Love parade morta ragazza italiana, Giulia Minola, la tragedia si poteva evitare

Fotogramma_YoutubeAveva solo 21 anni Giulia Minola, la ragazza che non ce l’ha fatta alla Love Parade di Duisburg. Studiava Moda e Design a Milano, e aveva in programma di recarsi ad Amsterdam per proseguire il viaggio che stava conducendo tra i paesi europei.

 

MORTI E FERITI, IL TARGICO BILANCIO – Oltre alla 21enne italiana, il bilancio di quella che verrà ricordata come la “Death Parade” è di 19 decessi e più di 500 feriti, e una voce si leva all’unanimità: Quella tragedia si poteva evitare.

 

LA POLEMICA – La polemica, infatti, verte principalmente sulla struttura scelta per il percorso d’accesso all’area del concerto: un tunnel lungo 200 metri e largo 20 dove, come ricostruito dalle testimonianze e dai filmati messi in rete, “i partecipanti continuavano ad entrare senza riuscire ad avanzare”, creando una tragica situazione di asfissia e schiacciamento.

 

LA DINAMICA DELLA CATASTROFE – Il tragico risultato è stato che oltre ai giovani rimasti intrappolati nel tunnel, altri si sono arrampicati per un’adiacente scala di sicurezza prospiciente ad alcune impalcature che, non essendo predisposte a sostenere un tale improvviso peso, hanno ceduto crollando sulla folla sottostante.

 

LA REAZIONE DELLA POLIZIA – Per evitare di scatenare il panico, i 1200 poliziotti presenti pare abbiano quindi deciso di non dare l’allarme che, secondo quanto riportato, avrebbe scatenato il panico, cercando invece di far defluire la folla.

 

LA FESTA E’ ANDATA AVANTI – In questo modo, mentre si svolgeva la tragedia e la gente moriva, la musica non è stata interrotta e, fuori dal tunnel, i ragazzi continuavano a ballare sulla musica techno a tutto volume, molti consumando droghe e alcool nella totale incoscienza di quanto stavano vivendo e vedendo. Una 18enne ha dichiarato di aver tentato di aiutare in quanto aveva seguito un corso di pronto soccorso, decidendo poi si tornare a ballare “perché dovevo rilassarmi”. “Da bere c’erano poca acqua e moltissimi alcolici” ha detto un’altra partecipante e, nonostante i cadaveri per terra,  “the show must go on”, motivo per cui la cancelliera tedesca Angela Merkel ha fatto aprire un’indagine: se da acclarare sono infatti le scelte gestionali adottate dalla polizia, il dato purtroppo sicuro è che i giovani sono morti calpestati da una folla senza controllo stipata in uno spazio assolutamente inadeguato.

 

LA TESTIMONIANZA DELL’AMICA DI GIULIA, TRA RABBIA E DISPERAZIONE – Tra i feriti anche l’amica della 21enne italiana tragicamente deceduta: anche lei 21enne ma di Torino, Irina di Vincenzo ha appreso della morte dell’amica dopo che l’aveva persa di vista nel mare di folla. «È successo tutto in un minuto – ha detto, – C’era talmente tanto casino… un inferno. È stato un momento di panico collettivo, non si poteva andare né avanti né indietro. Chi era dietro spingeva e davanti la strada era bloccata. Poi la situazione è degenerata quando io e Giulia eravamo tra il secondo e il terzo tunnel. C’erano delle scale che salivano sul tunnel e che servivano da sfogo, ma la polizia le ha chiuse».

 

LO FOGO – La giovane torinese aggiunge poi particolari inquietanti sul perché la tragedia si poteva evitare, su come le autorità presenti fossero in numero assolutamente insufficiente e come “la gente si poteva dirottare verso il parco che era quasi vuoto” e, del resto, “Una cosa simile era già accaduta a Berlino anni fa, ma la lezione non l’hanno imparata. Spero che sentendo le nostre voci queste cose non si ripetano».

 

GLI LLARMI IN INTERNET, GIA’ PRESENTI NEI GIORNI PRECEDENTI ALL’EVENTO – E già nei giorni precedenti all’evento, comunque gli allarmi per quanto avrebbe potuto succedere avevano riempito il cyber spazio internettiano, il cui eco ora è diventato più che mai concreto e presente nella – purtroppo – tragica realtà.

 

GLI ASPETTI DA CHIARIRE – Il capo dell’unità di crisi, Wolfgang Rabe, ha dichiarato infatti che la spianata che accoglieva il concerto «poteva contenere oltre 300mila persone, ma non è mai stata piena», mentre i dati hanno riportato l’affluenza di 1.400.000 presenti. Le domande sorgono quindi spontanee: perché era soltanto una l’entrata al tunnel che permetteva di raggiungere la spianata? Perché l’area era recintata? Perché è stata pronosticata la presenza di 500.000 persone, se la Parade del 2008 a Dortmund aveva fatto registraew 1.600.000 presenti, in linea con le precedenti edizioni? E ancora: anche ammesso che il pubblico fosse stato di mezzo milione di persone, perché allora sono stati stanziati solo 1.200 poliziotti?

 

IL NUMERO VERDE ALLESTITO IN GERMANIA – Intanto, in Germania è stato allestito un numero verde riservato ai parenti delle vittime: 94-000. Sconosciuti i nomi delle persone decedute ma sembrerebbero note le origini: 11 tedeschi, 2 spagnoli, e poi cittadini di origine olandese, austriaca cinese, bosniaca e, come a noi tragicamente noto, italiana.

 

L’ULTIMO ANNO DELLA MANIFESTSAZIONE, I COMMENTI DELL’ORGANIZZATORE E DEL FONDATORE – Sconcertato dalla tragedia l’organizzatore della Love Parade, Rainer Shaller, che ha annunciato la chiusura della manifestazione, sulla quale infuria la bufera delle reciproche accuse tra organizzatori, pubblica amministrazione e polizia. Sgomento anche lo storico fondatore dell’evento, il dj Matthias Roeingh, alias Dr Motte, che ha dichiarato: “Com’è possibile lasciare un unico accesso al recinto attraverso un tunnel? E’ stato questo ad ever provocato la catastrofe”.

 

IL DOLORE, PER TUTTI – E mentre si volgerà l’inchiesta per imputare le cause dell’inferno accaduto, tra il dolore del Papa e la rabbia dei familiari dei ragazzi deceduti, una cosa rimane certa: Quella tragedia si poteva evitare.

 

Valentina Pirovano

 


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