Cronaca

Sgombero rom via Airaghi, famiglie tra topi a ridosso dell’autostrada

Dopo il vertice in Prefettura tra il ministro degli Interni, Roberto Maroni, e il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, la linea da seguire per la questione rom è stata chiarita: gli sgomberi devono procedere. E così è stato: ieri mattina sono stati allontanati 133 rom, 48 dei quali bambini, accampati in via Airaghi.

 

 

L’ACCAMPAMENTO

  • I nomadi avevano costruito un accampamento di 52 baracche, ora abbattute.
  • A partire dallo scorso luglio, vi si erano insediate 41 famiglie, pari a 133 persone, 48 delle quali bambini.
  • La società Serravalle proprietaria dell’area, sta procedendo ora alla pulizia e messa in sicurezza dell’area.

 

L’OPERAZIONE DELLA POLIZIA LOCALE

  • L’anticipazione dello sgombero era già stata recata ai nomadi.
  • Ieri, è stato Mastrangelo, assieme agli operatori sociali, a relazionarsi con la comunità, ribadendo che il luogo era da abbandonarsi a causa della sua alta pericolosità.

 

LE CONDIZIONI IGIENICHE E DI SICUREZZA, TRA TOPI LE AUTO DELLA TANGENZIALE

  • Non solo, infatti, le baracche erano state costruite proprio a ridosso della tangenziale, ma le condizioni sanitarie erano in violazione di ogni principio igienico, con tanto di presenza di numerosissimi topi.
  • «Le famiglie sono state convinte ad allontanarsi – ha detto l’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli. – Il campo si trovava a ridosso della tangenziale. In quel punto la recinzione è danneggiata e i bambini, 48, avrebbero potuto ritrovarsi con facilità sulla strada, i fumi provocati dai fuochi davano problemi agli automobilisti e la situazione igienico-sanitaria era al limite per via dei topi».

 

L’OFFERTA DEGLI ALLOGGI E IL LORO RIFIUTO

  • «Abbiamo offerto agli uomini di alloggiare provvisoriamente nei centri di accoglienza e alle donne con i bambini di sistemarsi nelle comunità alloggio – ha aggiunto Granelli – con la prospettiva di avviare un percorso personalizzato finalizzato all’inserimento sociale secondo il sistema ordinario dei nostri servizi previsto per le persone in difficoltà.
  • “Al momento però le famiglie hanno preferito abbandonare il campo senza accettare la nostra proposta. Solo un uomo con problemi di salute, insieme alla moglie, ha accettato di alloggiare in una nostra struttura».

 

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Di Redazione

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