Esenzioni area C Milano Croce Rossa, il Comune confonde le idee ma i volontari CRI dovranno pagare

“In riferimento a quanto erroneamente riportato da alcuni organi di stampa e da qualche social network in merito a un accordo raggiunto tra il Comune di Milano e il Comitato Regionale Cri della Lombardia per la concessione dei 10 ingressi all'”Area C” per i volontari della Croce Rossa, ribadisco che è priva di fondamento qualsiasi sottoscrizione di un accordo da parte del Comitato Regionale della Lombardia, unico organo della Croce Rossa legittimato a decidere in merito a questo problema. La risposta negativa è stata data, dopo tre mesi di attesa, dall’assessore Maran, davanti a centinaia di cittadini, nel corso della riunione pubblica tenutasi lunedì 9 gennaio 2012 in Zona 1. Preso atto della volontà del Comune di Milano, mi auguro di non dover tornare nuovamente sull’argomento per rettificare dichiarazioni erronee”.

 

E’ lapidario Maurizio Gussoni, commissario regionale della Croce Rossa Italiana della Lombardia, in merito alla polemica scoppiata circa le 10 esenzioni settimanali (per un totale di 50 euro la settimana) richieste a favore dei volontari dell’ente impegnati a seguire i numerosi corsi di apprendimento sulle tecniche di pronto soccorso, destinate soprattutto agli interventi a favore dei neonati, presso la sede milanese di via Caradosso, all’interno della Cerchia dei Bastioni.

 

Dopo l’iniziale presentazione del problema, svoltasi durante una riunione a Palazzo Marino i primi giorni dello scorso ottobre, e la pubblicazione sui giornali delle categorie esentate del pagamento di Area C, la risposta ufficiale della posizione di Palazzo Marino è giunta solo lo scorso 9 gennaio, quando durante il tempestoso incontro tra l’assessore alla Viabilità, Pier Francesco Maran, e cittadini di Zona 1, all’ennesima domanda del commissario della CRI lombarda, l’assessore ha finalmente dato una risposta chiara: “Non daremo i 10 ingressi gratuiti ai volontari della CRI”.

 

Nonostante ciò, la notizia è stata rilanciata e distorta già mercoledì 11 gennaio 2012, quando in un comunicato il sindaco Giuliano Pisapia ha “confuso” l’esenzione dei mezzi di servizio della Croce Rossa (cioè di veicoli con targa militare e pertanto automaticamente esentati dai provvedimenti comunali), con la questione delle 10 esenzioni settimanali a favore dei volontari impegnati a seguire i corsi alla sede milanese dell’ente. Il sindaco ha infatti enunciato:

 

Le dichiarazioni del Commissario regionale della Croce Rossa, Maurizio Gussoni, già consigliere di zona per il Pdl, relative alle esenzioni per Area C concesse dal Comune di Milano, ancora una volta rischiano di generare gravi equivoci. Il Comune non ha mai penalizzato i servizi di soccorso e assistenza ai cittadini anche all’interno della Cerchia dei Bastioni. Tutti i mezzi di soccorso e di pubblica utilità sono ovviamente esentati dal pagamento del ticket d’ingresso ad Area C e derogati se appartengono a motorizzazioni cui è vietato l’accesso. Gussoni chiede che siano esentati dal pagamento i partecipanti a un corso che la Croce Rossa intende tenere in una sede all’interno della Cerchia negli orari in cui è in funzione Area C (7.30-19.30 dei giorni feriali). Dunque, nessuna penalizzazione per i servizi di emergenza e soccorso ai cittadini”.

 

Poche ore dopo la divulgazione di tale dichiarazione, anche all’incontro con i cittadini di Zona 5, sempre per parlare di Area C, l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli ha chiaramente sostenuto che i volontari della Croce Rossa avesse ottenuto l’esenzione.

 

In tutto ciò, pressoché immediata la replica di Gussoni, che ha spiegato: “In riferimento alla nota del Comune di Milano, mi corre l’obbligo di precisare alcuni punti espressi nel comunicato:

 

1)      Il Comune parla di ipotetica penalizzazione, da me ventilata, verso i veicoli adibiti a servizi di emergenza o di pubblica utilità. Una simile affermazione, evidentemente frutto di sfrenata fantasia, non ha nulla a che vedere con quanto da me affermato. Infatti, tutti i veicoli della Croce Rossa, come sanno anche gli automobilisti, sono targati CRI, quindi esentati di diritto dal ticket d’ingresso.

