Milano città per ricchi? Spaccatura in Comune tra nuovi megastore del lusso e chioschi storici costretti a sloggiare

Milano sta diventando sempre più una città per ricchi? La domanda sorge a causa della riaccesa polemica sul famoso Mc Donald’s sotto la Galleria Vittorio Emanuele, che presto sarà sostituito da un nuovo megastore di Prada. Come dire: un panino a 2 euro no, ma una borsa a 1000 sì. Che ne pensano i cittadini?

 

IL BANDO D’AFFITTO DEGLI 8MILA METRI QUADRI, LO SCORSO MAGGIO – Tutto era nato lo scorso maggio, con la vincita del marchio Prada del bando d’affitto del multipiano dove ora sorge Mc Donald’s, proprio di fronte alle blasonate mura di Savini, sotto l’Ottagono di Galleria Vittorio Emanale II.

– Il brand di Lady Miuccia aveva sbaragliato celebri rivali quali Gucci ed Apple;

– la base d’asta del bando richiedeva un canone annuo di circa 2 milioni di euro per i primi 5 anni e di 3,6 milioni per le successive 13 annualità;

– il rilancio di Gucci è stato del 25% mentre, quello di Apple, solo dell’ 1%;

– invincibile l’offerta del brand Prada, che con il 150% in più rispetto alla base d’asta si è aggiudicata il bando.

 

L’OTTAGONO, TRA PRADA E PRADA BIS, LUOIS VUITTON, SWAROVSKI, BERNSCONI & CO –  Alla luce di ciò viene meno anche l’ultima struttura “economicamente accessibile” allestita sotto l’Ottagono, dove il megastore di Prada scaccerà Mc Donand’s andandosi ad affiancare, in senso orario, a Bernasconi, Swarowski, un altro multipiano di Prada e una mega boutique di Luois Vuitton. Questo senza dimenticare gli altri “inquilini” della Galleria, come Gucci, Savini, Mercedes, Luisa Spagnoli e Borsalino.

 

LA SODDISFAZIONE DELL’ASSESSORE AL COMMERCIO, FRANCO D’ALFONSOFranco D’Alfonso, assessore al Commercio nonché coordinatore e organizzatore  della Lista Milano Civica per Pisapia Sindaco, era rimasto entusiasta della notizia, commendo:

– “La scelta di Prada consolida l’immagine dell’Ottagono quale vetrina del made in Italy.»

– “Di sicuro il reddito stratosferico derivato dall’affitto consoliderà non poco anche le casse del Comune”, aveva replicato qualche cittadino.

– Del resto, l’assessore D’Alfonso non è nuovo alla realtà a 5 stelle della Galleria: solo due mesi fa, infatti, l’assessore ha presenziato tra le pareti istoriate del Bar Camparino (ex Bar Zucca), dove all’ultimo momento “aveva dovuto” sostituire l’annunciata presenza del Sindaco Pisapia (quel mattino purtroppo a letto per l’influenza), nella delicata iniziativa di “Far tornare di moda il Camparino in Galleria”.

 

MENTRE NEI BAR DI LUSSO DI PIAZZA DUOMO SI MENGIANO TARTINE, I CHIOSCHI DI GELATI DI FRONTE DEVONO ANDARSENE –  In più, mentre tra i mosaici istoriati del Camparino si mangiano tartine, fuori, in piazza Duomo, le bancarelle che da 40 anni vendono panini e gelati sono entrate ancora nell’interesse di D’Alfonso, che in nome di una necessaria “pulizia estetica” ne ha stabilito la cacciata, coinvolgendo nel progetto di “epurazione” anche fiorai, castagnari, bancarelle di gadgets e così via.

 

LA DICHIARAZIONE DI CARMELA ROZZA, PD: OBIETTIVO DELLA GIUNTA DI CENTRO-SINISTRA E’ GARANTIRE A TUTTI UN CAFFE’ IN GALLERIA – In tutto ciò, esce dal coro il risentimento della capogruppo del Pd in consiglio comunale, Carmela Rozza, che a margine dell’incontro sul Pgt organizzato stamani da Assimpredil, tornando sul caso Mc Donald’s ha obiettato:

– “Il punto politico non e’ McDonald’s, anche se giornalisticamente e’ uscito quello, ma il fatto che la Galleria non puo’ diventare un luogo esclusivo solo per chi se lo puo’ permettere”.

– “Uno degli obiettivi della giunta del centrosinistra – ha aggiunto Rozza – e’ quello di prevedere un luogo in Galleria in cui anche i pensionati, i giovani, gli esodati, i licenziati, gli studenti possano andare a prendersi un caffè’.

– “Noi – ha concluso la capogruppo del PD – non vogliamo luoghi esclusivi in città”.

 

INTANTO CONTINUANO LE PROTESTE DELLE ASSOCIAZIONI DI ZONA PER L’AUMENTO DEL COSAP STATUITO DA PALAZZO MARINO, A CAUSA DEL QUALE SONO STATE ELIMINATE MOLTE FESTE DI VIA E INIZIATIVE – Non mancano inoltre le proteste delle associazioni di via e dei commercianti di Zona, che chiedono aiuto contro la nuova tassa di occupazione di suolo pubblico (COSAP) deliberata dal Comune di Milano e in vigore, con i relativi aumenti “stellari”, da gennaio 2012.

– Proprio a causa della COSAP, infatti, l’associazione Asco Duomo ha dovuto cancellare gli storici mercatini di modernariato in piazza Diaz, trovandosi di fronte al pagamento di 58mila euro contro i precedenti 4.800 euro complessivi.

In pericolo anche il tradizionale mercato dell’antiquariato che si svolge ogni ultima domenica del mese sul Naviglio: qui le associazioni di Antiquariato del Naviglio Grande hanno istituito una raccolta firme per opporsi agli insostenibili rincari.

– Eliminate poi le feste di via, da via Canonia al Lorenteggio, passando per via Giambellino: impossibile far fronte, secondo le Associazioni di Zona, a rincari fino al 1000%.

 

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Di Redazione