Incontro Comune Milano Leoncavallo, struttura legalizzata entro Natale

Mentre in piazza Cordusio si sta svolgendo una manifestazione indetta niente meno che dalle Forze di Polizia, esacerbate dai tagli del Governo e scese in piazza poiché “Dopo i fatti di sabato la gente dovrebbe ancora di più vedere il rischio: siamo sotto organico, e’ una questione di tutela della sicurezza e della incolumità pubblica”, nelle stesse ore si sta svolgendo a Palazzo Marino un altro insolito evento: l’incontro tra i rappresentanti del Leoncavallo e il Comune di Milano.

 

Che al noto centro sociale meneghino fosse stata promessa la legalizzazione era già cosa nota, infatti le parti si erano già precedentemente incontrate, con tanto di esultanza ad esempio di Daniele Farina, coordinatore provinciale del partito del sindaco Pisapia, ex portavoce del Leoncavallo e Presidente della Fondazione ‘La città che vogliamo’: “Pisapia mantiene le promesse” aveva dichiarato Farina, “si chiude un ciclo e se ne apre un altro. La nostra speranza è di fare questo regalo di Natale alla città».

 

Intanto, mentre Milano riceverà il “regalo di Natale”, proseguono proprio all’interno delle aree anarchiche milanesi le indagini per risalire ai responsabili meneghini giunti a Roma, lo scorso sabato, per scatenare il delirio civile. Ma tant’è.

 

L’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli, sostiene che sui centri sociali milanesi sia necessario “lavorare per capire dove ci sono risorse positive per la città e portarle alla normalizzazione”.

 

Da qui, inoltre, sempre Granelli non esclude che dopo la regolarizzazione del Leoncavallo siano anche altri i centri sociali che verranno legalizzati. Tra l’altro, proprio lo scorso 29 settembre la Questura aveva programmato lo sgombero del T28, noto anche come Ambulatorio Popolare, occupante abusivo da 17 anni dello stabile in via dei Transiti 28. I rappresentanti del centro, sulla scia di quanto promesso al Leoncavallo, avevano quindi scritto appellandosi direttamente al Sindaco Pisapia e, la mattina dello sgombero, si è trasformata invece in una “colazione solidale” seguita poi da una trionfante “cena popolare”.

 

Un nuovo, fortissimo segnale si sta quindi concretizzando attorno al tavolo di Palazzo Marino in questi stessi munito. Tra le parti si annoverano: Gianni Confalonieri, direttore delle Relazioni Istituzionali con la Città di Palazzo Marino, Daniele Farina, le “mamme del Leoncavallo”, alcuni rappresentanti del centro e la famiglia Cabassi, proprietaria dell’immobile occupato.

 

Il ruolo di mediatore è stato affidato a don Gino Rigodi, cappellano del carcere Beccaria.

 

Non ci resta che attendere Natale.

 

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Di Redazione

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