Scarcerazione immigrati Milano via Corelli, assolti da danneggiamento, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale aggravata

La vicenda giudiziaria di Mogamed M. e Nahed F., algerino e tunisino entrambi di circa 30 anni, risale allo scorso agosto.

IL VIAGGIO FINO A LAMPEDUSA – I due, infatti, erano giunti a Lampedusa affrontando un viaggio a bordo di un barcone; una volta sul suolo italiano erano stati poi portati al Cie (centro di identificazione e di espulzione) della milanese via Corelli.

LA RIVOLTA AL CIE PER TENTARE LA FUGA – Qui, il 5 settembre avevano tentato la fuga durante una delle purtroppo numerose rivolte scoppiate tra le pareti del centro, ad opera dei suoi ospiti.

L’ARRESTO E LE ACCUSE  DI REATO – A seguito del parapiglia, Mogamed M. e Nahed F. erano stati portati a San Vittore. Le accuse formulate nei loro confronti contemplavano i reati di danneggiamento, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, aggravata dal numero ingente di persone che hanno partecipato alla rivolta.

L’ASSOLUZIONE – Ora, dopo un iter giudiziario di circa due mesi, i due sono stati scarcerati. Assolti  dall’imputazione di danneggiamento (poiché la difesa ha provato che erano finiti in manette prima che altri rivoltosi rompessero alcuni arredi del centro) sono stati condannati a 8 mesi di reclusione per gli altri due reati contestati.
In realtà, però, il collegio della quarta sezione penale ha concesso loro la sospensione condizionale della pena, poiché incensurati e ritenuti non socialmente pericolosi.
Per i due imputati, dunque, si è compiuto il primo giorno di libertà nel nostro Paese, sebbene sia presumibile che verranno a breve riportati al Cie, in quanto comunque colpiti dal precedente decreto di espulsione.

SODDISFATTI GLI AVVOCATI: SIAMO DAVANTI A UN PERIODO NUOVO – Soddisfatti gli avvocati dei due immigrati, rimasti positivamente colpiti dalla decisione del collegio di concedere la condizionale ai loro assistiti.
I legali hanno in merito commentato: “Non ci è mai capitato prima in un processo a carico di immigrati, anche se incensurati e condannati a pene minime per reati che in genere agli italiani costano una denuncia a piede libero – hanno detto -. Secondo noi è una decisione in contro tendenza che può essere preludio a una nuova concezione dei diritti degli stranieri”.

di Redazione

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