Dormitorio abusivo 25 metri quadri via Arquà zona via Padova, uno degli ospiti, un trans boliviano clandestino, pagava 600 euro mensili

Posti_letto_abusiviLa Polizia Locale ha scoperto un nuovo appartamento-dormitorio in via Arquà, nell’area di via Padova.

 

In un monolocale di circa 25 metri quadri soppalcato per ricavare ulteriori posti letto, gli agenti hanno trovato 3 romeni  e un’italiana  che erano in affitto in nero e un transessuale boliviano risultato clandestino.

 

Quest’ultimo ha dichiarato di pagare 600 euro mensili alla proprietaria italiana, al momento irreperibile.

 

La Polizia Locale chiederà alla Procura il sequestro dello stabile, che è stato anche segnalato all’Asl e all’Ufficio igiene per le pessime condizioni sanitarie oltre che all’agenzia delle Entrate per le incongruità fiscali.

 

A proprietaria e affittuari irregolari verrà contestata anche la violazione dell’ordinanza  che prevede una multa di 450 euro.


Il clandestino, che ha 34 anni, ed è già stato fermato 5 volte per le identificazioni, ed è stato accompagnato al Cie di via Corelli in attesa dell’espulsione.

 

“Che il transessuale clandestino abbia trovato posto in via Corelli – spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato –  è una notizia, perché generalmente il centro è strapieno e gli irregolari finiscono per essere rimessi in circolazione. Ciò a conferma della necessità di una nuova struttura per la Lombardia, dove i clandestini sono 150 mila. Ora speriamo che le autorità boliviane riconoscano il soggetto e se lo riprendano,  perché la cosa non è automatica. Brasile e Cina, per esempio, non collaborano. E così finisce che i clandestini di quei Paesi ce li dobbiamo tenere qui”.

 

“La Polizia Locale – sottolinea De Corato – sta facendo in via Padova un lavoro eccezionale sul piano della sicurezza grazie alle ordinanze. Basterebbe dire che sono ben 47 gli stabili di cui ha chiesto il sequestro per affitto a clandestini. Ma i numeri che emergono dai controlli sono impressionanti:  269  appartamenti sottoposti a verifica, 653 persone identificate, 179 denunce e 12 arresti, 57 alloggi segnalati all’Asl, 104 all’Ufficio Igiene, 5 stabili dichiarati inagibili, 14 impianti a gas pericolosi sequestrati.

 

“Un’azione – conclude il vicesindaco – che ha beneficiato anche della sicurezza partecipata come attestano le 93 segnalazioni di amministratori condominiali e i 38/esposti querele dei cittadini”.

 

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 Di Redazione

 

 

 

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