Condanna donna stalker Garbagnate: centinaia di sms, telefonate, minacce di morte, una falsa segnalazione di pedofilia e altro

“Ha messo in pratica le sue ‘elevate abilità in campo informatico’, forzando password e usando programmi intrusivi, per perseguitare un uomo di 29 anni di Garbagnate Milanese con cui aveva avuto una relazione, con una ‘pervicacia’ e un’escalation di aggressioni da ‘manuali di criminologia”.

 

 

Così ha scritto il giudice per l’udienza preliminare Chiara Valori, nelle motivazioni della sentenza di condanna a 3 anni e mezzo di reclusione per una 29enne di origine emiliana arrestata per stalking, accesso abusivo a sistema informatico e altri reati.

 

In base a quanto ricostruito nella sentenza, la donna, a partire dall’aprile 2009, ha perseguitato per due anni sia l’ex, conosciuto nel 2001, nonché la sorella e la nuova fidanzata.

 

Quello oggetto del procedimento con rito abbreviato è uno dei rari casi di condanna di una donna per atti persecutori ai danni di un uomo e, il gup, ha inflitto una dura condanna, considerando lo sconto di pena previsto dal rito.

 

Nelle motivazioni, infatti, il giudice ha parlato di “stillicidio persecutorio”. Tra i vari metodi persecutori utilizzati:

  • l’invio di sms ed email con sistemi web che garantiscono l’anonimato,
  • falsi profili Facebook,
  • falsi annunci dal contenuto erotico,
  • l’invio di una lettera con minacce di morte scritta coi ritagli di giornale,
  • centinaia di telefonate,
  • abbonamenti a riviste mai richieste e indirizzate separatamente ad entrambi,
  • una e-mail spedita alle forze dell’ordine in cui l’uomo “veniva descritto come un pedofilo”.
  • “Potrei tagliuzzarle la carotide ma morirebbe troppo in fretta”, ha scritto per esempio al suo ex in un’email minacciosa, facendo riferimento alla nuova compagna. E a quest’ultima: “È solo violenza psicologica, non la sapete reggere?”.

 

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di Redazione

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