Incidente viale Papiniano Milano, Suv contro taxi, grave la tassista

Il terribile incidente ci viene raccontato dal portavoce della cooperativa Autoradiotaxi 8585:

 

Nella serata di martedì 17 aprile, attorno alle ore 22.00, all’incrocio tra viale Papiniano e via Ausonio un suv Range Rover, che secondo i testimoni non ha rispettato il rosso al semaforo, ha speronato ad alta velocità la Toyota Prius della collega Raffaella, Perugia 34.

 

L’ambulanza della Croce Verde Milano, accorsa sul posto, verificate le gravi condizioni della collega, ha trasportato la vittima all’ospedale di Niguarda, in codice rosso.

 

Dopo un lungo intervento chirurgico alla testa, la collega Raffaella, già in coma, è stata ricoverata nel reparto terapia intensiva, dove nelle prossime ore verrà monitorata.

 

Secondo quanto spiegato dai medici, ha riportato una frattura al lobo temporale e al bacino.

 

Subito dopo l’urto, il conducente del suv, un uomo nato a Taranto, residente a Milano e che risulta essere il proprietario dell’auto, si è dileguato.

 

Nelle prime ore del mattino, il fuggitivo a bordo di un  taxi stava raggiungendo la Stazione Centrale; il tassista, sentendolo parlare al telefono, lo ha riconosciuto e ha contattato le forze dell’ordine, che sono intervenute prontamente.

 

Dopo il riconoscimento, il soggetto è stato posto in stato di fermo con l’accusa di omissione di soccorso. Si è poi scoperto che l’uomo si era fatto medicare presso il pronto soccorso della clinica San Giuseppe.

 

“Ieri nel pomeriggio siamo venuti a conoscenza del fatto che il PM ha rilasciato il conducente del suv, non ritenendo concreto il pericolo che il soggetto possa rendersi irreperibile – aggiunge il portavoce di Autoadiotaxi 8585, – cosa assolutamente incomprensibile dal momento che il soggetto è stato fermato mentre cercava di raggiungere la stazione ferroviaria.

”Ma com’è possibile?” Questa è la domanda che tutti i tassisti milanesi, e non solo si stanno facendo.

 

”Trovo corretto ringraziare il collega Martino, Aquila  55, che con intuito e prontezza d’azione ha collaborato al fermo del delinquente”, aggiunge il portavoce.

 

Ringrazio anche tutti i colleghi che da ieri notte stanno inondando gli indirizzi mail della cooperativa con messaggi di vicinanza alla collega. Chiudo – conclude – facendo un immenso in bocca al lupo alla collega Raffaella, e porgendo un sincero e caloroso abbraccio alle persone a lei vicine in questo momento.

 

AGGIORNAMENTO del 8 dicembre 2012: inviato a CronacaMilano il seguente commento, al quale diamo massimo spazio: “Non sono scappato. Quanto alla signora nel Taxi, mi piacerebbe sapere che si sia rimessa. False sono le accuse ch’io volessi scappare, scelta estremamente ingenua in un incrocio pieno di telecamere e alla guida di un’auto che non era rubata. Prestare soccorso ad una persona nelle condizioni di confusione in cui versavo quella sera dopo lo schianto, è stato per me impossibile. Non fuggivo, tant’è che molte ore dopo ero ancora nei pressi dell’incidente. Incidente, capito, capite? Non era mia intenzione fare del male; e passare col rosso è stato causato non certo dalla volontà di distruggere una macchina, ferire una donna e rischiare di morire, bensì un maledetto colpo di sonno”.


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di Redazione

3 COMMENTI

  1. 39 anni, patente sospesa, alla guida di suv nero con i vetri neri, omissione di soccorso, tentativo di fuga, come minimo è un cocainomane. E come minimo tempo 3 giorni sarà irreperibile in qualche paesino della sua Taranto (e non Toronto)

  2. Non sono scappato. Quanto alla signora nel Taxi, mi piacerebbe sapere che si sia rimessa. False sono le accuse ch’io volessi scappare, scelta estremamente ingenua in un incrocio pieno di telecamere e alla guida di un’auto che non era rubata. Prestare soccorso ad una persona nelle condizioni di confusione in cui versavo quella sera dopo lo schianto, è stato per me impossibile. Non fuggivo, tant’è che molte ore dopo ero ancora nei pressi dell’incidente. Incidente, capito, capite? Non era mia intenzione fare del male; e passare col rosso è stato causato non certo dalla volontà di distruggere una macchina, ferire una donna e rischiare di morire, bensì un maledetto colpo di sonno.

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