Precarie Università Statale Milano, nessun accordo raggiunto col Rettore

Lo sciopero si è svolto ieri mattina dalle 9 alle 11.

 

DA DICEMBRE 2011 SONO SENZA STUPENDIO – A protestare le addette alla pulizia dell’Università Statale di Milano, che da dicembre 2011 non percepiscono il salario e alle quali, da febbraio 2012, la nuova società appaltatrice ha ridotto ulteriormente il monte ore, senza chiaramente diminuire gli spazi da pulire.

– Dopo un presidio di sensibilizzazione sulle condizioni contrattuali e sul mancato pagamento delle mensilità, un centinaio di lavoratrici ha dato vita ad una processione precaria nei corridoi della facoltà, armate di scope e spazzoloni che facevano da contorno agli striscioni che chiedevano rispetto, contratto e mensilità arretrate.

 

L’INCONTRO CON I VERTICI DELL’UNIVERSITA’ – Una delegazione composta da lavoratrici e da delegati sindacali Uil, Cisl, Cgil (sia Flc che Filcams)  è quindi salita ai piani alti incontrandosi con il Dirigente Legale della Statale, Roberto Conte, il Direttore Amministrativo Silvani e con il Capo Divisione Bilancio e Programmazione finanziaria, Tiziana Manfredi.

 

NULLA DI FATTO SUGLI ACCORDI – La “troika universitaria”, tuttavia non è riuscita a proporre nient’altro che una distribuzione di ore di straordinario per far recuperare le ore decurtate dai nuovi contratti stipulati dalla nuova impresa – la Pulitecnica – senza specificare né ‘quante’ ore nè per ‘quanto’ tempo.

– Le lavoratrice e i lavoratori hanno manifestato un forte dissenso alla proposta, ribadendo con fermezza che vogliono il ripristino delle ore all’interno di un nuovo contratto, unico modo per avere certezza di un reddito dignitoso e equiparabile al contratto precedente.

– Inoltre, gli straordinari non hanno valore ai fini contributivi (e molti di loro sono a pochi anni dalla pensione), senza contare che per i lavoratori migranti, che devono raggiungere almeno le 15 ore di monte ore per avere la certezza di rinnovo del permesso di lavoro, tale proposta equivale ad esporsi a  rischi non indifferenti.

– L’incontro, quindi, si è concluso all’insegna di insoddisfazione, rabbia, frustrazione: molti lavoratori si sono sentiti presi in  giro e leggono la proposta come una scusa per perdere tempo.

– “La condizione di precarietà nella quale si trovano i 150 addetti alle pulizie – commentano dall’Associazione San Precario, che segue costantemente la vicenda – è tale grazie ai continui processi di esternalizzazione dei servizi che costringono dall’oggi al domani lavoratori a contratto indeterminato a precari senza diritti”.

 

APPROFONDIMENTO – Per approfondire la condizione dei Precari della Statale di Milano e le lori richieste, CLICCA QUI

 

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Di Redazione

1 COMMENTO

  1. Mi permetto di dire una cosa, sono stato studente della statale di milano, e posso affermare che le condizioni igieniche sono atroci. La riduzione del personale è veramente necessaria, non fanno nulla, e lavorano sempr ele solite o i soliti due o tre, è ora di disfarsi dei parassiti

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