Corteo studenti Cairoli Milano 14 ottobre 2011, deviazione auto e mezzi pubblici

Si sta radunando in questi momenti il nuovo corteo studentesco “del venerdì”, per unire centri sociali e studenti che hanno preso al volo l’esempio degli “insignados spagnoli” e, fanno sapere che “Daremo il via a una due giorni di movimento globale e indignato, chiedendo come in tutto il mondo soldi per la scuola, i diritti, il welfare e non per i soliti noti banchieri, affaristi e governanti con cui sono in combutta”.

 

Già noto il copione, quindi: strade bloccate; secchiate di vernice contro le banche; scritte tracciate con bombolette su vetrine di banche, portoni, muri; lancio di uova e bottiglie; magari qualche tafferuglio con la Polizia.

 

Intanto, di seguito il percorso con le relative strade chiuse al traffico:

  • largo Cairoli, via Cusani, via Broletto, piazza Cordusio, via Orefici, via Mazzini, piazza Missori, corso Italia, via Molino delle Armi, via De Amicis, via Carducci, piazzale Cadorna, via Minghetti, piazza Castello, viale Gadio, viale Alemagna.

 

Deviazioni e rallentamenti riguardano anche ben 15 linee di mezzi pubblici:

tram: 1, 2, 3, 4, 12, 14, 15, 16, 24, 27

bus: 50, 57, 58, 61 e 94.

 

AGGIORNAMENTO del 14 ottobre 2011 ore 10,33:

  • Come prevedibile, la manifestazione ha visto quasi subito una ventina di militanti staccarsi dal corteo principale per recarsi alla sede della Goldman Sachs di piazzetta Bossi. I manifestanti hanno cercato di infiliarsi negli uffici della banca dove, il personale, è riuscito a respingere il blitz barricandosi dietro la vetrata della struttura. Immancabile, a questo punto, l’ormai classico lancio di vernice, uova e, novità  della stagione autunno/inverno 2011 già adottata durante l’ultima manifestazione di settimana scorsa, sacchi di spazzatura.
  • Il corteo sta sfilando ora all’altezza di piazza Cordusio e sta imboccando via Mazzini, dove sono sotto tiro di spray e vernice le banche Bpm e Monte dei Paschi.


AGGIORNAMENTO del 14 ottobre 2011 ore 11,30: Sotto il fragore degli elicotteri e delle Forze dell’Ordine in campo, i manifestanti stanno continuando la loro marcia per il centro storico di Milano.

  • Il corteo, ora giunto in Cadorna, ha quindi superato corso Italia e via Molino delle Armi dove, tra l’altro, proprio prima dell’estate erano state ripulite le facciate dei vari palazzi, completamente sconciati da scritte e simboli anarchici stratificatisi  durante le molteplici manifestazioni studentesche dei mesi precedenti.
  • “Giustiziati” con nuove scritte e nuovi simboli anarchici altri palazzi dove risiedono semplici e privati cittadini, nonché come sempre, tutte le filiali bancarie incontrate e le sedi delle “solite scuole private”: il liceo Lanzone in via De Amicis e la sede distaccata dell’Università Cattolica in via Carducci.


AGGIORNAMENTO del 14 ottobre 2011 ore 14,00: Il corteo è terminato in viale Alemagna. Di seguito le foto della città che i manifestanti si sono lasciati alle spalle dopo aver concluso il proprio itinerario.

  • Tra le scritte di stamattina e le “tag” delle ultime manifestazioni, purtroppo sono spuntate, oltre alle “solite” parolacce e ai simboli anarchici, anche betemmie irripetibili. Furibondi i residenti, allibili i passanti.
  • Tra le banche più colpite Unicred, Monte dei Paschi di Siena e Intesa Sanpaolo, con intere vetrine costellate da secchiate di vernice e lanci di uova.
  • A farne le spese anche i cartelloni pubblicitari, le pensiline alle fermate degli autobus, i comuni negozi e le case dei privati “rei” del semplice fatto di essersi trovati sul percorso della manifestazione e, per questo, “giustiziati” in ogni dove su portoni e facciate.
  • La domanda che hanno sollevato i residenti, in particolare il custode del palazzo in Molino delle Armi 41, sconciato da una bestemmia lunga due metri tracciata in lettere dorate cubitali, è la seguente: manifestare è giusto, ma perché anche devastare la città in questo modo barbaro e insensato? I danni provocati, infatti, ogni volta ammontano a decine di migliaia di euro. E chi li paga sono sempre e solo i cittadini.


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Di Redazione

 

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