Redazioni online, secondo il Salone del Gusto di Torino i giornalisti del web sono di Serie B

Old_mediaUn vecchio detto recita “l’ospite è come il pesce: dopo 3 giorni puzza”.

 

Al Salone del Gusto di Torino edizione 2010, però, pare che a puzzare, e non dopo 3 giorni, ma fin subito, non siano i deliziosi manicaretti a base di frutti di mare, bensì i giornalisti.

 

Ma non tutti: quelli di radio, tv e giornali vanno benissimo. Quelli delle testate online, invece, sembrerebbero proprio non interessare a nessuno, trattati da SlowFood come i portatori della lettera scarlatta dell’informazione

 

A non tacere su questo brutto passo falso è l’Anso, l’Associazione Nazionale Stampa Online (www.anso.it), che ha scoperchiato un vaso di Pandora in versione gastronomica e scorretta, in merito alla politica di accredito adottata al Salone del Gusto di Torino 2010.

 

E’ infatti sconcertante quello che si legge sul sito internet dell’evento

(http://www.salonedelgusto.it/pagine/ita/ufficio_stampa/richiesta_accredito.lasso): solo alle testate del web, a differenza di tutte le altre, è concesso un solo accredito. A priori.

 

Parafrasando il tutto: l’informazione in internet è un’informazione di serie B, e la presenza di un solo giornalista è più che sufficiente.

”È opportuno ricordare che gli accrediti stampa non sono un privilegio della categoria, – stigmatizza Anso, – ma uno strumento indispensabile perché i giornalisti possano svolgere il lavoro di informare i propri lettori nella maniera migliore.

”La scelta di SlowFood è grave – aggiunge Anso, – poiché evidenzia un preconcetto nei confronti della stampa online, considerata ad un livello più basso rispetto a quella cartacea, radiofonica o televisiva. Eppure non è così, – prosegue Anso, – e infatti gli italiani che scelgono di informarsi attraverso internet sono sempre più numerosi, attratti dall’immediatezza e dalla velocità delle notizie, dalla flessibilità e dalla pluralità degli strumenti a disposizione, dalla gratuità dell’offerta e, ne siamo certi, anche dalla qualità che caratterizza il lavoro di tante testate online”.

L’Anso termina augurandosi più che vivamente che “questo genere di gravi e disdicevoli discriminazioni non avvengano più”, in quanto “discriminare una testata o una categoria di testate equivale a discriminare anche i suoi lettori e, oggi, i lettori che utilizzano internet sono davvero tanti”.

 

Ma non finisce qui. E levandosi fino all’ultimo sassolino dalla scarpa, o meglio, l’ultimo pelo sulla lingua, Anso conclude sottolineando quanto “tali comportamenti sono tanto più gravi quando a compierli sono enti pubblici o enti finanziati e patrocinati dal pubblico, esattamente come il Salone del Gusto ha il patrocinio della Regione Piemonte e del Comune di Torino”.

Di Redazione
 
 
 

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