Scuole elementare Mantegna Milano, maestre senza stipendio da giugno

Il problema riguarda la Scuola Elementare Statale Mantegna di Milano, ed è brevemente detto: 11 insegnati della struttura hanno ricevuto l’ultimo stipendio a giugno.

 

La segnalazione è stata fatta dalla rappresentante della classe IV C, Silvia Biscotti, che ha contattato CronacaMilano sperando di accendere un cono di luce su una situazione sempre più insostenibile, che mette a rischio il normale svolgimento della vita scolastica di docenti e bambini.

 

“Vi scrivo in rappresentanza dei genitori della Scuola Elementare Statale Mantegna di Milano, per portare alla Vostra attenzione una preoccupante situazione di cui siamo venuti a conoscenza.

 

Ben undici insegnanti precarie hanno ricevuto come ultimo stipendio quello di giugno.

 

Le successive mensilità, a partire dall’inizio dell’anno scolastico 2011/2012 non sono state corrisposte. Non ricevono lo stipendio da settembre!”


Così inizia la denuncia della situazione, piena di amarezza, paura e indignazione.

 

Per la tipologia di contratto” spiega poi Biscotti “le maestre devono essere pagate dalla scuola e non dal Tesoro”

 

Tuttavia “la scuola ha risposto che non ci sono i soldi e che sono in attesa dei trasferimenti di fondi (ormai ridotti al lumicino) da Roma”, prosegue Biscotti. “Stanno inoltre provvedendo ad inviare la segnalazione ai sindacati ma, come si sa, i tempi sono lunghi”

 

“Nel frattempo però la vita di questi insegnanti continua”, denuncia la rappresentante della IVC, e sottolinea che “naturalmente non possono presentarsi alla cassa del supermercato senza pagare la spesa e, ovviamente, il proprietario di casa pretende (giustamente) l’affitto a fine mese”.

 

“Concorderete sul fatto che è una situazione assurda!”, si sfoga Biscotti, “Ci chiediamo se una cosa del genere sia tollerabile, soprattutto in una scuola statale, perché non stiamo parlando di un’azienda privata e la risposta è una sola: è inutile arrovellarci intorno a questa domanda; senza se e senza ma è inaccettabile!”

 

“Già con il lavoro precario si vive male, se poi non arriva neanche la paga, vorrei che qualcuno ci spiegasse come si fa a vivere”, prosegue Biscotti. “Inoltre, chi potrebbe prendere il loro posto a queste condizioni? Senza retribuzione sicura? Quasi sicuramente inizierebbe una sequela di insegnanti sostitutivi perché nessuno, giustamente, lavora senza stipendio! La situazione è grave ed urgente”.

 

“Riteniamo che per la dignità degli insegnanti, per il bene dei nostri figli, della nostra società e soprattutto dell’immagine della Scuola, sia di estrema importanza risolvere tempestivamente questa vergognosa situazione”, conclude Biscotti. “E l’unico modo per risolverla è che questi insegnanti vengano pagati al più presto per i mesi arretrati e con regolarità per il futuro”.

 

Silvia Biscotti conclude spiegando: “Sfortunatamente viviamo in un Paese dove se non scioperi (e gli insegnanti in questione non hanno nemmeno preso in considerazione questa idea) o se non coinvolgi stampa e tv, non accade nulla. Io ho già scritto anche al Ministero dell’Istruzione e al Provveditorato e intendo comunque continuare: continuerò ad inviare le nostre lettere/petizioni ad oltranza, nella speranza che qualcuno ci possa finalmente aiutare”.

 

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Di Redazione

1 COMMENTO

  1. Ancora ricordo i miei insegnanti delle superiori medie ed elementari. Tutti di sinistra, quindi va bene così no compagni? Tanto i soldi sono parte del capitalismo, quindi a voi non interessano, oggi non c’è manco più Berlusconi quindi non lementatevi compagni.

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