Bar Camparino Milano, è festa in Galleria ma non mancano perplessità

Alla kermesse svoltasi stamattina presso lo storico bar Camparino di piazza Duomo 21 si attendeva niente meno che il sindaco Giuliano Pisapia, illustre e preannunciato sostenitore del proposito di “far tornare di moda il camparino in Galleria”

 

LA PRESENZA DEL SINDACO, ANNUNCIATA SULL’INVITO DELL’INIZIATIVA – La presenza del Primo Cittadino, difatti, era stata annunciata sul prestigioso invito rilasciato a stampa e personaggi-bene: “Martedì 24 gennaio alle ore 11,00 ritorna il Camparino in Galleria. E’ prevista la presenza di Giuliano Pisapia, sindaco di Milano”.

 

OBIETTIVO: FAR TORNARE LA TRADIZIONE DEL CAMPARINO IN GALLERIA – Strano, hanno pensato in molti: con tutti i problemi che ha Milano, il Sindaco va a presenziare ad un’iniziativa per “far tornare il Camparino in Galleria?” Lodevole in tema di tutela delle tradizioni, poiché Davide Campari aprì il Camparino nel lontano 1915…. Tuttavia, considerando il momento di grave crisi economica attraversato dalle famiglie milanesi, impossibile negare una certa perplessità. Non da ultimo considerando i 500 posti di lavoro messi a rischio dall’attivazione di Area C, legati soprattutto ai lavoratori licenziati dai parcheggi della Cerchia, nonché il danno che provvedimento anti-smog andrà a provocare inglobando una mensilità sulla busta paga dei lavoratori del centro.

 

“OGGI PIASAPIA E’ MALATO, MI HA MANDATO UN SMS” – L’attesa, la curiosità, l’incredulità, sono state presto disattese: dopo pochi minuti dall’inizio dell’incontro si è infatti saputo che, in propria vece, il Sindaco ha mandato l’assessore al Commercio di Milano, Franco D’Alfonso: “Il sindaco mi ha mandato un sms mezzora fa – ha spiegato D’Alfonso – è a letto ammalato. Ha detto a me di venire”.

 

LA PROMESSA DELL’ASSESSORE AL COMMERCIO: LA GALLERIA SARA’ RIVALUTATA, NON DIVENTERA’ UN CENTRO COMMERCIALE –  E così è.

– Sorridono e accolgono gli ospiti i gentili  padroni di casa, Orlando Chiari e Teresa Miani, rispettivamente genero e figlia di Guglielmo Miani, sarto pugliese approdato a Milano nel ’22 e che rilevò la licenza del Caffè Zucca, cui l’avevano ceduta i Campari.

– E’ poi il turno dell’inno alla tutela delle tradizioni e del valore sociale rivestito dal Camparino, illustrato dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Segue una breve storia del brand attraverso gli anni dell’industria e dell’arte, spiegata brillantemente dal Managing Director Campari Italia, Jean Jacques Dubau, e dal maestro Ugo Nespolo, che ha ridisegnato il marchio Camparino secondo i dettami di una innovativa contemporaneità.

– Intanto, l’assessore D’Alfonso assicura: “Questa Galleria non sarà mai un centro commerciale, saranno tutelati i marchi storici e le presenze storiche”, garantisce, ricordando poi che giusto la scorsa settimana è stata approvata una delibera che differenzia il trattamento dei piani alti rispetto a quello commerciale, “segno che questa Amministrazione tutelerà il patrimonio dei milanesi, nel senso che si deve pagare il giusto”.

 

DI IMMINENTE APERTURA IL MEGA STORE DA 8.000 METRI QUADRATI DI PRADA, AL POSTO DI MC DONALD’S – In tal senso, potrebbe sembrare coerente l’imminente “dipartita” del Mc Donanld’s ospitato proprio sotto l’Ottagono della Galleria;

– potrebbe, tuttavia, far storcere il naso, il fatto che gli 8mila metri quadri ora occupati dal noto fast food, saranno rimpiazzati dall’ennesimo mega store d’alta moda e, nel dettaglio, di Prada, tra l’altro già presente a pochi metri di distanza, sempre in Galleria.

– Come dire: un panino da 2 euro no, ma una borsa da 1.500 sì. Senza contare l’affitto multimilionario garantito dal marchio di Lady Miuccia: la base d’asta del bando d’affitto prevedeva un canone di circa 2 milioni di euro per i primi 5 anni e 3,6 per i successivi 13; Prada ha sbaragliato tutti i rivali offrendo il 150% in più.

 

LA DISPERAZIONE DI ASCODUOMO: L’AUMENTO DELLA COSAP VOLUTO DAL COMUNE HA PORTATO LA TASSA PER I MERCATINI DI PIAZZA DIAZ DA 4 MILA A 58MILA EURO – A questo punto, impossibile non pensare alla situazione dei vicini commercianti aderenti all’associazione no-profit Asco Duomo, il cui presidente, Alessandro Prisco, ha rilasciato solo una settimana fa un’intervista, a CronacaMilano, denunciando le problematiche insormontabili provocate dall’aumento fino al 120%, deliberato dall’attuale giunta, sulla tassa di occupazione di suolo pubblico “COSAP”.

– Proprio a causa di tale aumento, denuncia Prisco, i mercatini storici di piazza Diaz, la piazza dall’altra parte del Duomo (in linea d’aria proprio di fronte al Bar Camparino), quest’anno non si potranno più tenere, a causa dell’insostenibile richiesta di un pagamento salito da 4mila a 58mila euro.

– Tra le problematiche denunciate da Asco Duomo, lanche a tendenza dell’assessore D’Alfonso a trasformarsi in inafferrabile Primula Rossa: se stamani, infatti, l’assessore è stato lieto di entrare nelle eleganti sale dello storico bar per “far tornare il camparino in Galleria”, non altrettanto fortunati sono stati i commercianti della summenzionata associazione no-profit, che dallo scorso novembre gli chiedono un appuntamento.

– D’altra parte, l’assessore è stato molto impegnato in questi ultimi mesi, occupandosi dell’eliminazione dei mercatini natalizi da via Mercanti, della promozione dell’Area C e dell’inaugurazione dei nuovi 140 cartelli turistici in ferro costati al Comune 5.350 euro l’uno, per un totale di 750mila euro.

 

MARIA ANTONIETTA? – Alla luce di tutto ciò, la questione si potrebbe chiudere parafrasando una delle più famose frasi della storia europea: “Il popolo ha fame? Dategli un Camparino”.

– Ovviamente, senza nulla togliere all’apprezzatissimo bar Camparino, al quale porgiamo i nostri migliori auguri per tornare ad essere irrinunciabile ed intramontabile tradizione dei milanesi.

 

 

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Di Redazione

2 COMMENTI

  1. secondo me McDonald se ne vuole andare via spontaneamente per lidi più lucrativi.. altro che prada e prada.. Prada, per quanto ne apprezzi esteticamente i prodotti, io lo vedo meno utile del McDonald (per quanto mi faccia schifo mangiare lì).. Sì bella la borsa da 1500€, ma diciamocelo, starà lì solo perchè è l’unica che può permettersi la galleria “rivalutata”..

  2. In effetti McDonald in Galleria mi ha sempre fatto schifo come cosa, sin dall’inizio degli anni ’90.
    Va bene tutto ma la Galleria è un monumento oltre che uno spazio pubblico…ce lo vedete un McDo dentro al Colosseo oppure incastonato nella basilica di Piazza San Marco?
    Una volta si faceva la passeggiata tra il profumo delle brioche, adesso tra la puzza di patatine fritte.

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