Sgombero nomadi Milano cavalcavia Bacula, aumento microcriminalità nella zona e residenti esasperati

Furti in appartamento, rapine, danneggiamento delle auto, sporcizia, accattonaggio molesto e una qualità di vita sempre più difficile.

 

L’ESASERAZIONE DEI RESIDENTI – La situazione creata dai rom insediati abusivamente sotto il cavalcava Bacula stava diventando sempre più spiacevole, tanto che i residenti e i cittadini della zona hanno invocato un intervento di sgombero in qualità di misura necessaria ad arginare il continuo aumento di fatti legati alla microcriminalità.

 

L’INTERVENTO DELLA POLIZIA FERROVIARIA – Le ruspe, alla fine, assieme alla Polizia ferroviaria sono sopraggiunte ieri mattina, in azione per abbattere le 50 tende abusive dove, nei terreni adiacenti i binari delle Ferrovie Nord e sotto il cavalcavia Bacula, gli operatori hanno allontanato una ventina di persone ancora presenti.

– Oggi Amsa provvederà al ripristino delle condizioni igieniche dell’area, dove le famiglie rom hanno lasciato ingenti quantità di rifiuti.

 

LA QUESTIONE ROM E PISAPIA, SGOMBERI BLOCCATI – Il fatto, si colloca all’interno della polemica sollevata contro la giunta Pisapia in tema della gestione di quanto concerne la “questione rom” di Milano.

– Succedendo alla giunta Moratti, infatti, il sindaco Pisapia ha bloccato gli sgomberi nella città, dove l’opposizione ha posto in luce la conseguente e logica nascita di nuovi campi, aumentati del triplo rispetto in questo ultimo anno, e chiedendo pertanto che il Comune riprendesse ad allontanare gli abusivi.

 

LE PRETESE DEI ROM ACCOLTI A PALAZZO MARINO: STOP AGLI SGOMBERI – In merito, la  Giunta arancione era stata tuttavia chiara fin da subito: molto significativo l’incontro svoltosi lo scorso 2 luglio 2011 quando, per la prima volta, rom e sinti di campi nomadi regolari e irregolari si sono riuniti a Palazzo Marino in una Consulta, sedendosi ad un unico tavolo. Le pretese esposte all’allora neo-Amministrazione erano state chiare:

– stop agli sgomberi,

– ridiscussione del piano Maroni e dell’uso dei fondi stanziati dall’Unione Europea,

– valorizzazione delle risorse umane rom e sinti nella gestione organizzativa ed economica delle realtà presenti sul territorio comunale e nell’attività di scambio sociale e culturale con le istituzioni e la cittadinanza.

 

I RISULTATI OTTENUTI IN PRECEDENZA – La linea mantenuta dalla precedente Amministrazione di Milano, dal 2008 fino al maggio 2011 (data di elezione della giunta Pisapia), aveva portato:

– la diminuzione dei nomadi da 10.000 presenze nella sola Milano a 2.200 soggetti in tutta Milano e Provincia;

– la riduzione dei campi abusivi, scesi da 45 a 9;

– la riduzione dei campi autorizzati, scesi da 12 a 8;

– la contestuale asportazione di circa 8mila tonnellate di rifiuti dalle aree occupate dalle comunità nomadi.

 

LA CANCELLAZIONE DEL PIANO MARONI – A circa 4 mesi di distanza, la questione rom giunse, a novembre, in Consiglio di Stato, con la conseguente bocciatura del Piano varato dell’ex ministro dell’Interno, Roberto Maroni, il 21 maggio 2008.

– A seguito della pronuncia del Consiglio di Stato, si dichiarò pienamente soddisfatta la neonata Consulta rom e sinti, che commentò: «L’emergenza rom è nata sull’onda di nulla se non di un uso strumentale dei rom come capro espiatorio. Questo è un risultato straordinario». E l’occasione fu colta per ribadire la pretesa dell’immediato STOP agli sgomberi, de resto già di per sé quasi avvenuta.

 

L’ANNULLAMNETO DELLO SGOMBERO DEI CAMPI DI VIA IDRO, BONFADINI, NOVARA E NEGROTTOLa conseguenza diretta fu la cancellazione della chiusura, programmata entro il dicembre 2011, dei campi di via Idro, via Bonfadini, via Novara e via Negrotto. Inoltre, venne meno anche l’espulsione dei cittadini comunitari non in grado di dimostrare di avere un reddito con il quale mantenere se stessi e l’eventuale famiglia.

 

E ORA? – Alla luce dello sgombero del Bacula, i più preoccupati sono i milanesi, che temono il ritorno degli abusivi e, con loro, il rinnovato aumento della microcriminalità nella zona: “Chi interverrà quando, puntualmente, torneranno ad occupare l’area?”

 

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Di Redazione