Lavoro e mercato Provincia di Milano, tutti i dettagli delle dinamiche economiche ed occupazionali nel Milanese

Quante volte negli ultimi mesi, leggendo un giornale o sentendo un tg, abbiamo sentito il termine incertezza? Accostato alla Borsa, al futuro dell’economia e, purtroppo, anche al mercato del lavoro. Ed è questa la parola che apre la XII edizione del Rapporto annuale dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Milano.

 

UN QUADRO GENERALE – Giunto alla sua dodicesima edizione, il Rapporto dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Milano (“Gli anni dell’incertezza. Economia e lavoro in Provincia di Milano. Rapporto 2011”), presentato e discusso venerdì 25 maggio 2012 durante un convegno a Palazzo Isimbardi è diventato sempre più un qualificato strumento di riflessione sulle dinamiche economiche ed occupazionali dell’area milanese.

– Il rigore che il nostro Paese ha dovuto seguire negli ultimi anni ha reso l’economia italiana maggiormente dipendente dal ciclo internazionale; nel 2011 l’Italia ha avuto un trend positivo solo per le esportazioni, mentre la domanda interna è calata dello 0,9% su base annua.

– Risultato inevitabile spiegato, appunto, dalle politiche di rigore intraprese dal nostro Paese e dalla congiuntura economica in corso: le famiglie italiane hanno ridotto i loro consumi per il clima di negatività che si è venuto a creare prima e per il peggioramento delle condizioni economiche poi.

– Nonostante un calo dei trasferimenti all’estero di beni e servizi, una stagnazione dei consumi interni ed una riduzione degli investimenti fissi lordi, il Pil nel 2011 ha chiuso allo 0,4%. Dato ben diverso rispetto al disastroso – 3,2% del primo trimestre del 2012.

 

ECONOMIA: ANCHE MILANO FATICA A CRESCERE – Il territorio della Provincia di Milano, dopo un ridimensionamento nella prima fase della crisi economica scoppiata nel settembre del 2008, ha fatto registrare un cambio di trend; nonostante nel 2011 la produzione industriale abbia registrato un rallentamento progressivo, l’export ha trainato i risultati dell’Industria.

– Ben diversa la situazione di altri settori; stiamo parlando, ad esempio, dei Servizi. L’Artigianato ha evidenziato un andamento positivo durante il primo semestre del 2011, per poi contrarsi negli ultimi mesi dell’anno passato.

– Particolarmente negativo il Commercio che, durante il 2011, ha continuato a calare come fatto nel 2010. Non accenna ad acuirsi, invece, la falla del settore immobiliare; le Costruzioni confermano la persistente crisi del settore in questione.

– Una fotografia di questo tipo non può che avere ripercussioni sulla nascita e sulla morte di imprese; il saldo, in questo caso, si è mantenuto costantemente negativo trainato dai risultati non incoraggianti dei settori Industria, Costruzioni e Commercio.

 

IL MERCATO DEL LAVORO: OK IL PART-TIME, MA OCCHIO ALLA DISOCCUPAZIONE – Come facilmente intuibile, un quadro economico come quello tracciato non può che avere delle ripercussioni sul mondo del lavoro. L’Istat, per il 2011, segnala un aumento dell’occupazione nel territorio milanese pari all’1,1%. Questo dato, apparentemente positivo, resta comunque inferiore rispetto al + 1,7% fatto registrare nel 2008.

– Siamo sicuri che ci sia da gioire per questi dati? L’aumento degli occupati a Milano e Provincia è trainato dalla crescita dei lavoratori part-time (17,8%) e dei contratti a tempo determinato (8,8%).

– Rispondere alla domanda non è così semplice. Da un lato l’aumento dell’occupazione è un aspetto favorevole, ma dall’altro se a crescere sono solo i contratti a tempo parziale e/o determinato vuol dire che qualcosa non va.

– E ciò viene confermato dall’analisi della disoccupazione: ridottasi dello 0,9% nel 2011, ma comunque mantenutasi su livelli superiori rispetto a quelli del 2009, quando la crisi era già scoppiata, ma non aveva mostrato i suoi più duri effetti nel nostro Paese.

