Sciopero sindacati Sea Milano, foto del presidio dei lavoratori che dicono No alla vendita voluta da Pisapia

Si è svolto ieri lo sciopero indetto dalle associazioni sindacali per il caso Sea, al centro delle contestate decisioni della giunta Pisapia.

 

A Linate oltre 500 i lavoratori che hanno aderito al presidio-manifestazione di 4 ore contro la vendita di quote indetta dal Comune, iniziativa più che mai avversata dai sindacati che hanno tra l’altro precisato che tale vendita non faceva parte del programma elettorale del sindaco Pisapia. L’ipotesi messa sul tavolo, infatti, era quella della quotazione in Borsa del gruppo, rispetto al quale era stata avviata una perizia per determinare il valore di mercato delle azioni.

 

Rocco Ungaro, segretario regionale Filt Cgil, parla di numeri “importanti” per una giornata che i sindacati hanno voluto unitariamente, per ribadire il loro NO alla vendita al vaglio di Palazzo Marino.

 

“I lavoratori – ha spiegato Ungaro – sono preoccupati, questo dibattito e l’assenza di una decisione chiara non lascia tranquilli. La nostra profonda convinzione è che non sia giusto vendere ma si debbano trovare altre soluzioni. Se proprio questo passaggio però deve essere fatto, non comprendiamo perché non si debba scegliere la quotazione in Borsa con la partecipazione dei lavoratori all’azionariato”.

 

Pisapia e Tabacci facciano uno sforzo di immaginazione – ha aggiunto Ungaro, – la partecipazione dei lavoratori nel controllo di una azienda pubblica potrebbe essere importante per il Comune, perché non si dibatte di questo? Forse con la quotazione si avrebbero meno soldi ma, se Comune e Provincia insieme predisponessero un pacchetto di quote del 30%, potrebbero essere premiati dal mercato, anche perché ci sono previsioni di utili non di perdita per Sea.

 

“Quello di questi giorni – conclude Rocco Ungaro – è un dibattito artefatto, ci chiediamo se ci sia qualcosa dietro. Altrimenti è prioritario non perdere il controllo pubblico”.

 

«Potrebbero seguire altri scioperi”, ha dichiarato inoltre il segretario milanese della Cgil, Onorio Rosati, che ha precisato: “Ora la palla passa a Palazzo Marino. Aspettiamo che ci convochi per un tavolo vero di trattativa, senza l’atteggiamento di chi ha già deciso. Se questo non avviene continueremo lo stato di agitazione».

 

Intanto, ieri sono stati 50 i voli annullati a Linate e una decina a Malpensa.

 

In più, bloccata per mezz’ora la rampa di accesso al Terminal 1 dell’hub varesino, con conseguente “migrazione” di passeggeri lungo viale Forlanini, paralizzato da un corteo di lavoratori con tanto di cartelli e striscioni con scritto “Giù le mani dalla Sea”.

 

AGGIORNAMENTO del 31 aprile 2012 – La Giovane Italia di Milano ha partecipato con numerosi sostenitori al presidio organizzato questa mattina dal PDL, davanti a Palazzo Marino, al fine di chiedere al sindaco Pisapia e all’assessore al Bilancio di Milano, Bruno Tabacci, chiarimenti in merito alle tante anomalie emerse sulla vendita di SEA a Vito Gamberale dello scorso dicembre.

– “Ci sono troppe ombre sulla vendita del 29% di SEA – ha dichiarato il Coordinatore cittadino della Giovane Italia di Milano Marco Bestetti – e noi vogliamo che Pisapia faccia chiarezza. SEA fa parte del patrimonio di tutti i milanesi e non possiamo permettere che Pisapia e Tabacci dispongano di una società così importante come se fosse cosa propria. Se dovesse essere confermata la notizia data dal settimanale L’Espresso che il bando di vendita del 29% di SEA sarebbe stato fatto su misura per Gamberale – conclude Bestetti – sarebbe un fatto gravissimo e la Giunta dovrebbe dimettersi, perché non si può giocare a Monopoli con i soldi dei milanesi”.

 

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Di Redazione