato di “allarme racket”.
  • «Non sappiamo da dove il sindaco abbia preso i suoi dati o da chi li abbia avuti, ma non sono attendibili – avrebbe sostenuto il colonnello Pascali. – Sono stati già nettamente smentiti dalla Dia di Milano e dalla Direzione nazionale antimafia». Di uguale opinione anche il prefetto Gian Valerio Lombardi, che ha confermato: «I numeri non sono quelli».
  • Dopo la polemica, tuttavia, tra Pascali e il sindaco  è intercorsa una telefonata chiarificatrice “dai toni cordiali”, a seguito della quale il Comandante dei Carabinieri e Pisapia si sarebbero lasciati in rapporti costruttivi e sereni per la città.
  • Ora, non rimane che aspettare: mentre scippi ed aggressioni continuano, ai cittadini non rimane che sperare che qualcuno faccia qualcosa per riportare la Sicurezza nelle strade di Milano.

 

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Di Redazione

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