Coltelli in via Sarpi 3.000 esemplari in un deposito, denunciato titolare e gestori dell’esercizio

Coltello_a_serramanico (archivio)L’operazione è stata svolta dagli agenti del settore Sicurezza della Polizia Locale, che hanno intrapreso un’ispezione dopo aver visto esposti nella vetrina  del variegato negozio, tra borselli, materiale elettrico, giocattoli, anche dei piccoli coltelli  a portachiave (il cui commercio è consentito). Sotto il banco vendita i Vigili hanno però trovato un campionario di lunghe lame, dal modello mimetico a quello con punta d’acciaio. Scesi nel seminterrato in diversi scatoloni sono comparsi oltre 3.000 pezzi.

 

Circa 3.000 coltelli a serramanico e a scatto lunghi fino a 20 cm sono stati sequestrati dalla Polizia Locale in un bazar di 50 mq di via Niccolini, quartiere Sarpi, dotato di ampio deposito sotterraneo.

 

Il titolare,  un cinese al momento irreperibile, è stato denunciato per commercio non autorizzato di armi.

 

Segnalati all’autorità giudiziaria i due gestori, la figlia del proprietario e il marito, connazionale, che ha precedenti specifici.

 

Nel recente passato lo stesso locale era già stato segnalato alla magistratura, dalle Forze dell’Ordine, per vendita di materiale pericoloso tra cui laser accecanti.

 

“Ecco spiegato – spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Coratoperché nel quartiere sono volati così tanti coltelli utilizzati per il regolamento di conti nella criminalità cinese.

 

“Ma le armi bianche sono troppo spesso nella disponibilità anche di latinos e maghrebini, – precisa il vicesindaco, – che si riforniscono sottobanco in punti vendita non autorizzati come quello di via Niccolini.

 

“Dal 2008 si tratta della 65esima operazione  condotta a Chinatown  dalla Polizia Locale, – ricorda De Corato, – che grazie anche al potenziamento degli agenti, fino a 30, che ho disposto lo scorso gennaio e attivi  7 giorni su 7, sta dando un grosso contributo alla sicurezza e alla legalità del quartiere.

 

“E la stretta oraria su alcuni esercizi attraverso le ordinanze – conclude facendo notare De Corato, –  dai centri massaggi agli internet point, si rivela più che sensata, come dimostra la rissa in un phone center tra bengalesi e nordafricani avvenuta in via Crespi, zona via Padova, e sedata dalle forze dell’ordine”.

 

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Di Redazione
 
 
 

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