– È in particolare il periodo tra ottobre e dicembre del 2011 che ha portato una crescita netta del numero dei disoccupati nel territorio milanese. Questa situazione, secondo quanto registrato dai Centri per l’Impiego (CPI), è poi esplosa durante i primi mesi del 2012. Anche nel 2011 i disoccupati che si sono rivolti ai CPI della Provincia di Milano hanno superato le 70mila unità.

– Il dato di +3,1% in nuovi contratti di lavoro, non segna di per sé un aumento della domanda o delle possibilità offerte, quanto invece una riduzione della durata dei contratti e una diminuzione della frequenza di più avviamenti per ogni singolo lavoratore. Nel caso degli assunti, il peggioramento è stato più evidente: il trend negativo nel 2011, prosegue con il segno meno nei primi mesi del 2012.

 

LE REAZIONI – Oltre alla pressione fiscale, ciò che preoccupa maggiormente gli italiani è il mercato del lavoro. Vediamo cosa ne pensano i principali esponenti, politici e non, della Provincia di Milano.

– Paolo Giovanni Del Nero, Assessore allo Sviluppo Economico, Formazione e Lavoro della Provincia di Milano si è così espresso: “La crisi finanziaria, che si è intensificata dalla seconda metà del 2011, è diventata una grave crisi economica. Ciò ha reso necessario al Governo esistente di ricorrere a pesanti interventi su vari aspetti dell’economia italiana, compresi quelli in ambito giuslavorista. L’attuale riforma Fornero, a mio parere, penalizza molto il mercato del lavoro in ingresso. Il quadro, ancora oggi, è troppo mutevole e soggetto a continue valutazioni tecniche e con le Parti Sociali. Questa instabilità, anche normativa, rende ancora più problematica l’interpretazione dei processi in atto. La questione è che ogni decisione odierna ha un peso notevolissimo per le conseguenze che può determinare nell’immediato futuro”.

– “Confcommercio – come ricorda Gianroberto Costa, Segretario Generale di Confcommercio Milano – ha sottoscritto il 24 marzo, al Forum di Cernobbio, il primo accordo per il riordino dell’apprendistato, contratto che assume un ruolo centrale, nella riforma del mercato del lavoro, per l’occupazione giovanile. L’istituto dell’apprendistato nel terziario costituisce il 40% delle richieste totali di attivazioni a livello nazionale e l’80% degli assunti viene confermato. Inoltre, il recente protocollo siglato da noi e dalle altri parti sociali con la Provincia di Milano valorizza, con la sperimentazione della certificazione, le competenze acquisite nell’apprendistato professionalizzante. Ma in altri ambiti, la riforma del mercato del lavoro così com’è attualmente configurata, rischia di aggiungere una pesante zavorra alle tipologie contrattuali utilizzate dalle imprese nei nostri settori: dal contratto a termine gravato di contributi, all’irrigidimento del part-time e delle collaborazioni a progetto, all’appesantimento burocratico del lavoro intermittente fino alla compressione di uno strumento di grande utilità come i voucher lavoro”.

– Marco Accornero, Segretario Generale dell’Unione Artigiani della Provincia di Milano, commenta così: “Leggendo i dati interessanti elaborati dall’Osservatorio si potrebbe pensare che la crisi sia quasi alle spalle, ma non è certamente così, tanto che tra la fine del 2011 e soprattutto l’inizio di questo nuovo anno siamo tornati in recessione. Il dato sugli avviamenti al lavoro nel 2011 resta, in ogni caso, un segnale confortante, che deve dare coraggio per politiche di sostegno alla crescita e all’occupazione, poiché dimostra che le potenzialità esistono”.

 

LA FIDUCIA CONTRO L’INCERTEZZA – Tra il mese di novembre e quello di dicembre, quando non si faceva altro che parlare di ‘spread Btp-Bund’, vi avevamo proposto una serie di articoli per cercare di dare un quadro generale su ciò che stava accadendo e su ciò che necessitava il nostro Paese.

– In questi ultimi mesi sono in molti a credere che le politiche di rigore messe in atto nel nostro Paese siano la causa principale del peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie italiane.

– In linea teorica chiedere rigore in un momento che, già di per sé, è critico per le famiglie può sembrare un’idea assurda. Tuttavia in un’economia ed in una finanza dominata da fattori ‘astratti’ e ‘psicologici’ quali il sentimento, la fiducia e l’incertezza, quello adottato è il primo passo per uscire, senza essere travolti, dalla crisi.

 

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Matteo Torti

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