 

2)      Al contrario, il comitato regionale della Croce Rossa della Lombardia ha chiesto solo 10 ingressi gratuiti alla settimana per consentire, con le loro vetture private, ad alcuni volontari che provengono dall’intera regione, di accedere al comitato stesso. E non, come è scritto nel fantasioso comunicato, per “uno” specifico corso, bensì per numerosi corsi di disostruzione pediatrica già programmati con il responsabile interregionale. e per una innumerevole serie di pratiche amministrative alle quali alcuni volontari sono tenuti. Per esempio, i volontari appartenenti al corpo militare. D’altra parte questa richiesta, ed esattamente in questi termini, era stata da me avanzata nel corso dell’inutile riunione di ottobre alla presenza degli assessori Maran e D’Alfonso. La medesima richiesta, sempre espressa negli stessi termini, è stata dal sottoscritto avanzata lunedì sera nel corso della pubblica riunione. Spero, questa volta, che mettendo per iscritto la richiesta in questione e sempre nei medesimi termini sia, una volta per tutte, compresa.

 

3)      Devo poi ringraziare l’estensore del maldestro comunicato il quale ha deciso di ricordare che sono stato consigliere circoscrizionale a Milano. È vero, ed è talmente vero che al momento stesso della mia nomina Croce Rossa ho immediatamente rassegnato le dimissioni dal consiglio a legislatura ancora in corso. E questo proprio per sottolineare, nel governo della Croce Rossa, il totale disinteresse nei confronti verso le forze politiche. E il totale interesse nei confronti delle esigenze dei volontari della Croce Rossa i quali, a differenza di ciò che il comune di Milano scopre oggi, sanno benissimo da quale parte politica provengo e, bellamente, se ne infischiano. Come io stesso me ne sono infischiato, poco più di un anno fa, quando ho pesantemente polemizzato con l’amministrazione provinciale a causa di un provvedimento sull’obbligo di utilizzo delle catene o delle gomme invernali che avrebbe coinvolto le centinaia di veicoli della Croce Rossa. E, se la memoria degli amministratori di palazzo Marino li soccorre, potranno agevolmente rendersi conto che l’amministrazione di cui sopra è del medesimo segno politico per il quale io ho svolto l’attività di consigliere….. Prenda atto, quindi, il comune di Milano che sulla faccia della terra esiste qualcuno capace di mettere da parte le ideologie e gli interessi personali per mettersi al servizio di una causa che ritiene di livello superiore a quella dell’interesse politico. Esattamente come ho fatto per un decennio in qualità di volontario di autoambulanza. Un’esperienza umanamente formativa che consiglio a chiunque. Specie a coloro i quali si occupano solo dei propri interessi”.

 

A sorpresa, la questione non si è conclusa neanche a seguito delle summenzionate precisazioni di Maurizio Gussoni. Tanto è vero che, su Facebook, è apparsa una nuova ed ulteriore dichiarazione che ha assimilato i rimborsi per gli enti di volontariato no-profit ai 10 accessi gratuiti richiesti per i volontari che si recano ai corsi di via Caradosso, creando una notizia completamente falsa.


Instancabile, il commissario regionale della CRI di Lombardia, Maurizio Gussoni,  per l’ennesima volta ha ribadito:


“È opportuno precisare che nel corso della riunione tenuta in Comune durante il mese di ottobre alla presenza degli assessori Maran e d’Alfonso, il Comitato Regionale della Lombardia aveva semplicemente richiesto 10 ingressi settimanali per consentire ai volontari, che arrivano da tutta la regione, di accedere al Comitato con la propria autovettura privata al fine di partecipare ai corsi programmati. Nulla a che vedere il provvedimento Area C con i veicoli di servizio CRI notoriamente esentati per Legge dello Stato. Ne consegue che la riunione dell’altro giorno e l’accordo raggiunto con le associazioni di volontariato non riguarda la Croce Rossa. Anche perché, giova ricordarlo, la nostra istituzione è un Ente Pubblico”.

 

Pur confidando nel detto “repetita iuvant”, c’è da scommettere che la polemica continuerà: la palla torna pertanto al Comune.

 

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di Redazione

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