Biglietto Corsico – Milano S9, costa 1,65 euro, non 2,30: al via i rimborsi

Corsico (MI) – Il biglietto nella tratta Corsico-Milano costa 1.65 euro e non 2.30 euro. Un dato che avrebbe dovuto essere evidente poiché gli uffici regionali hanno ufficializzato le tariffe da applicare nella prima fascia extraurbana. Eppure, a causa di un difetto di informazione, il costo della tratta si è trasformato in una vera e propria odissea per decine di persone, che hanno pagato da pochi centesimi a decine di euro in più.

 

Tra le “vittime” di questo absurdus tutto italiano c’è anche l’assessore alla Mobilità e Trasporti del Comune di Corsico, Rosella Blumetti: “Sono senza dubbio una pendolare privilegiata – dice l’assessore – ma solo perché, partecipando a diversi tavoli istituzionali anche regionali, posso avere direttamente alcune informazioni che poi metto a disposizione di tutti i corsichesi. Purtroppo, come tanti altri, sono però vittima di una mancanza d’informazione adeguata sia ai rivenditori di biglietti della zona sia addirittura al capotreno, da parte della società che gestisce il servizio. Infatti, invece di farmi pagare il biglietto 1,65 euro, mi sono vista addebitare 2,30 euro. E a nulla sono valse le mie rimostranze, perché una sgualcita comunicazione mandata da chissà chi valeva evidentemente più di un documento ufficiale della Regione”.

 

L’assessore Blumetti non si è però arresa. Ha chiamato e scritto e-mail, ottenendo la conferma di quanto era stato concordato in precedenza: il biglietto per chi prende la S9 da Corsico a Milano costa 1,65 euro e non 2,30 euro.

 

Da qui le richieste di rimborso, che potranno fare tutti i pendolari corsichesi che fino ad ora hanno pagato ben 65 centesimi in più del dovuto (oltre 1200 delle vecchie lire).

 

“Avevo chiesto copia delle tariffe che gentilmente gli uffici regionali mi hanno inviato – prosegue l’assessora Blumetti – e le ho così fatte pubblicare sul sito istituzionale del Comune, ma credo sia fondamentale che la società incaricata di gestire il servizio le esponga chiaramente in stazione e ne dia comunicazione al personale in carrozza e ai rivenditori”.

 

L’avventura dell’assessora Blumetti non è isolata. La mamma di una studentessa che quotidianamente deve recarsi all’università Biccocca ha dapprima provato con un settimanale, spendendo 5 euro più del dovuto, poi con il mensile: prima 46 euro, poi addirittura 60, ridotti a 50. E non è servita la documentazione fornita, perché il personale di Trenord a Porta Genova è stato irremovibile. Non contenta, è andata alla stazione di Porta Garibaldi dove si trova lo sportello assistenza della società che gestisce il servizio. “Qui, in un primo momento – racconta – mi hanno chiesto 43,5 euro, poi guardando bene si sono accorti che avrei dovuto invece pagare 31 euro”.

 

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di Redazione

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